Archivio

Posts Tagged ‘Google Maps’

Street Image Compare: how to compare Google Street View and Mapillary in the same web page

7 agosto 2017 6 commenti

If you ask to a crowd of people if they use Google Street View, probably you’ll have a positive answer.

If you ask, to the same crowd of people if they use Mapillary, probably the positive answers will be much less.

Despite the fact Mapillary, with lower means and possibilities, is proposed as a “crowd” alternative to the BigG service, its diffusion is not yet widespread, although there are places on the Earth whose geo referred images are available on Mapillary platform and are not available on Google Street platform.

The question is: is it possible to know, for a specific place, if geo referred images are available in one of these platforms or in both and, in that case, compare them?

I became aware about this problem after seeing an email in an Italian forum on Geographic Free and Open Source software (Gfoss.it); I’ve searched on the web but not successful.

So, starting from the OSM Map Compare idea, I’ve decide to build something by myself and in this way Street Image Compare was created.

The application is very simple to use: for the same place you can compare Google Street View and Mapillary images (if they are both available) and “surf” on the streets having Google Maps and OpenStreetMap as reference.

The user can select the place in three different ways:

  • typing the place name
  • typing an address
  • typing the coordinates couple

The application use Google Maps geocoder as geocoding engine.

When you open the app on the web page with the two maps, Google Street View and Mapillary, you can navigate on the images using the little arrows that are shown on the images: on the maps you’ll see a marker that show your current position.

On the both maps, and using the right buttons, is also possible to click on a specific point where you want to positionate yourself.

It’s quite easy to show the availability of Google Street View images (you can move the pegman on the map and immediately are shown some blue lines that show where the Google Street View images are present or not …) ….

…. for Mapillary is available a button “ON/OFF Mapillary sequences” on OpenStreetMap that draws some blue lines which show where the Mapillary images are present or not.

So, now with Street Image Compare you can compare Google Street View and Mapillary for every place in the world !!!

Here you’re a user session little video

 

On a technical point of view these are the data / services used:

Beyond the mere comparison between two similar services (or, in any case with strong analogies …), that could be a coding exercise the application has some pratical use.

The pictures above are about Amatrice in Italy where last year, on August 24, 2016, there was a great earthquake: in this case you can compare places before and after the earthquake because after this event someone has captured and published the images on Mapillary platform.

You can move along Amatrice streets and the effect in really shocking !!

Starting from this example you can understand as, in case of natural events with big impacts, Mapillary, for its “crowd” nature, can be useful to capture images after the events and with Street Image Compare, you can immediately compare places before and after event. Very useful!

The application code is open source, available on GitHub, with MIT license.

Here you have some examples:

Note: thanks to Mariana Cristina Da Silva for the help on this post! 🙂

Annunci

Street Image Compare: confrontare Google Street View e Mapillary nella stessa pagina web

6 agosto 2017 3 commenti

Se ad una platea di persone si chiedesse di alzare la mano a chi conosce Google Street View, e lo abbia usato almeno una volta, sicuramente si noterebbero moltissime mani alzate.

Se, alla stessa platea, si chiedesse di alzare la mano a chi conosce Mapillary, e lo abbia usato almeno una volta, le mani alzate sarebbero sicuramente molte di meno.

Nonostante Mapillary si ponga, pur con mezzi e possibilità inferiori, come alternativa “crowd” al servizio di BigG, la sua diffusione non è ancora infatti così ampia e capillare sebbene vi siano
zone della Terra le cui immmagini georiferite risultano essere state catturate e disponibili sulla piattaforma offerta da Mapillary e non su quella offerta da Google Street View.

Ma …… esiste la possibilità di sapere se, per una determinata zona, entrambe le piattaforme, o una sola di loro, dispone di immagini e, nel caso, di poterle confrontare ?

Mi sono posto questa domanda dopo aver visto una mail, sulla lista di GFOSS.it: ho cercato sulla rete e non ho trovato nulla adatto allo scopo (sebbene se la cosa mi paresse strana … ).

Sfruttando l’idea di OSM Map Compare, ho deciso di provare a farlo io e da questa idea è nato Street Image Compare.

L’applicazione dovrebbe piuttosto semplice ed intuitiva: permette di confrontare, per la medesima zona, le immagini (se disponibili …), sia di Google Street View sia di Mapillary e, di navigare i percorsi avendo come riferimenti territoriali sia la mappa di Google Maps sia la mappa di OpenStreetMap.

