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Archive for marzo 2014

Un tranquillo week end …… con gli open data: Spaghetti Open Data 2014 (#SOD14)


Dal 28 al 30 Marzo 2014 a Bologna si è svolto l‘annuale raduno di Spaghetti Open Data (#SOD14).

sod14

Mi sono perso il primo giorno per ragioni di lavoro ma sono riuscito a seguire completamente gli altri due: è stato il mio primo SOD e devo dire che è stato, per varie ragioni, davvero interessante.

Provo a fare un breve resoconto anche se so che questo non renderà giustizia e non riusicrà a trasmettere l’atmosfera dell’incontro.

Dove si è svolto ….

Sede di Working Capital (Telecom Italia) che si trova qui

SedeWorkingCapitalBologna

Location molto carina in pieno centro e in cui tutto ha funzionato a puntino, compreso il wi-fi messo a disposizione per tutto (credo > 100 persone), quindi doverosi complimenti all’organizzazione (ce ne si dimentica sempre, ma senza questo sarebbe stata dura …. e non volevo lasciarlo nei titoli di coda ….)

Su cosa ho lavorato …

Eh si a SOD14 si è …. lavorato … e di sabato! E gratis .. o meglio, a proprie spese! E si fa pure levataccia per arrivare in tempo!!

Il primo giorno infatti è stato dedicato a diversi hackaton: io ho partecipato a quello Open Data Census delle città Italiane, ma assicuro che c’era l’imbarazzo della scelta. Abbiamo lavorato  a coppie (a proposito, grazie Nicolò Gnudi per la collaborazione e la pazienza …), per aggiornare la situazione del censimento che prova a “misurare”, sulla base di alcuni indicatori individuati da OKFN, il livello e la qualità della pubblicazione di dati open nelle città italiane. Io e Nicolò ci siamo concentrati su Ferrara che ad inizio hackaton era  poco o nulla documentata e a fine giornata stazionava al quarto / quinto posto della classifica … non male, soddisfazione di aver fatto un buon lavoro (senza barare …. 🙂 …).

Nota: giusto oggi è apparso in rete un post che cita l’analoga iniziativa lanciata nel Regno Unito: nel post viene citato letteralmente … “The project is still in its information gathering stage so, at the time of writing, only 6 cities have their data partially, or fully, entered. The census for Italian cities, for example, is looking more complete. Olè !!!!

Cosa ho imparato ….

Ho anche avuto modo di imparare parecchie cose. Il secondo giorno infatti è stato infatti dedicato a due mini-corsi: qui la scelta è stata davvero difficile e combattuta ed è stato un vero peccato dover rinunciare ad uno dei due. Alla fine ho optato per il Data visualization lab tenuto da Dataninja (Alessio Cimarelli) e Density Design (Giorgio Uboldi).

Per chi non ha potuto partecipare ecco il riferimento per le slide.

A livello tecnico (angolo geek ….), e solo per punti:

  • la soluzione per la presentazione delle slide: basata su Reveal.js (open source)
  • datawrapper : per fare grafici dinamici “al volo” e poi fare embedded in pagine HTML
  • crossfilter: libreria javascript per fare dsahboard fatta su D3.js
  • Gephi: libreria per rappresentare reti (Sigma.js per esportare su internet)
  • Umap:  per fare geocoding su OSM
  • RAW:  prodotto italiano realizzato da Density Design. Basato su D3.js ed Angular.js. A breve sarà personalizzabile. Uno degli aspetti più interessanti che lo differenziano da altre soluzioni in cloud è che i dati che l’utente utilizzo NON sono mantenuti server side ma restano sul browser dell’utente. Esporta sia in formato raster sia in formato vettoriale, e questa è la caratteristica più interessante. L’idea del prodotto è quella di creare semilavorati sui dati rapidamente da elaborare poi successivamente: volendo, ma non è la sua finalità, lo si può usare per pubblicare. Esporta in diversi formati. Può essere utile per produrre il JSON da dare poi in input a D3,js. Nel corso di SOD14 è stato annunciato chea breve uscirà la versione 2.0.
  • D3.js: un’introduzione passo passo a questa spettacolare libreria javascript che permette di realizzare grafici, e non solo, dinamici lavorando interamente con il DOM nel browser. Segnalo queste librerie sempre basate sul prodotto:
    • NVD3.js – Grafici riutilizzabili

    • DC.js – Grandi dataset e dashboard composite
    • d3.chart – Framework per costruire grafici riutilizzabili
    • Rickshaw – Toolkit grafico per javascript
    • D3+Three.js – Data viz in 3 dimensioni!

