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Emergenza spazzatura: Repubblica.it utilizza Ushahidi


Repubblica.it oggi ha pubblicato un servizio realizzato con Ushahidi per raccogliere in tempo reale  le segnalazioni dei cittadini in merito allo stato delle discariche autorizzate, la presenza di discariche abusive, eventuali roghi, la situazione nelle proprio quartiere, tutto ciò che può essere utile per “mappare” la situazione e che può contribuire in qualche modo a risolvere quella che ormai si sta configurando come vera e propria emergenza nazionale.

Il servizio è stato denominato Emergenza Spazzatura.

Al di là che l’idea non è così nuova (vedi analogo servizio, basato sulla medesima soluzione pubblicato già a Dicembre 2010 su Tanto denominato “Rifiutiamoci!“), il fatto che uno tra i principali quotidiani on line del panorama nazionale (se non il principale), adotti un meccanismo di  “crowdsourcing sociale” o di “partecipazione attiva” (Repubblica.it lo denomina “giornalismo dal basso” ….), attraverso una soluzione di map crowdsourcing è sicuramente un qualcosa che sul panorama italiano fà notizia e offre una visibililtà non indifferente.

Avevo già trattato l’argomento in un precedente post dove sono citati alcuni esempi di utilizzo di approcci di questo tipo in ambito P.A per la raccolta di segnalazioni

Fonte: Repubblica.it

  1. 2 luglio 2011 alle 12:00 am

    Grazie per la citazione, ma è grande il rammarico nel constatare come la comunicazione mainstream abbia uno strapotere davvero schiacciante sulla “semplicità” delle buone idee come Rifiutiamoci.
    Sebbene si parli di collettivo di giornalisti (Valigia Blu), essere ospitati in Repubblica garantisce al progetto Emergenza Rifiuti una visibilità che Rifiutiamoci si poteva solo sognare. E questo nonostante avessimo chiesto la collaborazione della trasmissione Caterpillar di Radio2, di alcuni blog partenopei e pubblicato una notizia su Indymedia Napoli a dicembre 2010.
    Ma tant’è…

  2. 4 luglio 2011 alle 1:49 pm

    Ciao Pietro, hai ragione l’iniziativa di Rifiutiamoci era del tutto analoga (in termini di idea, finalità e soluzione tecnologica), a quella pubblicata via Repubblica.it con un anticipo però di più di 6 mesi! Se pur magra consolazione potete almeno avere la consapevolezza di averci visto giusto molto prima. C’è da sperare che la visibilità che questa cosa ha ottenuto (e me ne sono accorto dal numero di visite sul post …..). porti ad una maggiore consapevolezza dell’utilità potenziale di questo tipo di soluzioni anche se credo che un grosso limite resti cosa succede “dopo” che qualcuno ha fatto una segnalazione (e non mi riferisco al solo caso specifico della spazzatura di Napoli), perché se poi a questa non segue una qualche azione fattiva che permetta di “chiudere” la segnalazione in tempi ragionevoli, il tutto diventa un semplice esercizio tecnologico. Dietro alla parte tecnica quindi resta l’aspetto organizzativo / culturale che permetta di sfruttare appieno queste possibilità e, forse, il grado di maturità del nostro Paese non è così elevato. Ci sarebbe da augurarsi qualche esempio positivo da parte di qualche Pubblica Amministrazione medio-grande particolarmente sensibile e lungimirante.

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