L’utente può selezionare, a partire da una semplice pagina web, l’area di interesse in tre diverse modalità:

  • scrivendo il nome di una località
  • scrivendo un indirizzo
  • scrivendo una coppia di coordinate

Per la geocodifica è utilizzato il geocoder di Google Maps.

Una volta ottenuta la pagina web con le due mappe, Google Street View e Mapillary, l’utente può navigare le immagini usando le frecce che trova disponibili sulle immagini stesse: sulle mappe saranno riportati i marker che indicano la corrispondente posizione corrente sul territorio.

E’ anche possibile, su entrambe le mappe e con appositi bottoni, cliccare in un punto per posizionarsi direttamente in una zone ben precisa.

Mentre è piuttosto facile individuare la disponibilità su mappa di Google Street View (basta spostare l'”omino” sulla mappa e appaiono delle righe blu che evidenziano dove è presente o meno Google Street View … ), ….

…. per Mapillary è disponibile un apposito bottone “ON/OFF Mapillary sequences” che permette di evidenziare sulla mappa Open Street Map dove Mapillary sia presente o meno.

Quindi ora con Street Image Compare, per ogni posto del mondo, è possibile confrontare Google Street View e Mapillary!!

E’ comunque disponibile un filmato di una sessione si utilizzo

 

Da un punto di vista tecnico i dati e servizi utilizzati sono:

Dalla mail citata in precedenza, che ha dato origine all’idea, e come evidenziato dalle immagini sopra riportate, emerge un utilizzo pratico dello strumento che và al di là del mero confronto tra due servizi analoghi o comunque con forti analogie (che di per sè potrebbe essere un esercizio informatico più o meno interessante ….): sfruttando il fatto che in aree quali quelle colpite dell’evento del terremoto del 24/08/2017 in centro Italia, a ridosso dell’evento, sono state catturate delle immagini con Mapillary, è quindi possibile utilizzare Street Image Compare per un confronto che illustra con “crudezza” la potenza distruttiva dell’evento naturale.

E’ possibile spostarsi lungo le strade e poter vedere le medesime zone prima e dopo l’evento e l’effetto è di sicuro impattante.

Partendo da questo esempio già in essere si comprende come, in caso di eventi naturali che abbiano grossi impatti sul territorio, Mapillary, proprio per la sua natura “crowd”, possa essere utilizzato da attori diversi sia “istituzionali” sia abitanti gli stessi dei luoghi interessati per raccogliere le immagini post evento per poi, con uno strumento come Street Image Compare, avere immediatamente disponibile un confronto delle zone pre e post evento.

Mapillary, tra l’altro, permette anche di poter “filtrare” le immagini per data di rilevamento: questa funzionalità NON è presente nell’attuale versione di Street Image Compare ma, una volta implementata, potrebbe permettere, eseguendo opportune campagne di “rilevamento” di avere un monitoraggio attivo e pubblico dell’evolversi delle attività di ricostruzione.

Il codice dell’applicazione è liberamente disponibile con licenza MIT.

Ecco alcuni riferimenti di interesse:

 

GeoCoding: confronto tra motori sul campo

10 giugno 2013 1 commento

Gisgraphy è un framework open source che offre la possibilità di fare geolocalizzazioni  e geocoding via Java API o webservices REST.

Tra le altre cose offre una semplice interfaccia web che permette di confrontare, dato un indirizzo, i risultati di geocodifica dello stesso offerti da alcuni motori di geocoding e precisamente:

  • Gisgraphy (in violetto nelle immagini di cui sotto)
  • Nominatim (in giallo nelle immagini di cui sotto)
  • Google Maps (in rosso nelle immagini di cui sotto)
  • Yahoo! Placefinder (in blu nelle immagini di cui sotto)
  • MapQuest (in verde nelle immagini di cui sotto)

E’ interessante vedere quali siano le differenze tra i vari motori.

Ad esempio ho provato a prendere come zona campione Bologna che, come in un precedente post, risulta essere una delle zone più densamente mappate in OSM,  e ho preso  come indirizzo in esame Via Borgonuovo 21.

