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Archive for agosto 2013

GIS in the Cloud: MapBox

27 agosto 2013 2 commenti

Sono oramai diverse, e con diversi livelli di maturità, le soluzioni GIS che si possono fruire in rete in modalità cloud based: possiamo citare, partendo da GeoCommons (poi GeoIQ), che forse è stata la prima degna di nota, ArcGIS Online, Mapbox, GISCloud, CartoDB, ecc ….

Si tratta di soluzioni di tipo SaaS o PaaS, a seconda se mettano a disposizione o meno il codice sorgente che ne permetta il riutilizzo e magari l’integrazione con altre soluzioni.

Le finalità e le funzionalità offerte sono ovviamente ampiamente sovrapposte ma ognuna si caratterizza per alcune peculiarità che le contraddistingue.

Volevo da tempo saperne qualcosa in più e approfondire un poco la conoscenza di questi strumenti che a volte, in particolare per esigenze entry level, possono anche rivelarsi utili per piccole soluzioni di web mapping (ma non solo …), senza necessità di ricorrrere a codice di personalizzazione.

Ovviamente nessuna pretesa di fare recensioni complete (se ne possono trovare di più autorevoli in rete ….), semmai una raccolta di appunti e considerazioni personali.

Il primo strumento a cui ho dato un’occhiata è MapBox. 

Ripredendo quanto riportato sul suo sito si tratta di “ … a platform for creating custom maps that fit your style, enhance user experiences, and visualize your data …. “: il suo core business è quindi quello di permettere di realizzare facilmente la pubblicazione dei propri dati georiferiti in mappe su sfondi predefiniti e personalizzabili.

Per poter usare il servizio è necessario creasi un proprio login dotato di username e password: il servizio free è limitato a 50 Mbyte come mappe o storage di dati (i dati come spiegato più avanti sono in realtà dei cataloghi di immagini georiferite in formato MBTiles), e 3 Map View da intendere come raccolta di map tiles.

Per esigenze superiori il servizio è a pagamento con dei piani predefiniti o personalizzabili.

MapBox mette a disposizione tre tipologie di sfondo cartografico su cui appoggiare i propri dati e precisamente:

  • MapBox Streets: una mappa mondiale realizzata sulla base die dati di OpenStreetMap e continuamente aggiornata (si parla di aggiornamenti ogni 5 minuti …..). La mappa è personalizzabile cambiando colore, mostrando o nascondendo dei livelli e anche configurando le etichette a seconda della lingua desiderata (supportati Inglese, Spagnolo e Francese, ma nulla vieta di estendere e personalizzare per la lingua scelta).

  • MapBox Terrain: una mappa mondiale che visualizza la conformità del terreno e l’uso del suolo. Sono visualizzate colline, curve di livello ed altri elementi morfologici. La mappa è personalizzabile cambiando colore, mostrando o nascondendo dei livelli

  • MapBox Satellite: una mappa mondiale di immagini ad alto dettaglio, frutto di un’elaborazione di diverse immagini sorgenti. La mappa è personalizzabile.

È comunque possibile aggiungere dei propri dati: in questo caso occorre considerare che in MapBox i dati devono essere presenti come cataloghi di tiles (MBTiles) e quindi, se si è in possesso di dati in formato diversi, questi prima devono essere trasformati utilizzando TileMill, installabile su Mac, Ubuntu e Windows.

I formati dati che TileMill supporta sono i seguenti:

  • CSV
  • ESRI shapefile
  • GeoJSON KML
  • GeoTIFF
  • SQLite
  • POSTGIS

 TileMill è basato su Mapnik, tool open source ampiamente utilizzato, ed utilizza per definire gli stili CartoCSS. E’ inoltre possibile utilizzare Maki, libreria open source di simboli.

