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OSM & Pubblica Amministrazione: non è proprio collaborazione stretta ma i punti di contatto aumentano


Negli ultimi tempi chi segue un po’ le vicende e le attività su OpenStreetMap, e in generale i temi degli open  data (georiferiti), ha potuto notare che c’è stato un bel fiorire di iniziative che, a partire dai dati resi disponibili dalle P.A. e con licenze compatibili alla ODbL (Open Data Commons Open Database License), hanno portato ad incrementare i dati presenti nel data base di OSM

Cito i casi di:

Oltre a queste esperienze, che rappresentano se vogliamo un effetto collaterale, non direttamente strutturato, della pubblicazione di open data georiferiti, spicca sicuramente l’iniziativa di Regione Toscana che, sulla falsariga dell’accordo stabilito qualche anno fa con GFOSS.it nell’ambito del software open source in campo GIS, per prima in Italia su scala regionale, ha recentemente messo a disposizione come Open Data la produzione regionale della sua banca dati topografica in scala 1:2.000.

In tale iniziativa viene sottolineata la ferma intenzione di aprire un dialogo ed una collaborazione stretta con OpenStreetMap, con l’obiettivo di veicolare i dati della Regione Toscana (strade, civici, edifici, copertura del suolo, idrografia, toponimi, ecc.) all’interno di OSM, facendone crescere la qualità nell’ambito del territorio toscano e fornendo quindi, anche tramite la mappa pubblica, un servizio migliore al territorio regionale.

I dati messi potenzialente a disposizione sono molti: si parla, per ciascun comune, di oltre 90 livelli informativi in formato ESRI shapefiles.

La Regione ha dimostrato ampia disponibilità permettendo di estendere la possibilità di portare in OSM anche i dati dei livelli informativi di strade e civici.

Sembra quindi che per la prima volta, sul panorama nazionale, qualcosa si stia muovendo nella forma di una collaborazione strutturata ed ufficiale: si spera, e sarebbe auspicabile, che quanto fatto da Regione Toscana costituisca ben presto una best practise seguita da altre P.A.

Non sullo stesso livello di impatto ma iniziativa comunque ufficiale è anche la seconda edizione del Piemonte Visual Contest organizzato dal Consiglio Regionale del Piemonte, dal Consorzio TOP-IX , dal CSI Piemonte e altri, che per il 2015 è incentrato con un mappathon su OSM, segnale anche questo di un occhio di riguardo e di attenzione da  parte di una pubblica amministrazione nei confronti della realtà costituita da questa comunità mondiale.

Tutti gli esempi di cui sopra sono riferiti al flusso di dati “dalla P.A verso il  mondo OSM“, mentre meno battuta è ancora la strada inversa che permetterebbe, una volta aperta, di innescare invece aspetti decisamente interessanti.

In questo senso si iniziano però a smuovere un po’ le acque: andando oltre lo stretto rapporto OSM – PA ed iniziando ad affrontare le problematiche di un ciclo virtuoso di collaborazione  tra “neo-geografia” e la modalità classica della produzione dei dati geografici da parte della P.A, occorre citare il workshop sul tema dei dati geografici armonizzati che si è tenuto ad ASITA e che è stato sintetizzato nel post di Massimo Zotti sul “Collaudo collaborativo dei dati geografici“.

Nell’ambito del workshop si è discusso sull’adottare nuovi modelli di produzione e aggiornamento dei dati geografici, basati su servizi web centralizzati invece che sulle tradizionali  produzioni distribuite su client stand-alone e sul ripensamento dei processi della Pubblica Amministrazione secondo il  paradigma della neogeografia, che prevede il coinvolgimento degli  utilizzatori del dato geografico fin dalle prima fasi della sua produzione.

Mentre il ragionamento di cui sopra si svolge più su un piano organizzativo e di processo, occorre evidenziare che anche da un punto di vista prettamente tecnico iniziano ad affacciarsi tecnologie che potrebbero essere abilitanti: già da tempo i principali produttori commerciali di software GIS  propongono soluzioni per il version control dei dati spaziali ed ora anche le comunità software del mondo gis open source stanno presentando analoghe soluzioni. L’ultima nata in questo campo che sembra essere piuttosto promettente è Versio un distribuited version control per dati spaziali che viene proposto da Boundless.

