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Posts Tagged ‘Google Map API’

OpenGeoData: come utilizzarli su una mappa? Le scuole in Piemonte con un mash up usando Google Fusion Tables


Riporto un nuovo esempio di web mapping usando un mash up su open data: questa volta ho utilizzato Google Fusion Tables come “base dati” e le Google Maps API come soluzione di web mapping.

Questo esempio ha lo scopo di illustrare un prototipo di web mapping che permetta di consultare una mappa interattiva rappresentante le Scuole in Piemonte (suddivise per ordine e grado), e delle informazioni scolastiche aggregate su base comunale.

I dati

I dati utilizzati sono tutti dati open source e precisamente:

Ovviamente questi dati vanno intesi come dati di prova: a fronte di un aggiornamento dei dati, mantenendo inalterata la struttura dati, l’applicazione non richiede alcun tipo di intervento.

Occorre tuttavia evidenziare che i dati originali, come tratti dai portali di cui sopra, non sono strutturati per essere utilizzati direttamente dall’applicativo ma è stato necessaria un’attività di trattamento dati preliminare per renderli “georiferibili”.

Le attività svolte sono state rispettivamente:

  • Scuole: le scuole sono rese disponibili solo con il loro indirizzo e non (purtroppo ….), con le coordinate che le possano già caratterizzare sul territorio. Partendo quindi dall’indirizzo si sono sfruttati dei tools di georeferenziazione automatica presenti e disponibili sul web per ricavare la loro georeferenziazione, nello specifico ho utilizzato
    http://stevemorse.org/jcal/latlonbatchsecure.html?direction=forward
    . La precisione e l’accuratezza di questo dato è quindi approssimativa ma funzionale per il prototipo presentato.
  • Studenti piemontesi 2009 – 2010: qui le informazioni di georeferenziazione erano assenti. Attraverso la manipolazione dei dati si è fatto in modo di associare ad ogni comune il suo codice ISTAT e poi sulla base di questo, con delle operazioni di join, sui dati si è riportata questa informazione su base comunale permettendo quindi la rappresentazione di queste informazioni su base comunale e la loro tematizzazione. Per il caricamento dello shapefile risultante su Google Fusion Tables ho utilizzato Shape Escape.

Procedimento

Nella realizzazione si è tenuto conto e si è preso spunto dell’esistenza del progetto “Scuole in Chiaro” (rif.
http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/
), realizzato da parte del MIUR

ScuoleInChiaro

La soluzione del Ministero è una web application fruibile da web browser basata sull’utilizzo delle Google Maps, partendo dalle quali sono state realizzate una serie di componenti funzionali che permettono di ottenere informazioni varie sulle Scuole secondo modalità diverse.

Il sito permette la consultazione dei dati delle Scuole impostando una serie di criteri di ricerca per arrivare poi alla visualizzazione dei dati di interesse.

ScuoleInChiaro-1

Da notare che è  necessario impostare dei filtri di ricerca altrimenti non è possibile visualizzare su mappa alcuna scuola. Tra l’altro, se il filtro di ricerca impostato è tale da restituire un numero elevato di risultati, viene chiesto all’utente di restringere i criteri di ricerca al fine di arrivare ad un numero di risultati gestibili applicativamente, questo per evitare lunghi tempi di risposta nella visualizzazione su mappa.

Il risultato della ricerca può essere visualizzato su mappa e poi da questa direttamente interrogato.

ScuoleInChiaro-2

Partendo da questa esperienza ho provato a dare una chiave di lettura diversa alla consultazione del dato relativo alle Scuole e alle informazioni ad esse associate: questo post descrive una soluzione applicativa che permette di consultare le medesime informazioni  offerte da “La Scuola in chiaro”, in una modalità alternativa integrando le informazioni sulle Scuole anche con altro contenuto informativo, su base comunale,  sempre legato all’ambito della mondo scolastico in modalità mash-up.

Questa soluzione permette di visualizzare sempre tutte le scuole del Piemonte secondo modalità diverse che salvaguardino le prestazioni applicative, ma offrendo all’utente sempre una risposta, al limite aggregando in modo dinamico quelle informazioni che, alla scala corrente della mappa, la renderebbero poco leggibile (questa tecnica è nota con il nome di clustering e viene adottata tipicamente quando si trattano informazioni puntuali su mappa quali sono quelle della localizzazione sul territorio delle scuole).

