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Mappe Apple: Cupertino corre ai ripari?

25 settembre 2012 2 commenti

E’ notizia di questi giorni che, sebbene Apple sia entrata nel mondo delle mappe con una sua soluzione, la prima uscita non ha riscontrato un gran successo (con un sacco di ironie anche sul web).

Sembra che Apple si fosse già resa conto dei problemi, per cui già ben 10 giorni prima del lancio ufficiale di map app in iOS 6, stesse cercando ben sei iOS map engineers.

Ora sembra cercare di fare di più per risolvere il problema cercando direttamente di reclutare ex membri del Google Maps staff offrendo uno stipendio di 85.ooo dollari più le spese pagate per il trasferimento a Cupertino.

In realtà occorre considerare che potrebbe non essere sufficiente in quanto la “forza” dell’avversario  non sta tanto o solo nella differenza funzionale, ma nell’enorme base dati e nei meccanimi di gestione ed aggiornamento che nel corso degli anni, nel bene o nel male, Google ha messo in piedi e che rappresenta il vero valore aggiunto offerto con Google Maps, Street View, Google Earth, ecc … su cui Big G sta puntando anche per le evoluzioni future.

Fonte: https://twitter.com/azanetti/status/249435847965945856 https://twitter.com/geospatialnews/status/250418420225544192

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Anche Amazon entra nel mondo del mapping

17 settembre 2012 Lascia un commento

Ci siamo, anche Amazon entra nel mondo del mapping offrendo agli sviluppatori di Kindle Fire una “nuova” Amazon Maps API (se ne sentiva proprio il bisogno di un’ennesima API?).


Ne è stato dato l’annuncio ufficiale oggi, anche se era da un po’ la notizia circolava sulla rete.

In realtà si tratta di una collaborazione tra Amazon e Nokia che offre i propri dati (e la propria tecnologia di web mapping?): ecco la conferma dell’annuncio da parte di Nokia

Sarà quindi una lotta a 3 sul mercato dei locational data: Google inizialmente, recentemente Apple che si è resa indipendente da Google Maps, e ora Nokia che con Amazon, Microsoft e Yahoo! come suoi licenziatari amplia ulteriormente il proprio bacino di utenza.

Lotta a 3 anche sul mondo dei servizi mobile: sempre Google, poi Apple ed ora si presenta anche Amazon.

Una cosa sembra essere ulteriormente confermata: la consapevolezza dell’importanta dell’informazioen spaziale si sta sempre di più diffondendo  e sempre si più  il dato di localizzazione spaziale si prospetta come l’infrastruttura portante e trasversale per i servizi del prossimo futuro.

Fonte: Spatially Adjusted

 

 

location and mapping services mobile? Google inizialmente, recentemente Apple che si è resa indipendente da Google Maps, e ora Amazon (con Nokia,

Apple WWDC 2012: novità anche sul fronte mappe


Durante il WWDC 2012, tra le altre novità, Apple ha presentato ufficialmente la sua soluzione di mapping per il mobile

La parte relativa alle mappe inizia intorno al minuto 98.30.

Fonte: Apple

Apple vs Google nel mondo del mapping: ci siamo …


Già in due precedenti post (qui e qui) avevo anticipato che Apple si stava dotando di una propria soluzione di web mapping allo scopo di eliminare la dipendenza attuale dalle Google Maps.

Il rilascio di IOS 6 Maps è previsto per quest’estate ma iniziano ad apparire le prime indiscrezioni e immagini.

Nel seguente post, apparso su BGR, sono riportate alcune caratteristiche della nuova soluzione corredate da alcune immagini in anteprima.

E Big G che fa? Resta alla finestra?  Non sembra, anzi cerca di passare al contrattacco visto che per il 6 di Giugno, quindi la prossima settimana, ha indetto, direttamente da  Brian McClendon, Vice President of Google Maps and Google Earth, un incontro con la stampa specializzata con il seguente obiettivo: “…. Will give you a behind-the-scenes look at Google Maps and share our vision. We’ll also demo some of the newest technology and provide a sneak peek at upcoming features that will help people get where they want to go – both physically and virtually.”

Ci dobbiamo quindi attendere un po di novità sia da parte di un nuovo attore (e di che peso !), che entra nel mondo del mapping sia da parte di colui che cerca di mantere quello che è stato sinora un primato, situazione che dovrebbe portare ad un continua rincorsa tra i due contendenti.

Fonte: Spatially Adjusted

AGGIORNAMENTO 03/06/2012

Ecco un nuovo video che illustra le caratteristiche  di IOS6 Map

I costi di utilizzo di Google Maps portano a cercare soluzioni alternative nel web mapping


Gia in un precedente post avevo descritto come alcuni progetti web iniziavano a cercare alternative all’utilizzo della API di Google Maps per le loro necessistà di web mapping.

Da allora si sono susseguite diverse notizie tra cui le seguenti:

Sembra sia iniziata una progressiva fuga da Google Maps, verso alternative quali OpenStreetMap, Bing Maps, MapQuest (che però usa i dati di OSM), e anche ESRI.

Oggi è apparso un interessante articolo sul New York Times (già ripreso e commentato sia da GEOforUS sia da de.straba.us), di cui suggerisco la lettura, che riporta un’interessante analisi del fenomeno, in quadrandolo in un contesto più ampio.

