Archive

Posts Tagged ‘GIS’

OSM & Pubblica Amministrazione: non è proprio collaborazione stretta ma i punti di contatto aumentano


Negli ultimi tempi chi segue un po’ le vicende e le attività su OpenStreetMap, e in generale i temi degli open  data (georiferiti), ha potuto notare che c’è stato un bel fiorire di iniziative che, a partire dai dati resi disponibili dalle P.A. e con licenze compatibili alla ODbL (Open Data Commons Open Database License), hanno portato ad incrementare i dati presenti nel data base di OSM

Cito i casi di:

Oltre a queste esperienze, che rappresentano se vogliamo un effetto collaterale, non direttamente strutturato, della pubblicazione di open data georiferiti, spicca sicuramente l’iniziativa di Regione Toscana che, sulla falsariga dell’accordo stabilito qualche anno fa con GFOSS.it nell’ambito del software open source in campo GIS, per prima in Italia su scala regionale, ha recentemente messo a disposizione come Open Data la produzione regionale della sua banca dati topografica in scala 1:2.000.

In tale iniziativa viene sottolineata la ferma intenzione di aprire un dialogo ed una collaborazione stretta con OpenStreetMap, con l’obiettivo di veicolare i dati della Regione Toscana (strade, civici, edifici, copertura del suolo, idrografia, toponimi, ecc.) all’interno di OSM, facendone crescere la qualità nell’ambito del territorio toscano e fornendo quindi, anche tramite la mappa pubblica, un servizio migliore al territorio regionale.

I dati messi potenzialente a disposizione sono molti: si parla, per ciascun comune, di oltre 90 livelli informativi in formato ESRI shapefiles.

La Regione ha dimostrato ampia disponibilità permettendo di estendere la possibilità di portare in OSM anche i dati dei livelli informativi di strade e civici.

Sembra quindi che per la prima volta, sul panorama nazionale, qualcosa si stia muovendo nella forma di una collaborazione strutturata ed ufficiale: si spera, e sarebbe auspicabile, che quanto fatto da Regione Toscana costituisca ben presto una best practise seguita da altre P.A.

Non sullo stesso livello di impatto ma iniziativa comunque ufficiale è anche la seconda edizione del Piemonte Visual Contest organizzato dal Consiglio Regionale del Piemonte, dal Consorzio TOP-IX , dal CSI Piemonte e altri, che per il 2015 è incentrato con un mappathon su OSM, segnale anche questo di un occhio di riguardo e di attenzione da  parte di una pubblica amministrazione nei confronti della realtà costituita da questa comunità mondiale.

Tutti gli esempi di cui sopra sono riferiti al flusso di dati “dalla P.A verso il  mondo OSM“, mentre meno battuta è ancora la strada inversa che permetterebbe, una volta aperta, di innescare invece aspetti decisamente interessanti.

In questo senso si iniziano però a smuovere un po’ le acque: andando oltre lo stretto rapporto OSM – PA ed iniziando ad affrontare le problematiche di un ciclo virtuoso di collaborazione  tra “neo-geografia” e la modalità classica della produzione dei dati geografici da parte della P.A, occorre citare il workshop sul tema dei dati geografici armonizzati che si è tenuto ad ASITA e che è stato sintetizzato nel post di Massimo Zotti sul “Collaudo collaborativo dei dati geografici“.

Nell’ambito del workshop si è discusso sull’adottare nuovi modelli di produzione e aggiornamento dei dati geografici, basati su servizi web centralizzati invece che sulle tradizionali  produzioni distribuite su client stand-alone e sul ripensamento dei processi della Pubblica Amministrazione secondo il  paradigma della neogeografia, che prevede il coinvolgimento degli  utilizzatori del dato geografico fin dalle prima fasi della sua produzione.

Mentre il ragionamento di cui sopra si svolge più su un piano organizzativo e di processo, occorre evidenziare che anche da un punto di vista prettamente tecnico iniziano ad affacciarsi tecnologie che potrebbero essere abilitanti: già da tempo i principali produttori commerciali di software GIS  propongono soluzioni per il version control dei dati spaziali ed ora anche le comunità software del mondo gis open source stanno presentando analoghe soluzioni. L’ultima nata in questo campo che sembra essere piuttosto promettente è Versio un distribuited version control per dati spaziali che viene proposto da Boundless.

Sembra quindi che ci siano convergenze e humus fertile per far maturare, o almeno intraprendere, iniziative volte ad una collaborazione fattiva e proficua tra il mondo della  VGI (Volunteered Geographic Information) o neo-geography, e di OMS in particolare, ed il mondo dei “authoritative data” offerti e gestiti dalla P.A.

