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Posts Tagged ‘ESRI’

Esporre GeoJSON da repository geospaziali: ESRI suggerisce KOOP


Negli ultimi tempi stanno emergendo diverse iniziative sul fronte dell’uso di repository, esempio GitHub, per le gestione in versionamento dei dati spaziali.

L’inziativa maggiore è a carico di OpenGeo con GeoGit, ancora in alpha version ma con periodici aggiornamenti. Per chi interessato ho già pubblicato un post di dettaglio.

Tuttavia questa non è l’unica iniziativa, c’è un certo fervore intorno all’argomento. Provo a riassumere alcune news apparse anche recentemente:

Ora anche ESRI entra nella partita con una soluzione open source denominata Koop e pubblicata sul proprio ESRI GitHub pubblico.

Koop permette di esporre dati geografici mantenuti su repository quali Gist o GitHub, in formato GeoJSON o GeoServices Feature Service, e di interrogarli via API.

Koop-ArchitectureIn questa prima release sono stati realizzati i seguenti Data Adapters:

E’ comunque possibile dei data adapters custom.

Il prodotto è distribuito con licenza Apache License Version 2.0.

Il codice sorgente del prodotto è disponibile su ESRI GitHub.

 

 

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Categorie:ESRI, Open Source, Progetti Tag:,

Science, Technology, Engineering, and Mathematics (STEM): e la Geografia?


ESRI ha pubblicato un interessante documento sulle relazioni (mancate) tra le componenti dell’acronimo STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), e la Geografia.

Nel post viene messo in evidenza come la geografia, o meglio la componente spaziale delle informazioni, in realtà tocchi ed influenzi ognuna delle componenti di STEM, e come accrescere questa consapevolezza, in particolar modo nelle generazioni più giovani, permetta di andare a formare in mdo più consapevole le future generazioni di decision makers.

Viene anche offerto un interessante pdf dal titolo Advancing STEM Education with GIS

Fonte: ESRI Insider

Categorie:ESRI Tag:,

The Economist premia i GIS


L’annuale premio Innovation Awards del prestigioso The Economist, per la categoria Computing and Telecommunications  quest’anno è stato assegnato a Jack Dangermond presidente ESRI e a John Hanke co-fondatore di Keyhole e ora nel manageement di Google. Un bel  riconoscimento per la tecnologia GIS che testimonia anche, qualora ce ne fosse ancora bisogno,  che non è più una nicchia di mercato.

ESRI entra nel mondo GIS open source?

6 settembre 2012 1 commento

Qualche giorno fa è apparsa sulla rete la notizia che ESRI si presentava ufficialmente su Github con l’obiettivo di iniziare a mettere, e condividere, in modalità open source parte del proprio codice.

Quest’iniziativa sembra nascere, come primo risultato tangibile, della recente acquisizione da parte di ESRI di GeoIQ, news che ha suscitato un po’ di scalpore in quanto sembrava la classica notizia del “gigante” si mangia un “piccolo concorrente” scomodo con  l’obiettivo di farlo sparire.

Il tono dell’articolo, che è comparso su un blog ufficiale ESRI, sembra tuttavia pieno di aspettative e con obiettivi di mettere davvero in condivisione, anche ad attori esterni, parte del codice dei prodotti ESRI.

Sinora il gigante (nel panorama GIS), di Redlands ha sempre avuto un approccio per lo meno “personale” con l’open source reinterpretando (spesso a suo modo ……), negli anni passati il concetto e in ogni caso ad oggi gli unici prodotti open source che mi ricordo sono ArcGIS Editor for OpenStreetMap, l’estensione di ArcGIS per fare editing dei dati di OSM (non so dire quanto nella realtà utilizzata dalla comunità OSM), ed Esri Geoportal Server, e, se vogliamo, le ArcGIS Mapping API.

A dire il vero negli ultimi due – tre anni l’approccio sembra essere un po’ cambiato, in quanto lo stesso Jack Dangermond nelle interviste ufficiali (vedi ad esempio i Q&A in corrispondenza con le ESRI International User Conference), suggerisce ai progetti soluzioni tecnologiche “miste”, per fruttare al meglio caratteristiche e potenzialità sia delle soluzioni proprietarie (ESRI ovviamente), sia del mondo Open Source.

Ora sembra che i ragazzi di GeoIQ vogliano provare a dare un deciso cambio di direzione, facendo leva a sfruttando la loro esperienza e skill, per portare ESRI ad una maggiore partecipazione e contribuzione nell’open source, che vada al di là dell’ospitare codice sorgente offerto per lo più dagli utenti, come avviene nel mondo ArcScripts.

Sembrano anche essere consci che non sarà un lavoro nè facile nè veloce (” ….More of Esri’s code should and will be open sourced in the coming days, weeks, months, and years. Patience is needed, of course, but we’re on our way…..“), ma nel contempo sembrano essere altrettanti decisi a perseguire questa strada.

Come strumento per la condivisione e la collaborazione, sia interna sia esterna (“ …..We want Esri developers to  have faces, be active on Github, and work more closely with those outside the company. .. ,“) hanno scelto Github sui cui quindi progressivamente  dovremmo vedere la centralizzazione del software open source ESRI.