Sembra quindi che ci siano convergenze e humus fertile per far maturare, o almeno intraprendere, iniziative volte ad una collaborazione fattiva e proficua tra il mondo della  VGI (Volunteered Geographic Information) o neo-geography, e di OMS in particolare, ed il mondo dei “authoritative data” offerti e gestiti dalla P.A.

Di lavoro da fare ce nè ancora molto ma se non si inizia sicuramente non lo si riesce a portare a termine ed invece, forse, si stanno finalmente muovendo i primi passi: se son rose fioriranno come si suol dire e, almeno personalmente, spero di vederle presto spuntare fiorite da qualche parte!!!

Libri e presentazioni open sui GIS


Recentemente sono apparse in rete alcune news sulla disponibilità open di libri e presentazioni su tematiche GIS.

Eccone i riferimenti:

 

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Se il GIS e i suoi professionisti restano ai margini del mondo IT perdono opportunità

26 ottobre 2012 1 commento

Ho scovato sulla rete un interessante post che analizza in modo critico, ma al tempo stesso purtroppo piuttosto realistico, il comportamento che spesso il mondo GIS e i suoi professionisti hanno rispetto all’integrazione con il mondo tecnologico dell’IT, una  certa “inerzia” nel nome di una specificità che, per quanto esista, spesso viene presa a pretesto per “marciarci” su un po nel tentativo di restare un po’ isolati, …… di fare le stesse cose ma … un po a modo nostro.

Questo forse poteva essere vero vent’anni fa, quando chi vi scrive ha iniziato a muovere i primi passi in questo mondo, perchè le caratteristiche e la potenza computazionale degli elaboratori (si pensi addirittura alle postazioni ad hardware dedicato !!!), non erano in grado di trattare allo stesso modo l’informazione tipicamemente gestionale e quella geografica.

Negli anni questo “alibi” si è andato pian piano affievolendo sino a scomparire del tutto in uno scenario come quello di oggi in cui  vediamo i principali database relazionali ognuno con le proprie esteenzioni per trattare l’informazione geografica senza più necessità di middleware spacializzati, le principali soluzioni dei noSQL db iniziare a porsi il problema di come trattare la componente spaziale dell’informazione,  i browser e i linguaggi di nuova generazione essere in grado, con HTML 5, di geolocalizzare l’informazione senza più necessità di utilizzare librerie specializzate, dove le mappe sono entrate nel quotidiano e a disposizione di tutti come utility del mondo consumer grazie a Google Maps e similari (e purtroppo non grazie agli attori commerciali e alle comunità del mondo GIS ……), facendo crescere al tempo stesso la consapevolezza e l’importanza dell’informazione georiferita.

L’articolo non è tenero con il mondo GIS, visto un po come chi vuol restare a tutti i costi nella sua torre d’avorio, maa  volte l’essere diretti su quelli che possono i propri difetti può aiutare a riflettere.

Tra le cose citate riporto:

  • il GIS  è un concetto ancora ancorato a pattern tecnologici, per quanto ancora presenti, non più soli nel mondo IT. In un contesto dove è da anni presente il web, ora il mobile e presto il cloud la faranno da padroni, il concetto e la definizione stessa di GIS è rimasto legato a concetti che richiamno il mondo del GIS Desktop
  • c’è una velata (???!!!) critica nei confronti dei principali attori del mercato GIS che mancano ancora di capacità innovative proprie a partire dalle critiche iniziali che questo mondo ha avuto nei confronti di nuovi approccio che si sono poi dimostrati diventare standard “de facto” (Google e le modalità di offrire le sue mappe), adducendo quale motivazione che “… non si tratta di GIS“, sino ad arrivare a vendere come innovazione l’integrazione di mappe e fogli excel che Microsoft faceva già nel 2003 con Microsoft MapPoint ignorando realtà come Google Fusion Tables (guarda caso un altro prodotto Google ….)
  • Geodatabase Management is to Database Management as Military Music is to Music: In our era of “endorsed skills” in LinkedIn, GIS remains the only branch of IT where folks talk confidently of database experience without having a rudimentary grasp of SQL, let alone views, triggers, and other everyday DBA tasking. La definzione, riportata letteralmente, serve a spiegare che ancora oggi chi si occupa di dati spaziali spesso opera senza le necessarie basi e skill a livello DBA. E chi lavora nel mondo dei GIS sa che questa è spesso una realtà
  • una gran parte dei dati spaziali semplicemente non sta nei geodatabase ma è sparsa in giro in formati diversi, su file system con grosso spreco di risorse perchè queste informazioni non sono disponibili
  • quest’approccio che porta a stare un po ai margini del mondo IT, invece che spingersi a più profonde integrazioni, porta anche un risvolto negativo da un puto di vista professionale, facendo rischiare a chi lavora nel mondo GIS di  rimanere in una nicchia senza grandi prospettive, o almeno senza riuscire a sfruttare appieno quelle opportunità del mondo del lavoro che sicuramente (e lo conferma l’articolo stesso …), la sempre più ampia  necessità del mercato di informazione georiferita porterà

