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Archive for gennaio 2012

Open GeoSMS: ora è uno standard OGC


In un precedente post avevo già accennato allo standard Open GeoSMS, ai suoi potenziali utilizzi e come la piattaforma Ushahidi intenda includerne il supporto  all’interno della sua soluzione mobile .

Da poco Open GeoSMS è uscito dalla fase di “candidate” ed è diventato standard ufficiale.

Per chi non sapesse cos’è Open GeoSMS riporto integralmente l’overview presnete sul sito OGC:

The OGC Open GeoSMS Standard provides developers with an extended Short Message Service (SMS) encoding and interface to facilitate communication of location content between different LBS (Location-Based Service) devices or applications. SMS is the open text communication service standard most commonly used in phone, web and mobile communication systems for the exchange of short text messages between fixed line or mobile phone devices. The lightweight and easy to implement Open GeoSMS Standard facilitates interoperability between mobile applications and the rapidly expanding world of geospatial applications and services that implement OGC standard interfaces, encodings and best practices.”

Fonte: Between the Poles

 

 

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Mappe temporali o “isocrone”


Recentemente sono apparsi un paio di interessanti post sul tema delle mappe temporali (o isocrone): il primo su de.straba.us di Maurizio Napolitano e il secondo su edparson.com di Ed Parson (ripreso poi anche da Google Maps Mania)

Innanzi tutto: cos’è una mappa isocrona? Riprendendo la definizione su Wikipedia un’isocrona (o fascia isocrona) è lo spazio compreso nella distanza percorribile in un dato tempo con un mezzo predefinito. L’area circostante un sito che può essere coperta con un viaggio della durata di dieci minuti (in auto, a piedi, ecc.) rappresenta l’isocrona dei 10 minuti da quel sito.

L’uso delle mappe isocrone non è una novità: funzionalità già disponibile, o implementabile, su gis desktop tradizionali, con l’avvento del web sono poi state proposte da servizi innovativi e interessanti quali:

In particolare Mapgnificent, utilizzando i dati pubblici rilasciati da alcune aziende di trasporto per Google Transit nel formato GTFS (vedi il mio precedente post sull’argomento) , permette di poter calcolare – per le città dove i dati sono stati resi pubblici – i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici verso un determinato luogo.

Ora, notizia di oggi, anche Google si sta muovendo, per offrire questa funzionalità all’interno di Google Maps.Al momento si tratta solo di una iniziativa sperimentale denominata Google Hotel Finder (che, guarda caso, presenta la sperimentazione sulla zona delle Olimpiadi di Londra 2012 ……), ma possiamo a breve immaginare che, tra le opzioni offerte dalla ricerca delle indicazioni stradali di Google Maps, comparirà presto questa nuova opzione.

L’ insieme di queste novità, e il rinnovamento dell’interesse sulle mappe temporali, ora anche da parte di un attore “pesante” quale Google, porterà a breve ad un’ampia diffusione, anche per “emulazione”, delle funzionalità offerte, applicabili in contesti a campi diversi.

Questo evidenzia una serie di aspetti che rappresentano anche potenziali opportunità di business:

  • è fondamentale disporre delle informazioni sui trasporti pubblici che diventeranno sempre più importanti in un mondo ove vi è la necessità di ridurre l’utilizzo degli autoveicoli. Queste informazioni ci sono e ci sono anche formati, il formato GTFS ne è un esempio, che ne permettono un ampio utilizzo. E’ importante che queste informazioni siano liberamente disponibili come open data così (vedi qui e qui), da permettere a chi interessato di poterli usare, in analogia alle iniziative progettuali di cui sopra, per provare ad offrire nuovi servizi
  • iniziano a comparire (su ampia scala se Google metterà sempre di più a  disposizione sulle proprie soluzioni queste ed altre funzionalità analoghe), funzioni evolute a valore aggiunto che possono essere offerte “server side” per le loro pesantezza computazionale. Queste funzionalità possono (e devono / dovrebbero?), essere fruibili attraverso interfacce e protocolli standard per facilitarne l’utilizzo a basso costo da parte di fruitori diversi (si pensi al mondo mobile ….)