Ma non è stato solo un raduno di “smanettoni” si è parlato e discusso, anche criticanmente ma in modo costruttivo, di cosa e come rappresentare dati: nei miei appunti è rimasto

Alberto Cottica (@alberto_cottica): la visualizzazione dei dati rappresenta la visione di chi la sta facendo, ma potrebbero essercene altre, anche, diverse

Alessandro Masserdotti (@ales9000): in realtà anche chi struttura i dati fa già una “visualizzazione” dei dati che rappresenta una sua visione

Alessio Cimarelli (@jenkin27): se ne esce documentando o spiegando chiaramente la metodologia, il ratio, che ci sta dietro: da usare NON nell’articolo del datajournalism ma da qualche parte perchè l’utenza è diversa.

Cosa ho visto ….

Tanta gente !!! Sicuramente più di un centinaio di persone

Cosa mi sono portato a casa …..

In ordine sparso (e alcune su cui riflettere …):

  • vedere di persona e stringere mani di chi sino a poco prima era una foto in un browser, un testo di una mail o di un tweet …
  • bello quel post sul tuo blog!”  ….
  • lavorare fianco a fianco con chi potrebbe avere la metà dei tuoi anni …..
  • cenare all’aperto alle 10 di sera il 29 di Marzo !!!! ….
  • che tanta gente si faccia dei chilometri e spenda gratuitamente uno dei primi week end di primavera per “lavorare” sui dati open, per insegnare ad altri, per scambiare idee e opinioni …
  • il rammarico di non aver potuto partecipare a più cose sia a livello di hackaton (es. Gli OpenData per liberare l’Energia Potenziale dei beni confiscati alle mafie) ,  sia a livello di corso (es. Tutorial su Web Semantico e Open Data). …..
  • vedere che in giro c’è tanta gente brava, che ne sa e con una gran voglia di fare …. questo lascia un po di speranza!!!

Ciao #SOD14 !!!!

Framework Javascript: quali alternative?


L’uso di Javascript si sta sempre più ampliando anche nel mondo del web mapping / web gis.

Non è più tempo di applicazioni javascript in modalità “spaghetti code”, gli stessi browser si sono evoluti rispetto anche a solo pchi anni fa, l’avvento del mobile ha aperto nuove opportunità, negli anni abbiamo visto l’avvento di realtà quali ExtJS o JQuery che negli anni passati hanno ampliato e iniziato a strutturare lo sviluppo in Javascript, ecc … e oggi sono disponibili una gran varietà di framework che provano ad implementare un approccio Model-View-Control anche con Javascript che permettono di strutturare il codice per renderlo maggiormente manutenibile.

E’ quindi inevitabile per chi sia, o sarà, coinvolto nello sviluppo di nuove soluzioni su web “classico” ma anche su mondo mobile, acquisire una conoscenza approfondita di un qualche (o magari più di uno …), di questi framework emergenti.

Può essere utile a tale scopo questo post e il video seguente che  confronta 4 javascript frameworks – KnockoutBackboneAngular, and Ember a cui si può andare ad aggiungere Polymer (al momento ancora prematuro ma sembra essere il futuro su questa tecnologia …), Underscore, Bootstrap.

Fonte: blog.davebouwman.com

GeoPackage: un webinar OGC per saperne un po di più


E’ recente la notizia dell’adozione del GeoPackage Standard per le soluzioni mobile da parte dell’OGC.

Lo standard GeoPackage definisce un container SQLite aperto, non proprietario e platform indipendent per distribuire e utilizzare dati geospaziali: questo approccio permette di semplificare le fasi di sviluppo e offre alle applicazioni accesso ad un ampia varietà di servizi di geoprocessing web based.

Ora lo stesso OGC diffonde un webinar di un’ora in cui viene data una panoramica delle applicazioni e delle risorse che gli sviluppatori possono utilizzare per iniziare a sfruttare il nuovo standard.

Gli obiettivi del webinar sono quelli di illustrare:

  • come GeoPackage Standard permette agli sviluppatori di soluzioni mobile di entrare in contatto con dati e servizi di localizzazione cloud-based
  • come GeoPackage Standard lavora in situazioni dove l’accesso Internet è intermittente o completamente assente
  • come GeoPackage Standard è utile per applicazioni mobili fornite a squadre di lavoro sul territorio fornendo informazioni durante un evento di emergenza
  • come le API del GeoPackage Standard aumentano l’interoperabilità cross-platform di app e web services in un ambiente mobile

Fonte: Directions Magazine

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