Consiglio vivamente quindi di leggere l’intero articolo, in particolare per coloro che sono più giovani e si affacciano, o si sono affaciati da poco, nel mondo del lavoro e si stanno muovendo e appassionando di queste tematiche, ma lo stesso invito vale anche per chi ha qualche anno in più di esperienza e magari ha qualche ruolo di reponsabilità e vuole trarre spunti di riflessione.

Fonte: MapBrief™

AGGIORNAMENTO (29/10/2012): per chi fosse interessato all’argomento e volesse sentire un’ulteriore opinione segnalo il post di Paul Ramsey Spatial IT vs GIS

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Indagine sull’utilizzo di strumenti GIS


Segnalo questo post relativo ad un’indagine suul’utilizzo di soluzioni GIS (desktop e web) sia proprietarie sia open source.

Come correttamente indicato dall’autore l’indagine è indipendente e volontaristica ma al tempo stesso si possono evidenziare dei risultati e dei trend interessanti anche se i numeri coinvolti non sono così consistenti.

Fonte: GFOSS.it

 

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ROI di un GIS: un caso concreto


Spesso si sente parlare del valore aggiunto di un GIS, dell’efficienza che un GIS può portare, e in generale del ROI (Return Of Investments) di un GIS.

Se già non è facile calcolare a priori tale grandezza (anche se ci sono metodologie che sono state recentemente proposte …..), anzora meno facile è trovare casi reali che dimostrino tangibilmente questi vantaggi.

Mi sono imbattuto (ma anche qui), però in uno di questo casi e quindi mi sento di segnalarlo anche perchè si riferisce ad una contea di quasi due milioni di persone e con una stima di 1.000 funzionari  di 42 agenzie che utilizzabo dati spaziali e applicazioni  che le utilizzano nel loro lavoro quotidiano. Si tratta della contea di King County, Seattle, Washington

Lo studio dimostra, con un’analisi “ex-post” e quindi con numeri alla mano, il ROI degli investimenti GIS effettuati da parte della contea, da cui si vede che nel solo anno 2010

si sono avuti, al netto dei costi sostenuti per il sistema GIS pari a circa 14 milioni di dollaru, dei benefici netti pari a più di 180 milioni di dollari !!!

Per chi fosse interessato ecco il riferimento al documento in cui sono riportati tutti i dati compresa la descrizione della metodologia utilizzata.

In un periodo come quello attuale in cui si parla tanto di “riduzione di spese”, di “lavoro”, di “efficienza” e di “crescita” forse vale la pena ragionare su casi come quello citato ( al netto che le tecnologie utilizzate siano di tipo commerciale, come nel caso della contea di King County, od open source, su cui nel dettaglio questa volta non mi soffermerei ma punterei maggiormente sulla sostanza).

Fonte: ArcNews

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Essays on Geography and GIS – Volume 4


Anche quest’anno ESRI ha pubblicato l’annuale raccolta di articoli denominata “Essay on Geography and GIS”.

Con il numero del 2012 siamo arrivati al quarto volume.

Per chi interessato ai numeri precedenti può fare riferimento al seguente post.

La raccolta è una buona lettura di carattere non tecnico sull’utilizzo e le line di svoluzione della tecnologia GIS

Il sito che raccoglie tutti gli e-book è http://www.esri.com/showcase/best-practices/index.html

Fonte: ESRI News

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QGIS: OSM like Google Maps & Time Manager


In ambito QGIS sono recentemente apparsi un paio di interessanti post che illutrano come:

Il primo è interessante in quanto, seppur vada a “scimiottare” quanto fatto da altri, al tempo stesso segue quello che è una sorta di standard “de facto” con cui molti utenti si trovano oramai familiari, il secondo invece illustra come, funzionalmente, utilizzare un utile plug-in che va a soddisfare un requisito di business sempre più presente.