Fonte: de.straba.us , edparson.com

 

Crisis mapping: se ne occupa Repubblica.it


E’ apparso su Repubblica.it un articolo in cui si parla di crisis mapping, Ushahidi, Open StreetMap e più in generale di crowdmapping, volonteered geographic information, microtasking applicato alle informazioni spaziali, partendo dale esperienze di Kibera  e del terremoto di Haiti.

Fonte: Repubblica.it

GeoExt Code Sprint in primavera


OpenGeo ha annunciato un code sprint su GeoExt per la primavera 2012.

GeoExt al momento utilizza ExtJS 3 e quindi non si avvale delle nuove features che è in grado di offire ExtJS 4 (charting, la possibilità di sfruttare quanto mette a disposizione Sencha Touch per le applicazioni mobile e tanto altro).

L’obiettivo del code sprint è quello di realizzare una nuova versione di GeoExt.

Da seguire ….

Fonte: OpenGeo Blog

Open StreetMap: “autorevolezza” dei dati, WordPress plugin, vandalismo (???) da parte di Google


C’è parecchio fervore su Open StreetMap ultimamente e fioccano i post di news in merito.

Ho provato a raccogliere un po delle news più significative ed eterogenee.

Autorevolezza dei dati

Sul blog Open Source Computing and GIS in the UK è apparso un interessante post che dibatte sulla autorevolezza (certificazione / attendibilità ?), dei dati di OSM, in particolare alla mancanza di un livello medio (o accettabile ??),  di informazioni in merito alla “fonte” del dato stesso o della sua “accuratezza posizionale” (si inizia a sentire la necessità di un livello di metainformazione sui dati di OSM? Un avvicinamento alle indicazioni che da tempo sono presenti, per quanto poco seguite, nel mondo dei dati spaziali più o meno INSPIRE compliant per quello che riguarda lo scenario euopeo?)

Non necessariamente i punti sollevati sono da considerare come una critica ad OSM e alla bontà e qualità dei suoi dati, semmai un “pungolo”, ma sicuramente sono questioni da considerare in merito all’utilizzo dei dati stessi.

WordPress plugin

Direttamente dal blog di Open StreetMap è stata annunciata la disponibilità di un plugin per WordPress di OSM. Nel post sono disponibili una serie di esempi realizzati sfruttando questo nuovo plugin

Vandalismo (???) da parte di Google

Questa è siuramente la news più di maggiore impatto.

Dopo che solo una settimana fa Google è stata “individuata” agire, o meglio alcuni suoi contractors agivano, scorrettamente nei confronti di Mocality, una start-up Kenyota, vantando, presso i clienti di Mocality collaborazioni non in essere al fine di entrare in possesso in modo non legale di dati, con tanto di scuse ufficiali da parte del gigante di Mountain View, ora è emerso, direttamente da membri ufficiali del board di OSM Foundation, che alcune utenze provenienti da indirizzi di rete Google in India, cancellavano, modificavano o alteravano dati di OSM (!!!!!!!).

La reazione della comunità è stata forte e potete seguire tutto lo scambio di commenti degli utenti direttamente sul post pubblicato dal board di OSM tra cui anche il fondatore Steve Cost (ora responsabile di Bing presso Microsoft)

Se confermata, la notizia è sicuramente preoccupante e non fa sicuramente una buona pubblicità a Google che tra l’altro ha, in passato, contribuito a sostenere la comunità di OSM sia in termini di donazioni sia in termini di attività “Summer of Code”.

La notizia se vogliamo si ricollega al primo punto di questo post, “autorevolezza / certificazione / attendibilità” dei dati e delle informazioni di OSM argomento quanto mai aperto e che credo dovrà essere prima o poi affrontato (e risolto o, per lo meno, gestito), da parte della comunità stessa, pena il rallentare o bloccare l’espansione di questa inziativa che negli ultimi tempi ha visto una crescita significativa, facendo anche da propulsore e volano per quegli open data di cui oggi si parla molto,  con anche un iniziale interesse (si spera maggiore in futuro …..),  da parte di alcuune pubbliche amministrazioni quali le iniziative di Parigi o del Catasto Olandese

Fonti: Open Source Computing and GIS in the UK, OpenGeoData

Tematizzare open data georiferiti? I(n)stat View!


E’ stata lanciata nel mese di dicembre 2011 da La Macchina del Fungo, un laboratorio di idee, progetti e provocazioni giornalistiche, l’iniziativa ‘I(n)stat View‘.