La presenza di ESRI su Github si concentra su due account separati (non se ne capisce bene il senso ma tant’è …..),  http://github.com/esri e http://github.com/arcgis dove il primo ospiterà codice software più interessante e generico  rivolto anche ad una comunità “non GIS” o non strettamente GIS come esempi di visualizzazione o di scripting, mentre il secondo si concentrerà sul codice software più legato alla piattaforma ArcGis come templates ArcGIS Online ed estensioni per ArcGIS Dektop.

Siamo di fronte ad un cambio “epocale” che potrebbe davvero portare nel prossimo futuro un nuovo attore nel campo  dell’open source nel mondo GIS oppure si tratta di una mera operazione di facciata? Come si dice … ai posteri  l’ardua sentenza !!!

Sicuramente una mera operazione di marketing, una nuova reinterpretazione del concetto di open source, una  riproposizione di cose già viste (ArcScripts … ), potrebbero essere solo dei pericolosi boomerang, anche di immagine, e non porterebbero ad alcun risultato positivo.

Se invece ESRI avesse deciso di rivedere davvero le proprie politiche in tal senso sicuramente ne ha tutte le capacità,  skill,  konw-how e potenzialità tecnologiche per giocare un ruolo attivo in questi campi.

Vista l’offerta via cloud della propria piattaforma ArcGIS Online (sia direttamente attraverso ESRI ma anche con la recente  possibilità di poter  sfruttare la soluzione ArcGIS Online for organizations direttamente da altri attori), e viste le modalità
di utilizzo della stessa via API tecnologiche diverse, sicuramente ESRI vorrà affiancare ai tradizionali mercati del GIS Desktop e Server quello nuovo del GIS offerto come SaaS con in mezzo, come fruitore, il mondo mobile che si va sempre più estendendo. GIS SaaS e GIS mobile nei prossimi anni hanno sicuramente numeri di crescita, in termini di volumi, superiori a quelli del mondo GIS tradizionale (desktop e server)

Potrebbe essere che ESRI qui voglia adottare dei modelli di business diversi: un possibile approccio potrebbe essere quello adottato da Google stessa, offrire liberamente uno strato di API leggere, efficaci e potenti ma mantenere un presidio forte (e ben stretto …), sul core funzionale del proprio sistema.

Ovviamente, opinione personale … staremo a vedere!

ROI di un GIS: un caso concreto


Spesso si sente parlare del valore aggiunto di un GIS, dell’efficienza che un GIS può portare, e in generale del ROI (Return Of Investments) di un GIS.

Se già non è facile calcolare a priori tale grandezza (anche se ci sono metodologie che sono state recentemente proposte …..), anzora meno facile è trovare casi reali che dimostrino tangibilmente questi vantaggi.

Mi sono imbattuto (ma anche qui), però in uno di questo casi e quindi mi sento di segnalarlo anche perchè si riferisce ad una contea di quasi due milioni di persone e con una stima di 1.000 funzionari  di 42 agenzie che utilizzabo dati spaziali e applicazioni  che le utilizzano nel loro lavoro quotidiano. Si tratta della contea di King County, Seattle, Washington

Lo studio dimostra, con un’analisi “ex-post” e quindi con numeri alla mano, il ROI degli investimenti GIS effettuati da parte della contea, da cui si vede che nel solo anno 2010

si sono avuti, al netto dei costi sostenuti per il sistema GIS pari a circa 14 milioni di dollaru, dei benefici netti pari a più di 180 milioni di dollari !!!

Per chi fosse interessato ecco il riferimento al documento in cui sono riportati tutti i dati compresa la descrizione della metodologia utilizzata.

In un periodo come quello attuale in cui si parla tanto di “riduzione di spese”, di “lavoro”, di “efficienza” e di “crescita” forse vale la pena ragionare su casi come quello citato ( al netto che le tecnologie utilizzate siano di tipo commerciale, come nel caso della contea di King County, od open source, su cui nel dettaglio questa volta non mi soffermerei ma punterei maggiormente sulla sostanza).

Fonte: ArcNews

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ESRI User Conference 2012: i primi video della sessione plenaria


Sono stati pubblicati i primi video della sessione plenaria di apertura della ESRI User Conference 2012.


Fonte: ESRI

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Oracle / ESRI vs Postgis / MapServer: un caso reale di migrazione


Qualche giorno su sulla lista GFOSS.it è apparsa una mail di particolare interesse che riporta le slide relative ad un caso reale di migrazione da ORACLE / ESRI verso POSTGIS  / Mapserver da parte del Ministero dell’Ambiente Danese su dati del Catasto (2 milioni di mappe pubblicate al giorno).

Ecco lo schema architetturale di partenza

ed ecco quello del progetto finale

ed ecco i miglioramenti ottenuti:

Service respond time: ArcGIS Server + Oracle = 10 secs. Mapserver + PostgreSQL <2 secs.

Per ulteruori dettagli si rimanda alle slide della presentazione.

Fonte: GFOSS.it