Fonti: Spatial Galaxy, Free and Open Source GIS Ramblings

 

 

Utilizzo delle tecnologie GIS nella lotta al cancro


Su All Points Blog è apparso un interessante post su come l’utilizzo delle tecnologie GIS può contribuire ad aiutare nella lotta contro in cancro, diventando prezioso strumento da utilizzare in fase preventiva.

L’articolo a cui viene fatto riferimento tratta il caso del tumore al seno, ma il pricipio illustrato è applicabile in generale.

Partendo dal presupposto che il fattore “tempo”, e quindi una diagnosi precose, è determinante nella lotta contro questo male non ancora debellato, ma che anche un’informazione adeguata aiuta ad indirizzare e orientare gli accertamenti, il processo ipotizzato parte dall’incrociare tutta una serie di informazioni, tradizionali e georiferite, disponibili e attinenti al caso in esame (tumore al seno), allo scopo di individuare  tramite delle “heat maps” quelle aree in cui l’insorgenza di un certo fenomeno (esempio una percentuale di casi superiore alla media), sui cui forse è bene concentrare da un lato sia l’analisi delle condizioni ambientali generali sia intensificare maggiormente la prevenzione e le visite di controllo proprio perchè sarà in quelle zone che si avrà la piùalta probabilità di salvare un maggior numero di vite umane.

Fonte: All Point Blog

 

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GRASS, gvSIG, QGIS: come crescono?

7 ottobre 2011 1 commento

Su no solo software  ho trovato un confronto di come si sono evoluti e sono cresciti negli anni tre strumenti GIS quali GRASS, gvSIG e QGIS. La sintesi è nella seguente immagine

Per i dettagli rimando al post ma quello che emerge a grandi linee è che:

  • GRASS è cresciuto in termini di n° di sviluppatori sino al 2008 poi questa crescita si è poi stabilizzata
  • gvSIG ha avuto un picco tra il 2006 e il 2008, periodo nel quale sembrava essere diventato il software gis desktop open spurce di riferimento, ma poi la sua crescita  si è ridotta sia in temini di contributi nei rilasci sia in termini di n° di sviluppatori coinvolti
  • QGIS ha avuto una forte crescita sia in termini di contributi nei rilasci sia in termini di n° di sviluppatori tra il 2004 e il 2008 con un trend di crescita costante che ha portato ogni 4 anni a raddoppiare il n° di sviluppatori coinvolti per cui forse oggi è lo strumento gis desktop open spurce di riferimento

Fonte: no solo software

FOSS4G 2011: alcune note


Dal 12 al 16 Settembre a Denver si è svolto il FOSS4G 2011, la principale conferenza mondiale sul Free and Open Source Software for GIS.

Mentre lo scorso anno sono riuscito a partecipare, visto che la conferenza si è tenuta a Barcellona, quest’anno gli elementi salienti di questo evento ho cercato di raccoglierli dai post e articoli di coloro che vi hanno partecipato direttamente.

Ovviamente vi saranno delle lacune e magari anche delle possibili imprecisioni, ma credo che i trend di dove sta andando, o almeno indirizzando, l mondo open source GIS sia possibile ricavarlo.

INTRODUZIONE
La conferenza ha visto partecipare 900 persone metà delle quali provenienti dagli USA, circa 150 Europei e il Giappone come unico paese asiatico rappresentato (forse è questa la ragione per cui il prossimo anno la conferenza di terrà a Pechino?)

Il chairman della conferenza è stato Peter Batty, entrato di recente nel board di OSGeo, e che prima ha ricoperto il ruolo di CTO in due grossi attori commerciali del mondo GIS, Intergraph e GE Smallworld.

Batty ha esortato a mantenere la conferenza fedele alle proprie origini quindi maggiormente concentrata sugli aspetti tecnologici e meno sugli aspetti commerciali o di “marketing / vendita” (anche se poi, come trattato in seguito, si è ampiamente discusso di modelli di business applicati o da applicare al mondo open source).