Di lavoro da fare ce nè ancora molto ma se non si inizia sicuramente non lo si riesce a portare a termine ed invece, forse, si stanno finalmente muovendo i primi passi: se son rose fioriranno come si suol dire e, almeno personalmente, spero di vederle presto spuntare fiorite da qualche parte!!!

Libri e presentazioni open sui GIS


Recentemente sono apparse in rete alcune news sulla disponibilità open di libri e presentazioni su tematiche GIS.

Eccone i riferimenti:

 

Categorie:GIS Tag:,

Se il GIS e i suoi professionisti restano ai margini del mondo IT perdono opportunità

26 ottobre 2012 1 commento

Ho scovato sulla rete un interessante post che analizza in modo critico, ma al tempo stesso purtroppo piuttosto realistico, il comportamento che spesso il mondo GIS e i suoi professionisti hanno rispetto all’integrazione con il mondo tecnologico dell’IT, una  certa “inerzia” nel nome di una specificità che, per quanto esista, spesso viene presa a pretesto per “marciarci” su un po nel tentativo di restare un po’ isolati, …… di fare le stesse cose ma … un po a modo nostro.

Questo forse poteva essere vero vent’anni fa, quando chi vi scrive ha iniziato a muovere i primi passi in questo mondo, perchè le caratteristiche e la potenza computazionale degli elaboratori (si pensi addirittura alle postazioni ad hardware dedicato !!!), non erano in grado di trattare allo stesso modo l’informazione tipicamemente gestionale e quella geografica.

Negli anni questo “alibi” si è andato pian piano affievolendo sino a scomparire del tutto in uno scenario come quello di oggi in cui  vediamo i principali database relazionali ognuno con le proprie esteenzioni per trattare l’informazione geografica senza più necessità di middleware spacializzati, le principali soluzioni dei noSQL db iniziare a porsi il problema di come trattare la componente spaziale dell’informazione,  i browser e i linguaggi di nuova generazione essere in grado, con HTML 5, di geolocalizzare l’informazione senza più necessità di utilizzare librerie specializzate, dove le mappe sono entrate nel quotidiano e a disposizione di tutti come utility del mondo consumer grazie a Google Maps e similari (e purtroppo non grazie agli attori commerciali e alle comunità del mondo GIS ……), facendo crescere al tempo stesso la consapevolezza e l’importanza dell’informazione georiferita.

L’articolo non è tenero con il mondo GIS, visto un po come chi vuol restare a tutti i costi nella sua torre d’avorio, maa  volte l’essere diretti su quelli che possono i propri difetti può aiutare a riflettere.

Tra le cose citate riporto:

  • il GIS  è un concetto ancora ancorato a pattern tecnologici, per quanto ancora presenti, non più soli nel mondo IT. In un contesto dove è da anni presente il web, ora il mobile e presto il cloud la faranno da padroni, il concetto e la definizione stessa di GIS è rimasto legato a concetti che richiamno il mondo del GIS Desktop
  • c’è una velata (???!!!) critica nei confronti dei principali attori del mercato GIS che mancano ancora di capacità innovative proprie a partire dalle critiche iniziali che questo mondo ha avuto nei confronti di nuovi approccio che si sono poi dimostrati diventare standard “de facto” (Google e le modalità di offrire le sue mappe), adducendo quale motivazione che “… non si tratta di GIS“, sino ad arrivare a vendere come innovazione l’integrazione di mappe e fogli excel che Microsoft faceva già nel 2003 con Microsoft MapPoint ignorando realtà come Google Fusion Tables (guarda caso un altro prodotto Google ….)
  • Geodatabase Management is to Database Management as Military Music is to Music: In our era of “endorsed skills” in LinkedIn, GIS remains the only branch of IT where folks talk confidently of database experience without having a rudimentary grasp of SQL, let alone views, triggers, and other everyday DBA tasking. La definzione, riportata letteralmente, serve a spiegare che ancora oggi chi si occupa di dati spaziali spesso opera senza le necessarie basi e skill a livello DBA. E chi lavora nel mondo dei GIS sa che questa è spesso una realtà
  • una gran parte dei dati spaziali semplicemente non sta nei geodatabase ma è sparsa in giro in formati diversi, su file system con grosso spreco di risorse perchè queste informazioni non sono disponibili
  • quest’approccio che porta a stare un po ai margini del mondo IT, invece che spingersi a più profonde integrazioni, porta anche un risvolto negativo da un puto di vista professionale, facendo rischiare a chi lavora nel mondo GIS di  rimanere in una nicchia senza grandi prospettive, o almeno senza riuscire a sfruttare appieno quelle opportunità del mondo del lavoro che sicuramente (e lo conferma l’articolo stesso …), la sempre più ampia  necessità del mercato di informazione georiferita porterà