ViaBorgonuovo

Ecco il risultato dell’operazione di geocodifica in Gisgraphy

Gisgraphy

Come si vede i vari motori, restituiscono risultati diversi sebbene con errori di approssimazione accettabili: i più precisi nel caso specifico risultano essere MapQuest e Yahoo! Placefinder.

Fonte: @borruso

Le informazioni georiferite come infrastruttura per i servizi futuri di Google


Su The Atlantic è recentemente apparso un articolo che illustra, offrendo una visione da dietro le quinte, i criteri e come sono  realizzate le mappe di Google Maps spingendosi ad analizzare anche le linee di evoluzione di questo prodotto.

L’articolo è interessante perché mi ha fornito alcune informazioni che non conoscevo sulle modalità con cui viene realizzato e gestito Google Maps (altre indicazioni le avevo tratte dalle news dell’ultimo Google I/O,  primo filmato a partire dal minuto 6.20).

La parte che tuttavia mia è apparsa più interessante è stata quelle delle considerazioni su quelle che sono le linee di evoluzione, il “ruolo”  e il “peso” che Maps sta assumendo e potrebbe assumere in futuro, all’interno di Google stessa.

In particolare è importante osservare come queste considerazioni e i concetti espressi si potrebbero per certi versi  parafrasare e riportare anche in altri contesti per evidenziare in misura ancora maggiore, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il valore dell’informazione geografica e dell”infrastruttura” che questa può offrire come supporto a servizi sempre più innovativi, efficaci ed efficienti.

Google è partita come un’ azienda che produceva un motore di ricerca sul web, con un modello di business che si basava sulla vendita di spazi pubblicitari basati su quello che era l’oggetto della ricerca. Ma ora si sta evolvendo ed andando verso direzioni (forse) impensate in cui il ruolo giocato dai geo-dati è di primissimo piano.

Già prima dell’avvento del mobile, ma sicuramente in modo esponenziale dopo, Google ha compreso infatti che il “dove” tu sei rispetto al “cosa” stai cercando iniziava a diventare sempre più importate e che poteva diventare nel prossimo futuro il concetto  più importante nella ricerca stessa.

Per poter far leva su quest’aspetto Google aveva quindi necessità di avere a disposizione una conoscenza la più ampia, diffusa e precisa possibile del territorio, a partire dalle mappe,  elemento essenziale per dare contesto, ma sopratutto dalle componenti  in loro contenute finalizzati al proprio business futuro.

Sostanzialmente aveva necessità di costruire un mondo “digitale” parallelo che mappasse il più possibile fedelmente il mondo “reale”. Per certi versi può sembrare ridicolo che sia necessaria una rappresenetazione digitale di una qualcosa che conosciamo bene come il mondo ma in realtà si tratta di un qualcosa di essenziali per le finalità di business di Google.

Da qui la nascita e l’evoluzione dapprima di Google Maps, seguito poi da altri asset quali Google Earth ma sopratutto, ai fini di raccogliere tutta l’informazione possibile per i propri business,  StreetView. Le fonti dati utilizzate per produrre Google Maps sono diverse ed eterogenee come dichiarato da Google stessa, che sono integrate con un back office complesso e potente che Google chiama “Ground Truth”.

Ora Google sta puntando molto sull’utilizzo di StreetView come fonte informativa di verifica, integrazione e complementarietà di Google Maps tant’è che la mole di informazioni che sono pubblicate ogni due settimane supera oramai quello che era il totale delle immagini possedute da Google nel 2006.

Google sta facendo largo uso di sistemi di computer vision e OCR al fine di far si che ogni parola, simbolo, ecc .. visibile da una strada e catturata dalle Google Cars che raccolgono le immagini che poi finisicono a costituire StreetView, entri a far parte dell’ “indice Google” del mondo fisico ovviamente con la sua georeferenziazione.

Questo permette quindi a Google non solo di individuare e raccogliere informazioni sui nomi delle vie, sui segnali stradali, ecc . ., tutte informazioni che sono utilizzate per andare a migliorare la qualità di Google Maps, ma anche tutte quelle altre informazioni (esempio loghi di marche di prodotti di business), presenti nelle immagini che possono essere poi utilizzate per alimentare e realizzare nuovi servizi da offrire agli utenti finale. Google identifica queste informazioni come “view codes”.

Google dichiara che al momento dispone rispettivamente di circa 6 milioni di “view codes” per la parte business e di circa altri 20 milioni per la parte indirizzi.