Ecco una mappa di prova che ho realizzato

TerremotiMapBox

Una volta che è stata realizzata una mappa questa può essere pubblicata e condivisa in modalità diverse:

  • come immagine statica

  • in modalità embedded in una pagina HTML

  • in un iframe in una pagina HTML, sfruttando MapBox Javascript API

  • in un’app mobile IOS

  • integrata in strumenti social quali Facebook e Twitter

MapBoxPublish

L’utilizzo entry level dello strumento è quindi quello di tool di pubblicazione di informazioni georiferite in semplici mappe che a loro volta possono essere tuttavia essere integrate e riferite all’interno di soluzioni e contesti applicativi diversi usando soluzioni che MapBox mette a disposizione die propri utenti quali:

  • MapBox.js: un’API Javascript per permettere un web mapping che utilizzi mappe MapBox più facile e veloce. MapBox.js è un plugin di Leaflet e quindi in questo modo amplia le sue possibilità di utilizzo

  • iOS SDK: MapBox Mobile SDK è un toolkit open source completo per applicazioni dimapping iOS native

  • API Rest: per non essere egati a specifiche API client i srevizi MapBox sono accessibili attraverso semplici interfacce REST e con formati aperti quali JSON. Queste interfacce permettono un geocoding / reverse geocoding, l’aggiunta di marker sulla mappa e l’accesso diretto ai tiles delle mappe.

A livello di architettura della soluzione questa si basa su un’architettura scalabile e ridondata geograficamente ospitata su Amazon web services.

Da un punto di vista software e di standard è basato su Node.js e si basa su specifiche open a partire dalle specifiche per l’organizzazione dei tiles delle mappe (MBTiles), TileJSON, un formato standard per descrivere i vari aspetti di una mappa e realizzare un facile punto di accesso per le mappe stesse, SQLite, come database per mantenere le informazioni degli MBTiles e UTFGrid, un formato per dati interattivi che usano JSON. Per i dettagli http://www.mapbox.com/developers/guide/.

A livello generale per MapBox si può ancora dire che:

  • MapBox ha investito su OpenStreetMap tanto da sfruttare i dati della comunità open source per basare il suo livello streets di default. La sua presenza nella comunità si è ampliata nel tempo ed è diventata sempre più significativa sino ad arrivare alla realizzazione di un nuovo editor web per la comunità denominato ID Editor che proprio di recente, è diventato l’editor web di default per OSM in sostituzione di Potlach

  • è già stato annunciato un po di tempo fa MapBox Satellite Live, iniziativa per rendere disponibili agli utenti le immagini satellitari Landsat fornite da DigitalGlobe in tempi decisamente riidotti tanto da poter parlare di “near real time”. La notizia è di sicuro interesse ed impatto e l’annuncio dovrebbe essere imminente

In conclusione questa soluzione sembra essere di interesse per esigenze di pubbicazioni di dati georiferiti e quindi per soluzioni di web mapping.

Il suo supporto del formato MBTiles da un lato garantisce prestazioni e portabilità (la scelta di usare TileMill e quindi Mapnik e CartoCSS è ottima in tal senso), ma al tempo stesso non permette di rendere disponibili funzionalità più evolute (presenti in altre soluzioni analoghe …), quali funzionionalità di analisi spaziali che necessitano di pote trattare con dati tipicamente vettoriali.

Altro limite attuale è legato al fatto che per il mondo mobile viene offerto supporto solo per il mondo iOS mentre è escluso il mondo Android.

Ovviamente poi non si tratta di una soluzione open source per cui il codice sorgente non è reso disponibile in download o a contribuzione di una comunità, e anche qui soluzioni analoghe hanno preferito altre strade.

OSM & Pubbliche Amministrazioni: un esempio di opportunità (mancata) di collaborazione

21 agosto 2013 3 commenti

Sul gruppo Google+ dedicato a OpenStreetMap Italia è apparso un interessante post relativo alla mappa OSM disponibile per la città di Vercelli, riportato da Notizia Oggi, giornale locale della città piemontese.

Purtroppo l’articolo non è liberamente disponibile on line, quindi riporto anche io l’immagine dell’articolo cartaceo

notiziaoggi-osm-20130805

La cosa che mi ha colpito di più, essendo comunque Vercelli nella mia Regione, è l’affermazione dell’autore, Simone Saviolo, che riporta “….. ho offerto la mia collaborazione gratuita agli enti locali ma nessuno mi ha risposto. Eppure ci sono molti usi per la collettività ….“.

