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Se il GIS e i suoi professionisti restano ai margini del mondo IT perdono opportunità


Ho scovato sulla rete un interessante post che analizza in modo critico, ma al tempo stesso purtroppo piuttosto realistico, il comportamento che spesso il mondo GIS e i suoi professionisti hanno rispetto all’integrazione con il mondo tecnologico dell’IT, una  certa “inerzia” nel nome di una specificità che, per quanto esista, spesso viene presa a pretesto per “marciarci” su un po nel tentativo di restare un po’ isolati, …… di fare le stesse cose ma … un po a modo nostro.

Questo forse poteva essere vero vent’anni fa, quando chi vi scrive ha iniziato a muovere i primi passi in questo mondo, perchè le caratteristiche e la potenza computazionale degli elaboratori (si pensi addirittura alle postazioni ad hardware dedicato !!!), non erano in grado di trattare allo stesso modo l’informazione tipicamemente gestionale e quella geografica.

Negli anni questo “alibi” si è andato pian piano affievolendo sino a scomparire del tutto in uno scenario come quello di oggi in cui  vediamo i principali database relazionali ognuno con le proprie esteenzioni per trattare l’informazione geografica senza più necessità di middleware spacializzati, le principali soluzioni dei noSQL db iniziare a porsi il problema di come trattare la componente spaziale dell’informazione,  i browser e i linguaggi di nuova generazione essere in grado, con HTML 5, di geolocalizzare l’informazione senza più necessità di utilizzare librerie specializzate, dove le mappe sono entrate nel quotidiano e a disposizione di tutti come utility del mondo consumer grazie a Google Maps e similari (e purtroppo non grazie agli attori commerciali e alle comunità del mondo GIS ……), facendo crescere al tempo stesso la consapevolezza e l’importanza dell’informazione georiferita.

L’articolo non è tenero con il mondo GIS, visto un po come chi vuol restare a tutti i costi nella sua torre d’avorio, maa  volte l’essere diretti su quelli che possono i propri difetti può aiutare a riflettere.

Tra le cose citate riporto:

  • il GIS  è un concetto ancora ancorato a pattern tecnologici, per quanto ancora presenti, non più soli nel mondo IT. In un contesto dove è da anni presente il web, ora il mobile e presto il cloud la faranno da padroni, il concetto e la definizione stessa di GIS è rimasto legato a concetti che richiamno il mondo del GIS Desktop
  • c’è una velata (???!!!) critica nei confronti dei principali attori del mercato GIS che mancano ancora di capacità innovative proprie a partire dalle critiche iniziali che questo mondo ha avuto nei confronti di nuovi approccio che si sono poi dimostrati diventare standard “de facto” (Google e le modalità di offrire le sue mappe), adducendo quale motivazione che “… non si tratta di GIS“, sino ad arrivare a vendere come innovazione l’integrazione di mappe e fogli excel che Microsoft faceva già nel 2003 con Microsoft MapPoint ignorando realtà come Google Fusion Tables (guarda caso un altro prodotto Google ….)
  • Geodatabase Management is to Database Management as Military Music is to Music: In our era of “endorsed skills” in LinkedIn, GIS remains the only branch of IT where folks talk confidently of database experience without having a rudimentary grasp of SQL, let alone views, triggers, and other everyday DBA tasking. La definzione, riportata letteralmente, serve a spiegare che ancora oggi chi si occupa di dati spaziali spesso opera senza le necessarie basi e skill a livello DBA. E chi lavora nel mondo dei GIS sa che questa è spesso una realtà
  • una gran parte dei dati spaziali semplicemente non sta nei geodatabase ma è sparsa in giro in formati diversi, su file system con grosso spreco di risorse perchè queste informazioni non sono disponibili
  • quest’approccio che porta a stare un po ai margini del mondo IT, invece che spingersi a più profonde integrazioni, porta anche un risvolto negativo da un puto di vista professionale, facendo rischiare a chi lavora nel mondo GIS di  rimanere in una nicchia senza grandi prospettive, o almeno senza riuscire a sfruttare appieno quelle opportunità del mondo del lavoro che sicuramente (e lo conferma l’articolo stesso …), la sempre più ampia  necessità del mercato di informazione georiferita porterà

Consiglio vivamente quindi di leggere l’intero articolo, in particolare per coloro che sono più giovani e si affacciano, o si sono affaciati da poco, nel mondo del lavoro e si stanno muovendo e appassionando di queste tematiche, ma lo stesso invito vale anche per chi ha qualche anno in più di esperienza e magari ha qualche ruolo di reponsabilità e vuole trarre spunti di riflessione.

Fonte: MapBrief™

AGGIORNAMENTO (29/10/2012): per chi fosse interessato all’argomento e volesse sentire un’ulteriore opinione segnalo il post di Paul Ramsey Spatial IT vs GIS

Categorie:Progetti Tag:
  1. peutinger
    27 ottobre 2012 alle 9:11 am

    Era ora…!
    benvenuti nelle comunità GIS .. quella vera
    Informatevi bene su concetti come geoparsing geonaming gazzeteer oppure su docenti come R. Laurini con l sue lezioni e poi potremo confrontarci efficacemente sulla geoinformazione e sulla nuova professione che sta emergendo quella del geoanalista.
    Tutto il resto sono dettagli
    Ciao

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