La soluzione si presenta, per la parte mappa e nella sua forma prototipale, nel seguente modo:

ScuolePiemonte-1

ed ecco il  dettaglio della mappa ad un maggiore livello di zoom

ScuolePiemonte-2

I marker in rosso possono essere direttamente interrogati come avviene normalmente su una mappa Google, mentre i marker in blu, con un numero al loro interno, significano che in corrispondenza di quel punto ci sono “n” elementi che a quella scala non sono visibili. Se l’utente desidera visualizzarli è sufficiente che faccio uno (o più), zoom di dettaglio ulteriore.

L’applicazione propone altre funzionalità ad esempio la possibilità di posizionarsi sulla mappa per comune e/o indirizzo

ScuolePiemonte-3

La mappa si centrerà sull’elemento ricercato evidenziandolo con un pallino verde.

E’ inoltre possibile visualizzare su mappa (sempre utilizzando il meccanismo del clustering), solo le scuole di un certo ordine e grado

ScuolePiemonte-4

Infine è possibile tematizzare su base comunale per una serie di indicatori

ScuolePiemonte-5

Ad esempio ecco la mappa risultante da:

  • Selezione delle Scuole Primarie
  • Centrata sul Comune di Carignano
  • Tematizzata per totale classi di scuole primaria per comune

ScuolePiemonte-6

Da notare che è sempre possibile interrogare sia il dato delle scuole sia il dato della tematizzazione comunale.

L’applicazione è liberamente consultabile on line.

Opportunità

La soluzione prototipale proposta disacoppia fortemente la parte di interfaccia dai dati che sono esposti tramite dei servizi JSON. (rif. 
https://www.google.com/fusiontables/DataSource?docid=1EuuZGh8C4VA8vkMiLomxxs_1moNbCEpZVhwtnXU
  e
https://www.google.com/fusiontables/DataSource?docid=1h_HGRAz91a-hhOsHrlqOYM0desNTOEw7Ko0XYmc
)

Questa impostazione permette di immaginare soluzioni fruitici diverse da quella presentata delle stesse informazioni ad esempio soluzioni mobile fruibili tramite smartphone e/o tablet (anche se  in questo caso l’applicazione va completamente ripensata in quanto cambia totalmente il pattern di utilizzo)

Codice sorgente

L’applicazione è costituita da un’unica pagina HTML / Javascript che utilizza la Google Maps API e si appoggia come fonte dati a tavole mantenute su Google Fusion Tables.

Il codice sorgente è liberamente scaricabile ed utilizzabile: al suo interno sono ripotrtati commenti per facilitarne la comprensione.

 

Mercator Puzzle: un piccolo gioco con la geografia


Su Google Maps Mania è apparso un post che cita un piccolo gioco realizzato con le API di Google Maps e la proprietà draggable applicabile alle features poligonali.

Il gioco si chiama Mercator Puzzle.

MercatorPuzzle

Provate a posizionare le aree degli stati nel posto corretto!

Rendendo dinamica a randomica la selezione delle geometrie un bel modo per didattico per imparare la geografia.

Fonte: Google Maps Mania

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Mettere i tweet su una mappa: Tweet to Map jQuery plugin


Sta diventando un po una mania quella di mappare i tweet nell’intorno di una certa zona. Ecco una semplice soluzione che permette di personalizzare la propria mappa Google based con i tweet che ricadono nella zona di interesse.

Fonte: Google Maps Mania

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Google I/O: novità anche sul fronte mappe


Dal 27 al 29 Giugno presso il Moscone Center di San Francisco si è tenuto il Google I/O 2012 nel quale sono state presentate alcune prossime novità anche sul fronte mappe.

Ecco, in simtesi, alcuni video ed esempi.

In questo primo video, a parte le novità presentate, nel primo intervento di Brian McClendon VP Engineering di Google, emergono alcune informazioni interessanti su Google Map tra cui:

  • dal minuto 3.40′ –> “storia” di google maps dal 2005
  • dal minuto 4.15′ –> Immagini dal 2006
  • al minuto 5.15′ –> Street View dal 2007
  • dal minuto 6.20′ –> Come viene costruita la mappa di Google (Ground Truth basato fortemente su uso di Street View): progressione temporale dal 2008 (Google Map Maker)
  • dal minuto 10′ –> Accuracy: come Google raccoglie le segnalazioni degli utenti
  • dal minuto 13′ –> 8 Datacenter nel mondo, 1,6 milioni di richieste al secondo, availability al 99.995% negli ultimi 3 anni, più di un miliardo di utenti attivi

Video in cui si analizza la ricchezza del valore aggiunto che le API di Maps hanno da offrire.