Possibile che non si riesca davvero a stabilire una collaborazione virtuosa tra le PP.AA e le comunità open source che, come in questo caso, rappresentano una opportunità, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, che sappiano sfruttare al meglio e in modo coordinato le rispettive potenzialità in un periodo come questo ove le risorse economiche degli enti locali sono (e saranno …), sempre più scarse?

Riporto, per dovere di cronaca, un confronto della zona di Vercelli tratta da MapCompare di GeoFabrik in cui la medesima zona è rappresentata ad oggi nei servizi di OpenStreetMap (mappe a sinistra), Google (in alto a destra), e Bing (in basso a destra):

Vercelli

mentre ecco ciò che è reso disponibile dal sito ufficiali di Regione Piemonte su base raster (CTR regionale) ….

geo-verc-ctr

e come dato di base vettoriale ….

geo-verc-vett

Credo che collaborazioni che inneschino un circolo virtuoso tra community (nello spirito del mio post di ieri)  e P.A non possano che andare a migliorare la qualità dei dati messi a disposizione degli utenti (privati, commerciali, aziende, ecc …), e spero che Regioni che, come il Piemonte sono in prima linea di molti fronti, ultimo tra questi anche quello degli open data / open services, riescano quanto prima a metterle in pratica, magari partendo da esperienze pilota che si possono trovare sul loro territorio come quella di Vercelli e dell’operato di Simone Saviolo e di tutti coloro che con lui hanno collaborato.

Fonte: gruppo Google+ dedicato a OpenStreetMap Italia

Interfaccia grafica per ogr2ogr? ogr2gui è la risposta


Alzi la mano chi non ha mai usato ogr2ogr , la popolare libreria di GDAL, per trasformare dati spaziali da un formato ad un altro.

Il tool funziona da linea di comando e non è dotato di una interfaccia grafica: Inventis mette a disposizione in modalità open source (licenza GPL, ma senza supporto diretto e, al momento senza comunità dietro), ogr2gui un tool che provvede a colmare questo vuoto.

ogr2gui

Fonte: GEO+ Geomatica in Italia

Categorie:GIS, Open Source Tag:, ,

Vuoi calcolare la distanza tra punti georiferiti? OSRMdistance


Dal gruppo Google Spaghetti Open Data (SOD) (rif. spaghettiopendata@googlegroups.com), ho appreso una notizia molto interessante, relativa all’esistenza di un tool open source basato su OSRM (di cui ho già riferito qui e qui), che permette di interrogare automaticamente le API di OSRM (anche in modo “massivo”), e trovare  la distanza in chilometri ed in tempi di percorrenza espressi in minuti  a partire da una serie di punti geografici contenuti in un dataset .

Il tool si chiama OSRMdistance ed è disponibile su GitHub (il codice è disponibile ma non è purtroppo indicata quale licenza, quindi chi interessato è bene che contatti l’autore).

E’ disponibile anche una demo online.

L’utilizzo è abbastanza semplice, basta avere un file csv di input dove siano indicati il nodo di OSM e le coordinate dei punti, in seguito, dopo aver scritto un semplice comando nel terminale, si ottiene la matrice delle distanze!

Ci sono alcuni accorgimenti tecnici da tener presenti: anzitutto bisogna aver installato in locale o in un proprio server il motore di OSRM. La API policy del progetto OSRM infatti vieta che vengano effettuate delle chiamate massive direttamente sul loro server: ma qui se vogliamo sta il bello dell’open source!

Altra cosa interessante riportata nel post, che va al di là dell’interesse per il tool software e che rappresenta l’ennesima dimostrazione delle potenzialità dei progetti open source, è quanto riportato dall’autore in merito al fatto che, una volta iniziato ad utilizzare il tool, si è accorto della mancanza o dell’incompletezza dei dati di OSM.