Dal suo punto di vista lui ha dichiarato che non vede significative differenze in termini di costi tra software proprietario e software open source: occorre bilanciare, infatti, tutta una serie di aspetti, che vanno dai costi di licenza / manutenzione vs i costi di sviluppo, i costi e il livello del supporto (spesso più efficace nel mondo open source), ecc … ..

Anche lui come sempre più spesso viene proposto (vedi note ESRI UC 2011), suggerisce un approccio “misto” di tecnologie commerciali e open source cercando di andare a cogliere il meglio che i due mondo possono offrire per raggiungere gli obiettivi di progetto.

Lo stesso è stato sostenuto da Dale Lutz che ha portato l’esperienza di come un’azienda commerciale come Safe Software leader di mercato nel mondo degli ETL Spaziali faccia uno di un mix di prodotti propri e della comunità open source per perseguire i propri obiettivi e mantenere la posizione di mercato raggiunta, con particolare attenzione nel loro caso ai license agreement da rispettare nel momento in cui Safe vende i propri prodotti.

ASPETTI GENERALI

Modelli di business— Sembra che al di fuori degli aspetti tecnici uno degli argomenti maggiormente dibattuti siano stati i modelli di business. Paul Ramsey ha dedicato l’intera sua presentazione a questo argomento e ha sostenuto che l’open source NON è un modello di business bensì una tattica d business, un modello di far software e di distribuirlo abilitato da modelli di licenza particolari.

Conferenza FOSS4G o Conferenza OSGeo?— Sembra che si sia dibattuto se continuare a promuove l’organizzazione OSGeo o la conferenza FOSS4G. Entrambe infatti hanno assunto notorietà ma si avverte un po’ di confusione legata al fatto che gli obiettivi di entrambi sono simile sovrapposti, promuovere il software GIS open source come valida alternativa ai prodotti commerciali. Potrebbero quindi esserci anche novità in merito (prevale uno dei due sull’altro? Nuovi brand? Vedremo).

ASPETTI TECNICI

Mapnik — Sembra che ogni sessione di presentazione avesse un qualche componente di Mapnik coinvolto. Questo strumento sta diventando una sorta di “must” nel panorama degli engine cartografici del mondo GIS, quindi sembra che Mapnik sia la scelta inevitabile per chiunque desideri produrre mappe di qualità nel mondo open source.

Map Tiling— Al netto delle soluzioni per implementare il concetto sembra essere stato un aspetto ampiamente condiviso. Le nuove tendenze vanno ora nella direzione di gestire i map tiles direttamente in un database ad esempio con soluzioni che vedono coinvolte SQLite e MapProxy. Anche Apache ha presentato sull’argomento un modulo chiamato MapCache con un benchmark e la sua possibilità di integrazione nello stack di MapServer. Una soluzione interessante è quella proposta da NodejsMapnik (ebbene si, ancora lui), che si presenta come una soluzione di sviluppo javascript server-side particolarmente interessante per architetture SOA. Perle necessità di autenticazione rendering distribuito, styling e tiles in un ambiente server non-monolitico questa sembra essere una buona soluzione. L’unico punto debole, non secondario però, è il diverso grado di maturità e stabilità delle due componenti della soluzione, Mapnik sicuramente più stabile rispetto a Nodejs che sta evolvendo molto più rapidamente.

GeoNetwork— E’ stata presentata la versione 2.8 di GeoNetwork la cui caratteristica saliente è di separare la componente client da quella server, oltre a migliorare la parte di editor di metadati. Sarà resa disponibile anche la possibilità di caricare shapefile on-the-fly come layer (sarebbe interessante vedere la funzionalità in azione e quali siano i limiti imposti sulla dimensione dello shapefile, per verificare quanto sia effettivamente utilizzabile questa funzionalità in casi d’uso reali).