Video in cui si fa un viaggio atraverso il mondo della visualizzazione dei dati su mappa usando Maps API v3.

Video in cui viene mostrato come personalizzare il look and feel di Google Map.

Ed ecco gli esempi delle tre principali novità su Google Map: heatmap, symbols e transit layer

Infine ecco alcune novità anche sul fronte Google Earth: Google Earth for Mobile …….

…….. ed anche fronte Google Maps for Android: mappe anche offline

 Fonte: Google LatLong, Google Maps Mania

I costi di utilizzo di Google Maps portano a cercare soluzioni alternative nel web mapping


Gia in un precedente post avevo descritto come alcuni progetti web iniziavano a cercare alternative all’utilizzo della API di Google Maps per le loro necessistà di web mapping.

Da allora si sono susseguite diverse notizie tra cui le seguenti:

Sembra sia iniziata una progressiva fuga da Google Maps, verso alternative quali OpenStreetMap, Bing Maps, MapQuest (che però usa i dati di OSM), e anche ESRI.

Oggi è apparso un interessante articolo sul New York Times (già ripreso e commentato sia da GEOforUS sia da de.straba.us), di cui suggerisco la lettura, che riporta un’interessante analisi del fenomeno, in quadrandolo in un contesto più ampio.

Tra le altre cose riportate nell’articolo del NYT viene citato che:

  • a Febbraio 2012 secondo comScore il 71% del 91.7 milioni di persone, pari a 65 milioni di utenti negli USA che ricercavano mappe sul web ha usato Google Map, con un incremento rispetto all’anno precedente del 16%
  • MapQuest è secondo con 25 milioni di utenti e con un incremento del 13%
  • Bing Maps si è classificato terzo con 9 milioni di utenti e un incremento del 18%
  • OpenStreetMap ha ancora una percentuale bassa di utilizzo

Per altro scelte come quelle operate da Foursquare o Apple che fanno delle piattaforme mobili il loro “veicolo” di distribuzione allargerà la conoscenza e l’utilizzo di OSM permettendo un  potenziale ampliamento del numero di contributori al progetto visto che porterà “più vicino” agli utenti le mappe di OSM. A tale proposito,, sempre secondo comScore, si stima che nel mese di gennaio 52  milioni di persone abbiamo fatto accessi a mappe sul proprio smartphone, con un incremento del 67 % rispetto all’anno precedente. Google è stato ancora il giocatore dominante, con una quota del 67 per cento, ma il mercato è ancora molto giovane.

Fonte: New York Times

Mappe temporali o “isocrone”


Recentemente sono apparsi un paio di interessanti post sul tema delle mappe temporali (o isocrone): il primo su de.straba.us di Maurizio Napolitano e il secondo su edparson.com di Ed Parson (ripreso poi anche da Google Maps Mania)

Innanzi tutto: cos’è una mappa isocrona? Riprendendo la definizione su Wikipedia un’isocrona (o fascia isocrona) è lo spazio compreso nella distanza percorribile in un dato tempo con un mezzo predefinito. L’area circostante un sito che può essere coperta con un viaggio della durata di dieci minuti (in auto, a piedi, ecc.) rappresenta l’isocrona dei 10 minuti da quel sito.

L’uso delle mappe isocrone non è una novità: funzionalità già disponibile, o implementabile, su gis desktop tradizionali, con l’avvento del web sono poi state proposte da servizi innovativi e interessanti quali:

In particolare Mapgnificent, utilizzando i dati pubblici rilasciati da alcune aziende di trasporto per Google Transit nel formato GTFS (vedi il mio precedente post sull’argomento) , permette di poter calcolare – per le città dove i dati sono stati resi pubblici – i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici verso un determinato luogo.