Questi sono stati corretti e/o aggiunti sulla base dati comune, immediatamente resi disponibili all’intera comunità, cosa che altrimenti non sarebbe stata possibile se i dati in uso fossero stati dei dati commerciali o anche dati amministrativi “ufficiali” anche qualora questi fossero stati messi a disposizione in modalità open data.

Questa potenzialità, che porta inevitabilmente ad aumentare la qualità della fonte, è disponibile solo in progetti open source come OSM e l’autore l’ha denominata circolo virtuoso dei community data, sintesi efficiente per esprimere il concetto

Ottimo lavoro!

OSMIT 2013 a Rovereto dal 4 al 6 Ottobre 2013


OSMIT 2013 si terrà a Rovereto dal 4 al 6 Ottobre 2013 !!

L’evento si terrà presso l’Urban Center del Comune di Rovereto.

Motto dell’evento di quest’anno: Condividere la conoscenza del territorio

L’evento si presenta anche come l’incontro fra la comunità italiana di OpenStreetMap e di Wikipedia; in collaborazione con l’associazione Wikimedia Italia.

Partecipate numerosi!

 

Google attiva Map Maker in Italia: perchè non usare OpenStreetMap?

20 agosto 2013 1 commento

Oggi Google ha annunciato l’attivazione in Italia (ed in contemporanea in Bulgaria, San Marino e Città del Vaticano), di MapMaker, la soluzione che BigG offre ai propri utenti per aggiornare i dati georiferiti delle proprie mappe che poi offre come servizio.

Google sta spostando sempre di più il proprio interesse sulle informazioni georiferite come infrastruttura per i suoi servizi futuri, e quindi ampliare e pubblicizzare l’uso di Map Maker rientra in questo disegno: l’iniziativa rientra quindi nell’ambito dell’offerta di Google ai propri utenti e ci sta, ma è ampiamente sovrapposta a quelle che sono le iniziative del progetto OpenStreetMap, anche se poi le finalità delle due iniziative sono diverse.

E’ facile che, chi non è così addentro a queste cose e si pone come mero fruitore degli innumerevoli servizi offerti da Google, possa essere incuriosito da questa ulteriore novità e tentato di “entrare a far parte del gioco”.  E’ tuttavia quanto mai opportuno ribadire la sostanziale differenza tra Google Map Maker e OpenStreetMap che è tutta concentrata sui dati e sulla loro disponibilità anche nei confronti di coloro (singoli utenti), che li forniscono.

E’ di oggi, giusto in concomitanza con la notizia di BigG, un bel post che riassume queste differenze che dovrebbero essere note a tutti coloro (singole persone, Aziende, Enti, ed anche, perchè no, Pubblica Amministrazione), che potrebbero essere interessati a contribuire all’aggionamento dei dati georiferiti in possesso di Google.

Nello stesso post sono riportate alcune altre informazioni interessanti quali ad esempio se Google o altri possano o meno usare i dati di OSM, oppure la seguente immagine che riassume sinteticamente le differenze.

mapmaker

per cui suggerisco a tutti coloro che sono interessati all’argomento di leggerlo attentamente.

Da parte mia provo a portare un piccolo contributo riferendo un mio precedente post  Open StreetMap e Google Map Maker: un interessante confronto.

Infine least but non last una piccola curiosità: nel post dell’annuncio ufficiale di Google viene riferita questa immagine

it-before-after2

che è realtiva ad una zona di Livorno.

Ecco la medesima zona per come è mappata ad oggi dai servizi di OpenStreetMap (mappe a sinistra), Google (in alto a destra), e Bing (in basso a destra), ottenuta con MapCompare di GeoFabrik:

Confronto

Alla luce di quanto sopra siete proprio sicuri, dopo aver contribuito ad accrescere il dettaglio informativo, di voler perdere per sempre il diritto d’uso dei “vostri” dati?

Rivalutazione delle mappe cartacee?


Post estivo e “leggero”: bellissimo video con parodia di che cos’è una mappa cartacea rispetto alle ultime novità tecnologiche in questo campo

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