Consiglio vivamente quindi di leggere l’intero articolo, in particolare per coloro che sono più giovani e si affacciano, o si sono affaciati da poco, nel mondo del lavoro e si stanno muovendo e appassionando di queste tematiche, ma lo stesso invito vale anche per chi ha qualche anno in più di esperienza e magari ha qualche ruolo di reponsabilità e vuole trarre spunti di riflessione.

Fonte: MapBrief™

AGGIORNAMENTO (29/10/2012): per chi fosse interessato all’argomento e volesse sentire un’ulteriore opinione segnalo il post di Paul Ramsey Spatial IT vs GIS

Categorie:Progetti Tag:

Indagine sull’utilizzo di strumenti GIS


Segnalo questo post relativo ad un’indagine suul’utilizzo di soluzioni GIS (desktop e web) sia proprietarie sia open source.

Come correttamente indicato dall’autore l’indagine è indipendente e volontaristica ma al tempo stesso si possono evidenziare dei risultati e dei trend interessanti anche se i numeri coinvolti non sono così consistenti.

Fonte: GFOSS.it

 

Categorie:GIS Tag:

ROI di un GIS: un caso concreto


Spesso si sente parlare del valore aggiunto di un GIS, dell’efficienza che un GIS può portare, e in generale del ROI (Return Of Investments) di un GIS.

Se già non è facile calcolare a priori tale grandezza (anche se ci sono metodologie che sono state recentemente proposte …..), anzora meno facile è trovare casi reali che dimostrino tangibilmente questi vantaggi.

Mi sono imbattuto (ma anche qui), però in uno di questo casi e quindi mi sento di segnalarlo anche perchè si riferisce ad una contea di quasi due milioni di persone e con una stima di 1.000 funzionari  di 42 agenzie che utilizzabo dati spaziali e applicazioni  che le utilizzano nel loro lavoro quotidiano. Si tratta della contea di King County, Seattle, Washington

Lo studio dimostra, con un’analisi “ex-post” e quindi con numeri alla mano, il ROI degli investimenti GIS effettuati da parte della contea, da cui si vede che nel solo anno 2010

si sono avuti, al netto dei costi sostenuti per il sistema GIS pari a circa 14 milioni di dollaru, dei benefici netti pari a più di 180 milioni di dollari !!!

Per chi fosse interessato ecco il riferimento al documento in cui sono riportati tutti i dati compresa la descrizione della metodologia utilizzata.

In un periodo come quello attuale in cui si parla tanto di “riduzione di spese”, di “lavoro”, di “efficienza” e di “crescita” forse vale la pena ragionare su casi come quello citato ( al netto che le tecnologie utilizzate siano di tipo commerciale, come nel caso della contea di King County, od open source, su cui nel dettaglio questa volta non mi soffermerei ma punterei maggiormente sulla sostanza).

Fonte: ArcNews

Categorie:GIS, Progetti Tag:, , ,

Essays on Geography and GIS – Volume 4


Anche quest’anno ESRI ha pubblicato l’annuale raccolta di articoli denominata “Essay on Geography and GIS”.

Con il numero del 2012 siamo arrivati al quarto volume.

Per chi interessato ai numeri precedenti può fare riferimento al seguente post.

La raccolta è una buona lettura di carattere non tecnico sull’utilizzo e le line di svoluzione della tecnologia GIS

Il sito che raccoglie tutti gli e-book è http://www.esri.com/showcase/best-practices/index.html

Fonte: ESRI News

Categorie:ESRI, GIS Tag:, ,

QGIS: OSM like Google Maps & Time Manager


In ambito QGIS sono recentemente apparsi un paio di interessanti post che illutrano come:

Il primo è interessante in quanto, seppur vada a “scimiottare” quanto fatto da altri, al tempo stesso segue quello che è una sorta di standard “de facto” con cui molti utenti si trovano oramai familiari, il secondo invece illustra come, funzionalmente, utilizzare un utile plug-in che va a soddisfare un requisito di business sempre più presente.

Fonti: Spatial Galaxy, Free and Open Source GIS Ramblings