Ora, notizia di oggi, anche Google si sta muovendo, per offrire questa funzionalità all’interno di Google Maps.Al momento si tratta solo di una iniziativa sperimentale denominata Google Hotel Finder (che, guarda caso, presenta la sperimentazione sulla zona delle Olimpiadi di Londra 2012 ……), ma possiamo a breve immaginare che, tra le opzioni offerte dalla ricerca delle indicazioni stradali di Google Maps, comparirà presto questa nuova opzione.

L’ insieme di queste novità, e il rinnovamento dell’interesse sulle mappe temporali, ora anche da parte di un attore “pesante” quale Google, porterà a breve ad un’ampia diffusione, anche per “emulazione”, delle funzionalità offerte, applicabili in contesti a campi diversi.

Questo evidenzia una serie di aspetti che rappresentano anche potenziali opportunità di business:

  • è fondamentale disporre delle informazioni sui trasporti pubblici che diventeranno sempre più importanti in un mondo ove vi è la necessità di ridurre l’utilizzo degli autoveicoli. Queste informazioni ci sono e ci sono anche formati, il formato GTFS ne è un esempio, che ne permettono un ampio utilizzo. E’ importante che queste informazioni siano liberamente disponibili come open data così (vedi qui e qui), da permettere a chi interessato di poterli usare, in analogia alle iniziative progettuali di cui sopra, per provare ad offrire nuovi servizi
  • iniziano a comparire (su ampia scala se Google metterà sempre di più a  disposizione sulle proprie soluzioni queste ed altre funzionalità analoghe), funzioni evolute a valore aggiunto che possono essere offerte “server side” per le loro pesantezza computazionale. Queste funzionalità possono (e devono / dovrebbero?), essere fruibili attraverso interfacce e protocolli standard per facilitarne l’utilizzo a basso costo da parte di fruitori diversi (si pensi al mondo mobile ….)

Fonte: de.straba.us , edparson.com

 

Open StreetMap come sostituto di Google Maps? Qualcuno ci prova …


Nel 2011 (aprile), Google ha annunciato una modifica nei termini di servizio di utilizzo delle API di Google Maps / Google Earth ponendo dei nuovi limiti limiti di utilizzo: l’annuncio è stato poi ribadito in un nuovo post ad Ottobre 2011.

Da allora si sono aperte diverse discussioni in merito in giro per i vari blog e si possono trovare diversi post che commentano la notizia.

Iniziano ora ad apparire le prime iniziative progettuali che illustrano veri e propri abbandoni da parte di siti e portali dell’utilizzo di Google Maps API a favore di alternative (ancora ?), ad libero accesso.

La più recente è la news apparsa nel corso delle vacanze di Natale relativa a Nestoria, un motore di ricerca verticale il cui obiettivo è rendere il più facile possibile la ricerca di proprietà immobiliari in alcuni paesi tra cui anche l’Italia.

Nestoria ha pubblicato sul suo blog la notizia del passaggio da Google Maps a Open MapQuest che pubblica i dati di Open StreetMap.

Il post è piuttosto interessante e merita una lettura approfondita in quanto spiega le motivazioni che hanno spinto i responsabili di Nestoria a prendere questa decisione, dettata sostanzialmente da ragioni economiche (il volume di traffico del sito era tale che i costi dell’uso di Google Maps API, non previsti in precendenza, determinati dal cambiamento deciso dal gigante di Mountain View, avrebbe inciso sui bilanci di Nestoria), e di opportunità (nei paesi in cui opera Nestoria la copertura sul territorio di Open StreetMap è buona e paragonabile a quella offerta da Google Map).

L’esperienza di Nestoria è stata seguita anche da Fubra, una compagnia che produce siti web, anch’essa passara a Open MapQuest: in uno specifico post del loro blog viene descritto come è stato fatto in passaggio.

Sebbene non si tratti (ancora?) di grandi aziende queste prime esperienze inizano a muovere ed interessare le opinioni di alcuni “attori” importanti in quanto sono apperi recentemente un paio di post di particolare interesse, uno su Wired e uno sul blog di James Fee che, per chi interessato all’argomento vale la pena di leggere.

