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Costruire processi di business basati su OSM: il caso di OpenCage


Ad inizio Giugno, via Twitter, mi aveva colpito un tweet di James Fee che annunciava la nascita di un servizio di estrazione automatizzata di dati del progetto OpenStreetMap denominato OpenCage Data.

Si tratta di un servizio a pagamento come si può vedere dal sito e ad una mia richiesta di dettagli ecco quello che mi è stato risposto …. “We provide custom extracts, reformatting and delivery – saves the customer time and effort, which has a value.”

Dai dettagli forniti dal sito si vede che è possibile sottoscrivere la modalità del servizio, le frequenze di aggiornamento. i formati, ecc …

Si tratta quindi di un esempio di creazione di un modello di business costruito sopra un dato open di una comunità a livello mondiale per il quale possono sorgere una serie di domande: quali sono le motivazioni che portano ad un tale modello? Chi ci sta dietro? E’ un modello che “regge” e si sostiene?

In un recente post ho trovato alcune delle risposte alle domande di cui sopra

Il servizio è stato messo in piedi da Lokku, l’azienda che opera sul territorio londinese che sta dietro a Nestoria, una delle prime compagnie a sostituire l’utilizzo delle Google Maps API con OpenStreetMap (vedi un mio precedente post).

L’idea è nata sulla base della loro esperienza di utilizzo dei dati di OSM che hanno trovato molto complessi da utilizzare:al tempo stesso hanno visto erano consapevoli delle potenzialità dei “dati” e dell’averli a disposizione in modalità grezza tanti da far affermare dal suo management che “The real power of OpenStreetMap is in the underlying data. It’s a little like in Excel – Google is giving you the chart, but with OpenStreetMap you can get the spreadsheet.”

Lokku ha visto quindi in tutto questo un’opportunità e ha quindi deciso di realizzare un servizio che fornisse i  dati nei formati e nelle modalità desiderati dai potenziali utenti.

Questo servizio mette OpenCage come “rivale” di mercato di commercial data suppliers come TeleAtlas, piuttosto che Google Maps.

L’idea di Lokku è quella di usare, sui dati,  un modello di business del tutto analogo a quello usato, sul software, dall’ecosistema Linux. Chi fa business può scaricare il codice sorgente di Linux ed utilizzarlo, ma la cosa potrebbe risultare troppo complessa, così sono nate realtà come Red Hat Enterprise Linux che offre servizi a pagamento creati sul codice sorgente open source.

Lokku, il cui core business è, ad oggi, di tutt’altro genere, sembra abbia già avuto i primi frutti a pochi mesi dal suo lancio e il suo servizio abbia anche destato l’interesse di player di maggiori dimensioni quali Nokia con la sua nuova piattaforma Here.

Fonte: GigaOM

 

 

 

 

 

 

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