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ENEL pubblica i propri dati come Open Data


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AGGIORNAMENTO: ENEL ha modifcato la licenza portadola a CC-BY e quindi ora si può dire Open Data a tutti gli effetti. Mi sembrava corretto riportare questo aggiornamento anche alla luce dei commenti scambiati con Maurizio Napolitano. Credo sia a questo punto ci si possa complimentare con ENEL per il “miglioramento” che ha voluto fare nella sua proposta e a Maurizio per la costanza delle sue osservazioni che hanno sicuramente contribuito a questo passo. Per i dettagli leggi de.straba.us

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E’ nata ENEL Open Data in cui il maggior gruppo energetico italiano rende pubblici come Open Data alcuni sui dataset (dati relativi ai bilanci e alla produzione energetica), allo scopo di favorire la trasparenza.

Il sito nasce nell’ottica di favorire la trasparenza e di stimolare innovazione e business.

I dati, resi disponibili  in licenza CC BY-NC-ND (ovvero è ammesso il riutilizzo dei dati a condizione che sia citata la fonte, mentre non sono permessi il riuso a scopi commerciali e la creazione di opere derivate), sono in formato XLS, CSV e XML.

E’una iniziativa interessante perchè attuata da un’azienda privata e quindi lodevole ma al tempo stesso occorre anche considerare che le condizioni di licenza applicate non sono compatibili con la definizione di Open Data come definiti da OKFN e come inteso nello spirito di apertura dei dati pubblici.

Fonte:  dati.piemonte.it

Categorie:Open Data Tag:,
  1. 2 settembre 2011 alle 10:38 pm

    Ok che lo hai scritto, ma non chiamiamo open data cio’ che non lo e’. Ti prego.
    La licenza scelta non solo va contro il principio di open data ma pure a tutte le dichiarazioni che trovi sul loro sito.
    Come fai ad ottenere innovazione se permetti solo che quei dati vengano utilizzati solo nella forma con cui si presentano?

    Ho scritto qui la mia a suo tempo
    http://de.straba.us/2011/08/23/enel-e-concetto-errato-di-open-data/
    … e leggiti anche questa
    http://de.straba.us/2011/09/01/ma-cosa-vuol-dire-open-data/

    • 2 settembre 2011 alle 11:46 pm

      Ciao Maurizio
      grazie del commento. Avevo già visto i tuoi post e me li ero appuntati ma non ho fatto in tempo a leggerli, ora provvederò. Concordo con te che il tipo di licenza adottata non sia la più “open data” ma almeno è degna di nota l’iniziativa, poi si può empre migliorare e magari post come i tuoi possono “sensibilizzare” sull’argomento.
      Grazie!

      • 6 settembre 2011 alle 7:13 am

        Perdona il francesismo ma non si può’ confondere la “ca**a con la cioccolata”.
        Open Data ha una definizione precisa.

        Nelle 7 strategie per favorire gli open data dell’analisi fatta dalla Sant’Anna di Pisa il primo punto

        http://www.lem.sssup.it/WPLem/odos/odos_2.html#toc22
        dice

        “Properly define and explain both Open Data and Public Data”

        e rimanda a questo blog post
        http://blog.okfn.org/2010/12/10/what-%E2%80%9Copen-data%E2%80%9D-means-%E2%80%93-and-what-it-doesn%E2%80%99t/

        Dove questa immagine

        spiega chiaramente di cosa si sta parlando.

        Come ho scritto nel mio blog post, buono il fatto che una azienda delle dimensioni di ENEL ci pensi, male che predichi bene e razzoli male.
        Meglio usare un altro termine, come ha commentato qualcuno sembra piu’ una azione di marketing.

        In ogni caso il responsabile del progetto ha dichiarato che quello della licenza e’ un punto chiave su cui si sta lavorando.
        Se lo passano, allora facciamo la “promozione”.
        Per ora si difendono dietro la parola “beta”

        Dal mio personale punto di vista, al motto di “Raw Data Now” se devo scegliere fra formato proprietario (ma comunque adeguato alla natura dei dati che si pubblicano) e licenza pen che permetta l’uso e ri-uso per qualsiasi scopo (anche commerciale) con gli eventuali vincoli di citare la fonte o condividere allo stesso modo.
        Beh!
        Preferisco di gran lunga il secondo caso.
        Le restrizioni tecnologiche sono piu’ facile da superare di quelle giuridiche.

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