Di particolare interesse nel post su Wired:

  • il riferimento ad una lista dei progetti che fanno uso di Open StreetMap
  • la Casa Bianca e Flick supportano e fanno uso di Open StreetMap
  • non si deve confondere MapQuest con Open StreetMap: MapQuest è solo una valida alternativa, come potrebbe esserlo CloudMade (o, a  risorse infinite, una soluzione “in proprio”)
  • nel post viene intervistato Steve Coast che è colui che ha dato vita al progetto Open StreetMap e che ora è passato ad occuparsi di Bing Maps in Microsoft. Gli viene richiesto se il coinvolgimento di Microsoft nel progetto Open Street Map in termini di dati, hardware e coperture economiche non nasconda il fatto che Redmont sa di non poter “battere”, da sola, Google su queste tematiche: la risposta di Steve Coast è che non è pagato abbastanza per rispondere a questa domanda …….

Fonte: Google Geo Developers, Open Geodata, Nestoria blog, Fubra blog, Wired, Spatially Adjusted

Come l’uso di un GIS può supportare nell’orientamento scolastico


Ogni anno molte famiglie si trovano ad affrontare l’annoso problema di dove mandare i propri figli a scuola a seconda degli interessi o delle propensioni da questi dimostrati. Le scuole e le istituzioni cercano di offrire diversi strumenti per il cosiddetto “orientamemto scolastico”, allestendo siti informativi, creando eventi all’interno delle scuole stesse a scopo promozionale, ecc …

In tutte queste inziative non mi è mai capitato di vedere offrire strumenti che permettano di aggiungere, tra i parametri di valutazione della scelta dell’istituto scolastico, fattori come la loro più o meno facile “raggiungibilità”, quindi dei criteri “spaziali”. So da me che sono aspetti complicati e che si devono tenere conto di diversi fattori, e non sempre applicabili sull’intero territorio (si pensi alla realtà di scuole in zone di montagna ad esempio), ma al tempo stesso sono anche aspetti di fodamentale importanza, non fosse altro per l’impatto quotidiano che comportano e mi ha sempre stupito il fatto che, in aree dove questi aspetti siano maggiormante “trattabili” quali le aree cittadine, ciò  non venga mai fatto.

Nei post che mi è capitato di leggere in questi giorni quello relativo al progetto DiscoverBPS della città di Boston (e quindi non un’area pilota “semplice” …), è il primo in cui mi sono imbattuto particolarmente degno di nota e quindi ve lo segnalo.

Il progetto si propone di offrire un servizio di ausilio alla scelta della scuola fornendo una mappa che identifichi la scuola “più vicina” ma non basandosi sulla semplice analisi di prossimità in un certo intorno massimo a partire dall’indirizzo di residenza come potrebbe essere illustrato dalla seguente figura

quanto piuttosto fare una vera a propria “mappa della raggiungibilità a piedi” (walkshed map), che consideri tutta una serie di fattori influenti, e quindi una mappa come questa

molto più utile e selettiva.

Ovviamente maggiori sono i fattori influenti che vengono presi in considerazione più utile è lo strumento.

Da notare, a livello tecnico, che sebbene il post sia apparso sun blog di casa Google, in questo caso non sono stati utilizzanti tools del gigante di Mountain View quali Google Maps Distance Matrix API, bensi  strumenti open source come POSTGISpgRouting (che estende PostGIS per fornire funzionalità di routing geospaziale), a dimostrazione di quanto siano  oramai potenti e apprezzate le soluzioni open source e di come soluzioni progettuali “miste” tra tecnologie open source e commerciali risultino essere sempre si più il mix vencente.

Il progetto verrà proposto in uso dalla città di Boston per l’anno scolastico 2013.

Fonte: Google Geo Developers Blog

Note sull’accuratezza di Google Maps

2 ottobre 2011 3 commenti

Sul sito www.gisetelerilevamento.com ho letto un interessante articolo che tratta dell’accuratezza di Google Maps che mi sento di consigliare come lettura per chi interessato questi argomenti.

Tutti, infatti, usiamo, chi più chi meno, le mappe offerte da Google, ma pochi di noi, se non nessuno, si cura della loro precisione o accuratezza.

Quest’approccio va bene se l’uso delle mappe è di tipo generalistico, meno se l’utilizzo è di tipo diverso, più specialistico o tecnico, in cui le questioni su precisione e accuratezza non sono aspetti secondari.

Come cita correttamente l’articolo le “imprecisioni”, o meglio “l’incoerenza”, delle informazioni spaziali offerte da Google sono già evidenti usando le stesse informazioni spaziali disponibili in Google Maps: provando infatti a sovrapporre alla vista “satellite” le strade si possono notare disallineamenti tra la strada visualizzata dall’immagine raster rispetto alla stessa strada offerta dal layer vettoriale. Quale delle due è quella “corretta”? L’articolo cita quella vettoriale perché si tratta di un’informazione offerta a Google da aziende terze che sono le stesse che producono le mappe per la navigazione satellitare.