PostGIS — Nel corso della conferenza è stato annunciato PostGIS 2.0 che arriverà nel corso del 2012. Già oggi l’estensione spaziale di PostgreSQL è ampiamente presente ed utilizzata nelle soluzioni presentate e con l’avvento delle novità che saranno rese disponibili dalla prossima release (ad esempio il nuovo supporto dei dati raster, supporto del 3D, nuove funzionalità per lo snapping o lo slipping delle geometrie, modelli topologici, ecc .. (presentazione di Regina Obe e Leo Hsu), PostGIS non avrà praticamente alternative come soluzioni di data base open source anche per la componente spaziale dei dati. In ogni caso inizia a passare il messaggio che, indipendentemente dal data base utilizzato, spostare logiche elaborative e di business dal GIS desktop verso il database (e in generale, server side con esposizione di servizi), aiuta a “liberare” le potenzialità della tecnologia GIS ampliandone l’utilizzo e favorendone il riuso. Sempre in ambito PostGIS una delle presentazioni di maggiore interesse sembra essere stata quella relativa alle soluzioni offerte da PostGIS per la replica dei dati. Questa funzionalità si basa completamente su quello che, sulla stessa tematica può offrire PostgreSQL 9.0 e precisamente la streaming replication, adatta per repliche di una intera istanza (come nel caso di high availability),e la table-based replication disponibile attraverso pacchetti terzi quali Slony e Skytools.

QGISQGIS come soluzione GIS Desktop viene usato praticamente da chiunque e rappresenta la principale scelta in questo campo. Anche altre soluzioni come gvSIG o uDIG mantengono un discreto ambito di utilizzo ma QGIS sta rapidamente guadagnando ampie fette di utenza. Combinando QGIS e Mapnik si possono creare cartografie di qualità altrimenti non così facilmente ottenibili.

JavaScript vs Flex / Silverlight — Ovviamente in un contesto di una conferenza open source no sorprende ma in questi contesti c’è uno scarso utilizzo di utenti Flex / Silverlight a fronte di un mappa base di utenza che fa affidamenti a Javascript (evoluto) / HTML 5. Da questo punto di vista le soluzioni basate su Flex / Silverlight vengono viste come soluzioni legacy.

Front End — Storicamente le interfacce grafiche dei prodotti GIS (sia web gis sia dekstop) hanno sempre peccato di una scarsa qualità delle componenti di front end sino ad arrivare a livelli di inutilizzabilità da parte di utenti ordinari e non tecnici. Questo perché, spesso, sono state pensate e realizzate da tecnici per tecnici. Lo dimostra per certi versi l’entrata in campo anni fa di un attore “pesante” ma estraneo a questo mondo come Google, che ha portato modelli e paradigmi completamente nuovi o oramai standard de facto adottati e di riferimento anche per gli operatori tradizionali del mondo GIS. Anche il fronte open source non è esente da queste considerazioni se si pensa alle interfacce di molte soluzioni FOSSG. Qualcosa sembra che si stia muovendo anche su questo fronte: i riferimenti sono Vizzuality e Development Seed

Cloud & Mobile — Cloud e Mobile sono due trend del mondo IT che interessano fortemente in modo GIS sia sul fronte commerciale sia quello open source. L’open source gis è di particolare attrazione per quelle aziende che sviluppano applicazioni cloud-based in quanto i tradizionali modelli di licensing possono essere economicamente molto onerosi quando si abbiamo necessità di scalabilità su diversi server.

Open Data — anche il trend degli open data interessano fortemente in modo GIS sia sul fronte commerciale sia quello open source sicuramente più il secondo vista la stretta vicinanza di concetti.

WFS — interessante presentazione che ha cercato di confrontare il WFS-Transactional con geoJSON utile per comprendere l’implementazione e le performance di questo standard con GeoServer / MapFish. Sono emerse aspetti sia sul formato GMS sia sulla mancanza di adeguata documentazione e la carenza di fruitori compliant sul mercato

GeoScript — il prodotto GeoScript di presenta come una libreria di geoprocessing basata su GeoTools utilizzabile in diversi ambienti di scripting (Javascript, Python, Scala e Grovy)

WPS — il protocollo sembra oramai aver raggiunto il livello di maturità stabilità da poter essere utilizzato in casi progettuali reali. E’ stata fatta una interessante presentazione in cui sono state comparate diverse soluzioni quali PyWPS, degree, 52 North, Zoo-Project, GeoServer, Constallation.

OpenLayers — è stata presentata in anteprima (nota: ad oggi ufficiale), la versione 2.11 di OpenLayers. Le principali novità riguardano la disponibilità i versione definitiva del supporto per il mobile già disponibli in beta dopo il Code Sprint di Losanna di qualche mese fa (vedi post precedenti).