Si tratta di uno dei primi esperimenti di data journalism e di dataviz italiani basato su una serie di mappe che utilizzano le statistiche fornite dall’Istat per fornire, attraverso numeri e tabelle, informazioni visuali di più intuitiva consultazione.

 

Il progetto è sviluppato con strumenti gratuiti e Open Data ed è rilasciato con licenza Creative Commons 3.0 Attribuzione. In poche parole, è possibile riutilizzare l’intero materiale a proprio piacimento (anche per scopi commerciali) a condizione di citarne la fonte.

Le diverse mappe sono state realizzate con Google Fusion Table, uno strumento indispensabile per chi voglia avvicinarsi alla visualizzaizone di dati attraverso le mappe. La scelta di questo software, oltre che per la sua relativa semplicità d’uso, è stata motivata anche dal suo potenziale collaborativo e per la possibilità di essere utilizzato anche su device senza Flash Player (iPad su tutti).

Il progetto è davvero interessante e rappresenta una opportunità per chi intenda tematizzare su una mappa open data georiferiti.

Fonte: I(n)stat View

Open StreetMap come sostituto di Google Maps? Qualcuno ci prova …


Nel 2011 (aprile), Google ha annunciato una modifica nei termini di servizio di utilizzo delle API di Google Maps / Google Earth ponendo dei nuovi limiti limiti di utilizzo: l’annuncio è stato poi ribadito in un nuovo post ad Ottobre 2011.

Da allora si sono aperte diverse discussioni in merito in giro per i vari blog e si possono trovare diversi post che commentano la notizia.

Iniziano ora ad apparire le prime iniziative progettuali che illustrano veri e propri abbandoni da parte di siti e portali dell’utilizzo di Google Maps API a favore di alternative (ancora ?), ad libero accesso.

La più recente è la news apparsa nel corso delle vacanze di Natale relativa a Nestoria, un motore di ricerca verticale il cui obiettivo è rendere il più facile possibile la ricerca di proprietà immobiliari in alcuni paesi tra cui anche l’Italia.

Nestoria ha pubblicato sul suo blog la notizia del passaggio da Google Maps a Open MapQuest che pubblica i dati di Open StreetMap.

Il post è piuttosto interessante e merita una lettura approfondita in quanto spiega le motivazioni che hanno spinto i responsabili di Nestoria a prendere questa decisione, dettata sostanzialmente da ragioni economiche (il volume di traffico del sito era tale che i costi dell’uso di Google Maps API, non previsti in precendenza, determinati dal cambiamento deciso dal gigante di Mountain View, avrebbe inciso sui bilanci di Nestoria), e di opportunità (nei paesi in cui opera Nestoria la copertura sul territorio di Open StreetMap è buona e paragonabile a quella offerta da Google Map).

L’esperienza di Nestoria è stata seguita anche da Fubra, una compagnia che produce siti web, anch’essa passara a Open MapQuest: in uno specifico post del loro blog viene descritto come è stato fatto in passaggio.

Sebbene non si tratti (ancora?) di grandi aziende queste prime esperienze inizano a muovere ed interessare le opinioni di alcuni “attori” importanti in quanto sono apperi recentemente un paio di post di particolare interesse, uno su Wired e uno sul blog di James Fee che, per chi interessato all’argomento vale la pena di leggere.

Di particolare interesse nel post su Wired:

  • il riferimento ad una lista dei progetti che fanno uso di Open StreetMap
  • la Casa Bianca e Flick supportano e fanno uso di Open StreetMap
  • non si deve confondere MapQuest con Open StreetMap: MapQuest è solo una valida alternativa, come potrebbe esserlo CloudMade (o, a  risorse infinite, una soluzione “in proprio”)
  • nel post viene intervistato Steve Coast che è colui che ha dato vita al progetto Open StreetMap e che ora è passato ad occuparsi di Bing Maps in Microsoft. Gli viene richiesto se il coinvolgimento di Microsoft nel progetto Open Street Map in termini di dati, hardware e coperture economiche non nasconda il fatto che Redmont sa di non poter “battere”, da sola, Google su queste tematiche: la risposta di Steve Coast è che non è pagato abbastanza per rispondere a questa domanda …….

Fonte: Google Geo Developers, Open Geodata, Nestoria blog, Fubra blog, Wired, Spatially Adjusted