Non è che l’informazione della vista satellite non sia corretta, è solo che questa presenta della deformazioni radiometriche e geometriche dovute a vari fattori, che possono essere corretti o ridotti ma non eliminati del tutto.

Assodato questo, occorre sempre poi quantificare e l’articolo riporta una misurazione effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pavia. Lascio i dettagli alla lettura dell’articolo, riporto qui sono i numeri: la zona presa in esame è quella di Pavia e le misurazioni fatte hanno rilevato un errore sistematico di 16 metri verso est e di -1.6 metri verso nord.

Questo non sminuisce il valore e l’importanza della diffusione di Google Maps e i suoi parenti stretti quali Google Earth, Street View, ecc .. che grosso contributo hanno dato, continuano e continueranno a dare alla diffusione dell’informazione geografici (dati e funzioni), facendola uscire da un mondo di nicchia (cosa che gli attori classici di questo mondo non sono stati in grado di fare negli anni allo stesso modo e con lo stesso risultato), ma al tempo stesso mette un punto di attenzione sull’utilizzo di queste informazioni al di fuori di una finalità generalistica.

Estremizzando quindi non si può quindi pensare che, essendoci le mappe di Google i dati spaziali “certificati” non servano più o non le si debba mantenere, aggiornare e arricchire, perché spesso queste sono di qualità “migliore” rispetto a quelle generaliste. Mantenendo l’esempio dell’immagine della vista “satellite” di cui sopra, una ortotofo realizzata da una P.A ha una qualità uniformemente distribuita su tutto il suo territorio di competenza quindi anche nelle aree extraurbane. Ad esempio le aree dei capoluoghi o di alcune aree di interesse (es. aree olimpiche 2006 in Piemonte, la mia regione), generalmente hanno una buona qualità, ma, avete provato ad andare in zone più periferiche o di campagna? Ovviamente da un punto di vista di Google, la qualità decade.

Ovviamente poi si entra nella discussione per cui le mappe di Google sono “disponibili” mentre quelle della P.A “lo sono meno”, ma questo esula del presente post ce ne vorrebbe un altro che tratti OpenData, licenze d’uso, ecc ….

L’articolo da cui sono partito si chiude poi con alcune considerazioni, che condivido, sul fatto che Google Maps possa essere considerato o meno un WebGIS  (ammesso e non concesso che si riesca a definire in modo univoco di WebGIS ……). Anche qui rimando per i dettagli all’articolo qui cito solo una frase “….. Personalmente non credo che Google Map si possa considerare un GIS. Ritengo che sia più opportuno definirla una “mappa” per quanto evoluta possa essere. Un WebGIS dovrebbe essere in grado di realizzare analisi spaziali più o meno complesse e questo Google Maps non consente di farlo se non con la scrittura di codice ad hoc. ….. “. Aggiungerei, a livello personale, che anche con la scrittura di codice ad hoc attraverso le API fornite risulta difficile ottenere un WebGIS (di nuovo …. ammesso e non concesso che si riesca a definire in modo univoco di WebGIS ……), ma semmai una soluzione di Web Mapping decisamente evoluta.

Fonte: GIS & TLR

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Confronto tra routing engine API


Pascal Neis ha pubblicato un interessante confronto tra alcune API di routig engine e precisamente:

  • CloudMade (basato sui dati OSM)
  • MapQuest Open(basato sui dati OSM)
  • OSRM (basato sui dati OSM)
  • Bing Maps  API(basato su dati Navteq)
  • G**gle API (!!!) (basato su dati TeleAtlas)
  • YOURS (basato su dati OSM)
  • Routino (basasto su OSM)

I numeri in sintesi sono riassunti nella seguente figura:

Quello che emerge è che OSRM risulta essere la libreria più velcoe seguita da G**Maps,  Bing Maps, MapQuest e CloudMade che sostanzialmente si equivalgono, mentre distaccate (almeno per percorsi oltre i 600 km), YOURS e Routino.

Maggiori dettagli e grafici sono disponibili sul post originale.

Fonte: OpenStreet Map Blogs

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