Tra le altre cose riportate nell’articolo del NYT viene citato che:

  • a Febbraio 2012 secondo comScore il 71% del 91.7 milioni di persone, pari a 65 milioni di utenti negli USA che ricercavano mappe sul web ha usato Google Map, con un incremento rispetto all’anno precedente del 16%
  • MapQuest è secondo con 25 milioni di utenti e con un incremento del 13%
  • Bing Maps si è classificato terzo con 9 milioni di utenti e un incremento del 18%
  • OpenStreetMap ha ancora una percentuale bassa di utilizzo

Per altro scelte come quelle operate da Foursquare o Apple che fanno delle piattaforme mobili il loro “veicolo” di distribuzione allargerà la conoscenza e l’utilizzo di OSM permettendo un  potenziale ampliamento del numero di contributori al progetto visto che porterà “più vicino” agli utenti le mappe di OSM. A tale proposito,, sempre secondo comScore, si stima che nel mese di gennaio 52  milioni di persone abbiamo fatto accessi a mappe sul proprio smartphone, con un incremento del 67 % rispetto all’anno precedente. Google è stato ancora il giocatore dominante, con una quota del 67 per cento, ma il mercato è ancora molto giovane.

Fonte: New York Times

Apple entra nel mondo del mapping?


Già in un precedente post avevo anticipato che in casa Apple si prospettavano “movimenti”, tramite anche l’acquisizione di aziende impegnate nel campo del mapping, volti a permettere al colosso di Cupertino di sganciarsi dall’utilizzo di mappe fornite da Google.

Ieri è apparsa una news relativa al lancio di iPhoto app for iOS che inizia forse a concretizzare questo disegno, notizia che ha suscito in diversi blog parecchie reazioni.

E’ già anche possibile anche vedere e consultare interattivamente i tiles, confrontandoli con Google Maps e OpenStreetMap usando un paio di semplici applicazioni:

Una delle prime cose che forse salta all’occhio è che la vestizione dei dati è forse meno gradevole che non quella a cui siamo abituati con gli latri attori che forniscono map tiles quali Google Maps, Bing Maps, Yahoo!, MapQuest, e anche OpenStreetMap e quindi su questo fornte credo che Apple abbia da lavorare.

In seguito all’annuncio è nata però subito la curiosità di capire “quali dati” erano stati utilizzati da Apple visto anche il fatto che i tiles non riportano alcun credit.

Rapidamente questa domanda è iniziata a girare tra i vari blog e ad oggi quello che emerge è quanto segue:

  • sul territorio americano sembra che siano stati usati dati TIGER o comunque varie fonti di dati pubblici.
  • sul restante territorio mondiale sembra che siano stati ustai i dati di OpenStreetMap (anche se sembrano dati non aggiornati e manca il credit rispetto a OSM).

Per dettagli si può ad esempio fare riferimento ai seguenti post:  Jonas’ Tumblr, Spatally Adjusted, Alastair Aitchison

C’è anche una risposta ufficiale da parte della OpenStreetMap Foundation.

Fonte: MacRumorsJonas’ Tumblr, Spatially Adjusted, SlashGeo

Sviluppo di applicazioni su piattaforma mobile: quali soluzioni?

8 ottobre 2011 1 commento

La sempre più ampia diffusione di dispositivi mobili, siano essi smartphone o tablet (vedi i dati riportati del numero di possessori di smartphone nel mercato USA nel mio recente post), apre grandi opportunità a tutti coloro che hanno come business quello di creare applicazioni con cui offrire servizi da “consumare” attraverso questi dispositivi.

Si stima, infatti, che il mercato del mobile entro pochi anni supererà (sostituirà?), quello dell’attuale personal computer, ampliandone e diffondendone l’uso e quindi la potenzialità di usare, fruire e consumare servizi siano essi gratuiti e/o a pagamento.

Le applicazioni e servizi offerti per il mobile devono affrontare una sfida molto difficile: fornire informazioni / tools tenendo in considerazione gli aspetti legati a chi, dove, quando e cosa un utente sta facendo, operare nelle condizioni più “ostili”, distribuirle il più rapidamente possibile, a costi sempre più bassi e competitivi ad una comunità di utenti con aspettative sempre più ampie.

Chi debba realizzare le applicazioni / servizi di riferimento deve al tempo stesso tenere in forte considerazione e dimostrare di saper governare al meglio, l’eterogeneità del mondo mobile che è amplissima: dispositivi, sistemi operativi, linguaggi di sviluppo, diverse UI, tipologia di applicazioni (web app? app native?), ecc …

Più quanto realizzato è in grado di operare in modo indistinto sui diversi dispositivi e piattaforme (trasversalità), sfruttandone al tempo stesso le peculiarità (versatilità), maggiore e il potenziale di diffusione di quell’applicazione.

Non esiste al momento “la” soluzione e questo post cerca di analizzare quello che è lo stato dell’arte cercando di dare spiegazioni e motivazioni, evidenziando punti di forza e limiti delle possibilità attuali. Resta il mito del “write once, run everywhere” vedremo nel seguito se raggiungibile o meno.

Occorre poi considerare che questo mondo è in vertiginosa evoluzione e quindi potrei essere rapidamente smentito nelle mie affermazioni quindi, al netto delle cose qui affermate e dei riferimenti che riporterò, …. stay tuned!! Leggi tutto…