ASPETTI LEGATI AI PROGETTI

National Broadband Map — Il progetto National Broadband Map è noto da mesi ed è stato realizzato dalla Federal Communication Commission (FCC). Rappresenta il più significativo esempio di quanto le tecnologie FOSS nel campo GIS siano oramai mature per progetti anche di grosse dimensioni e livelli di carico. La pila tecnologica utilizzata nel progetto è completamente basata su software open e nel primo giorno di pubblicazione sul web dell’applicazione ha ricevuto 158.123.884 contatti (!!!!!). Ma la cosa più importate che è emersa dalla presentazione si Michael Byrne che l’FCC è arrivata a questa scelta dopo una serie di benchmark attraverso prototipi che i hanno via via rassicurati che la scelta di andare verso l’open source era la corretta direzione in quanto nelle prove questo era quello che emergeva in termini di velocità, flessibilità e aspettative di traffico.

Open Street Map — Nell’ambito delle presentazioni fatte su OSM e il suo utilizzo nei progetti è emersa una interessante applicazione che permette di fare una verifica degli indirizzi tramite un’applicazione mobile. E’ stato anche ipotizzato l’utilizzo di OSM come data transfer catalyzer, nell’ambito della diffusione di INSPIRE. L’idea è che quando le amministrazioni nazionali e locali dovranno i loro dati nella infrastruttura geospaziale INSPIRE, queste potrebbero importare i propri dati nell’infrastruttura OSM poi trasformarli ed estrarli da SOM secondo le specifiche INSPIRE (mi sembra, viste le problematiche che già esistono all’implementazione operativa di INSPIRE un aspetto piuttosto futuristico anche se affascinante per certi versi)

Quebec Public Safety Ministry — il progetto utilizza uno stack applicativo completamente open source basato su MapServer, TileCache, PostGIS, GeoExt e OpenLayers utilizzato in una web application denominata G.O.LOC e per rendere disponibili web map services destinati al supporto del centro di emergenza 9-1-1. Un altro esempio del livello di maturità raggiunto dalla tecnologia FOSS4G.

CONCLUSIONI

Per quanto la conferenza sia nata e prosegua su un filone tecnologico, iniziano a trattarsi anche modelli di business in quanto le realtà produttive che non siano gli attori medio – grandi presenti alla conferenza stessa, devono trovare modalità di sostegno economico per le loro attività e per proporre i loro prodotti / soluzioni / servizi.

Sembra che non ci sia una crescita in termini numerici di questi attori che riescano a fare business basandosi e offendo prodotti open source legati al mondo GIS. L’evidenza sembra sia emersa proprio dal piccolo numero di esibitori alla conferenza, messa ancora più in evidenza se non si contano in questo numero i grossi attori quali ESRI Safe Software, MapQuest e DigitalGlobe, queste ultime due localizzate a Denver.

Arnulf Christ, presidente di OSGeo, ammette che non è così facile o forse loro non sono stati così bravi a cercare di dimostrare i ritorni dell’investimento in open source. Per OSGeo la presenza di Peter Batty, sfruttando la sua esperienza fatta in realtà commerciali del mondo GIS può aiutare a sbloccare la situazione.

Infine la location per il FOSS4G 2012: Pechino!!!!

Fonti:
The guide to what was important at FOSS4G for people who didn’t go to FOSS4G 2011http://www.spatiallyadjusted.com
Sito della conferenza FOSS4G 2011
Elenco presentazioni FOSS4G 2011
The guide to what was important at FOSS4G fro people who didn’t go to FOSS4G 2011 – Spatially Adjusted
What to expect at FOSS4G 2011 – DirectionsMag
OpenGeo – FOSS4G day #0 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #1 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #2 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #3 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #4 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #5 – blog.opengeo.org
FOSS4G 2011: tiles, geonetwork, arcgis, geoscript, emergency apps and more … – slashgeo.org
FOSS4G 2011: Opening Plenary Session – apb.directionsmag.com
FOSS4G 2011: Opendata, OpenLayers, Mobile, Nodejs-Mapnik.OpenAerialMap
– slashgeo.org
FOSS4G 2011: Where Code Swaps Mix with Business; Well not taht much business – apb.directionsmag.com
The Free and Open Source Software for GeoSpatial (FOSS4G) Conference Wrap Up – DirectionsMag