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ESRI entra nel mondo GIS open source?


Qualche giorno fa è apparsa sulla rete la notizia che ESRI si presentava ufficialmente su Github con l’obiettivo di iniziare a mettere, e condividere, in modalità open source parte del proprio codice.

Quest’iniziativa sembra nascere, come primo risultato tangibile, della recente acquisizione da parte di ESRI di GeoIQ, news che ha suscitato un po’ di scalpore in quanto sembrava la classica notizia del “gigante” si mangia un “piccolo concorrente” scomodo con  l’obiettivo di farlo sparire.

Il tono dell’articolo, che è comparso su un blog ufficiale ESRI, sembra tuttavia pieno di aspettative e con obiettivi di mettere davvero in condivisione, anche ad attori esterni, parte del codice dei prodotti ESRI.

Sinora il gigante (nel panorama GIS), di Redlands ha sempre avuto un approccio per lo meno “personale” con l’open source reinterpretando (spesso a suo modo ……), negli anni passati il concetto e in ogni caso ad oggi gli unici prodotti open source che mi ricordo sono ArcGIS Editor for OpenStreetMap, l’estensione di ArcGIS per fare editing dei dati di OSM (non so dire quanto nella realtà utilizzata dalla comunità OSM), ed Esri Geoportal Server, e, se vogliamo, le ArcGIS Mapping API.

A dire il vero negli ultimi due – tre anni l’approccio sembra essere un po’ cambiato, in quanto lo stesso Jack Dangermond nelle interviste ufficiali (vedi ad esempio i Q&A in corrispondenza con le ESRI International User Conference), suggerisce ai progetti soluzioni tecnologiche “miste”, per fruttare al meglio caratteristiche e potenzialità sia delle soluzioni proprietarie (ESRI ovviamente), sia del mondo Open Source.

Ora sembra che i ragazzi di GeoIQ vogliano provare a dare un deciso cambio di direzione, facendo leva a sfruttando la loro esperienza e skill, per portare ESRI ad una maggiore partecipazione e contribuzione nell’open source, che vada al di là dell’ospitare codice sorgente offerto per lo più dagli utenti, come avviene nel mondo ArcScripts.

Sembrano anche essere consci che non sarà un lavoro nè facile nè veloce (” ….More of Esri’s code should and will be open sourced in the coming days, weeks, months, and years. Patience is needed, of course, but we’re on our way…..“), ma nel contempo sembrano essere altrettanti decisi a perseguire questa strada.

Come strumento per la condivisione e la collaborazione, sia interna sia esterna (“ …..We want Esri developers to  have faces, be active on Github, and work more closely with those outside the company. .. ,“) hanno scelto Github sui cui quindi progressivamente  dovremmo vedere la centralizzazione del software open source ESRI.

La presenza di ESRI su Github si concentra su due account separati (non se ne capisce bene il senso ma tant’è …..),  http://github.com/esri e http://github.com/arcgis dove il primo ospiterà codice software più interessante e generico  rivolto anche ad una comunità “non GIS” o non strettamente GIS come esempi di visualizzazione o di scripting, mentre il secondo si concentrerà sul codice software più legato alla piattaforma ArcGis come templates ArcGIS Online ed estensioni per ArcGIS Dektop.

Siamo di fronte ad un cambio “epocale” che potrebbe davvero portare nel prossimo futuro un nuovo attore nel campo  dell’open source nel mondo GIS oppure si tratta di una mera operazione di facciata? Come si dice … ai posteri  l’ardua sentenza !!!

Sicuramente una mera operazione di marketing, una nuova reinterpretazione del concetto di open source, una  riproposizione di cose già viste (ArcScripts … ), potrebbero essere solo dei pericolosi boomerang, anche di immagine, e non porterebbero ad alcun risultato positivo.

Se invece ESRI avesse deciso di rivedere davvero le proprie politiche in tal senso sicuramente ne ha tutte le capacità,  skill,  konw-how e potenzialità tecnologiche per giocare un ruolo attivo in questi campi.

Vista l’offerta via cloud della propria piattaforma ArcGIS Online (sia direttamente attraverso ESRI ma anche con la recente  possibilità di poter  sfruttare la soluzione ArcGIS Online for organizations direttamente da altri attori), e viste le modalità
di utilizzo della stessa via API tecnologiche diverse, sicuramente ESRI vorrà affiancare ai tradizionali mercati del GIS Desktop e Server quello nuovo del GIS offerto come SaaS con in mezzo, come fruitore, il mondo mobile che si va sempre più estendendo. GIS SaaS e GIS mobile nei prossimi anni hanno sicuramente numeri di crescita, in termini di volumi, superiori a quelli del mondo GIS tradizionale (desktop e server)

Potrebbe essere che ESRI qui voglia adottare dei modelli di business diversi: un possibile approccio potrebbe essere quello adottato da Google stessa, offrire liberamente uno strato di API leggere, efficaci e potenti ma mantenere un presidio forte (e ben stretto …), sul core funzionale del proprio sistema.

Ovviamente, opinione personale … staremo a vedere!

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. 8 settembre 2012 alle 6:44 pm

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