Ma non basta: ognuno di noi ha in mente la mappa dei posti che conosciamo ed è quella che inconsciamente utilizziamo per muoverci nello spazio fisico intorno a noi. La strategia di Google prevede di avvalersi anche di queste conoscenze tra le fonti eterogenee che utilizza per ampliare e raffinare Google Maps ed è per questa ragione che è stato proposto agli utenti Google Map Maker (*)

E’ su questa mole di informazione georiferita che Google punta per cercare di superare i suoi concorrenti attuali (Apple), e i futuri.

Google è infatti ora impegnata nella lotta con Apple per chi controllerà il futuro del mobile.

Mentre Apple ha come punti di forza aspetti quali product design, supply chain management, e retail marketing Google cerca  vantaggi e si concentra nel predominio dell’informazione. In quest’ottica, sui geo-dati, e su tutte le app che si possono realizzare che li utilizzano, è esattamente dove Google può provare vincere …. perchè è Google e può fare leva sull’insieme di tutti i dati raccolti negli anni e a tutte le informazioni da essi derivate.

Questo poteva essere poco evidente sino a poco tempo fa quando anche Apple faceva affidamento su Google Maps come soluzione di mobile mapping sui propri dispositivi, ma ora Apple ha deciso di  muoversi in modo autonomo nel mondo del mapping con un proprio servizio e quindi come i due sistemi decideranno di incorporare geo-dati e presentarli all’utente finale potrebbe essere uno degli  elementi chiave su cui far leva nel campo di battaglia per il predominio sul mobile.

Considerando che ogni spazio fisico è “compenetrato” di informazione, possiamo arrivare a  considerare che tutti gli spazi fisici sono  anche spazi informativi. Se poi aggiungiamo a  questi ragionamenti quanto si può già oggi realizzare con la realtà aumentata possiamo
comprendere perchè tutti i dati georiferiti o georiferibili di Google possono diventare il  loro asset più prezioso.

Per certi versi si potrebbe arrivare a pensare che tra 50 anni Google sarà la compagnia di  mezzi auto-guidati (l’evoluzione delle  Google Car di oggi …..), basati su una rappresentazione  digitale del mondo estremamente ampia e dattagliata e che avrà, tra gli altri asset aziendali  “anche” un motore di ricerca sul web.

In tutta questa visione futuristica di Google emerge però un fattore centrale e fondamentale perchè il tutto regga: l’intervento  umano.

Il  funzionamento di Google Maps ha un’analogia con un altro strumento di Google stesso e precisamente Google Translate: infatti questo si basa su una gran massa di testi tradotti in linguaggi diversi che, opportunamenti indicizzati, vengono usati per estrarre parole o frasi  che abbiano un match. Quindi è vero che ci sono gli algoritmi di ricerca, ma il tutto si basa sull’intelligenza umana che ha provveduto, nel tempo, a tradurre i testi.

Per Google Maps il parallelo con i testi  tradotti sono gli operatori di Google che trasformano il mondo reale in componenti digitali
usando fonti diverse ed eterogenee, mentre il parallelo degli  algortmi sono le  tecniche di tiling che producono i tasselli per rendere più prestante la  consultazione delle mappe.

Da qualche parte sarà sempre necessario che ci siano delle persone (la pletora di operatori Google che mettono insieme le diverse fonti eterogenee oppure i singoli utenti che usando MapMaker  contribuiscono alla crescita e al mantenimento della base dati),  che sappiano tradurre in forma digitale il mondo reale e mentenere questo mondo digitale  parallelo aggiornato rispetto alle evoluzioni continue del mondo reale.

(*)
E’ bene ricordare che, sebbene Google Map Maker e OpenStrettMap hanno finalità logicamente  simili, le due iniziative sono profondamente diverse. OpenStreetMap è un progetto open source e  quindi di tutti e che si evolve con il contributo di tutti, OpenStreetMap non offre  solo la consultaizone della mappa in tiles come avviene per Google Maps ma permette anche di  fare il download dei dati, cosa che Google non permette.

Google Maps resta proprietà di un’azienda privata e anche se si usa MapMaker o si segnalano bachi le nostre segnalazioni non sarannno mai restituite come dati e Google ci farà business e l’unico  ritorno che ne possiamo avere è che noi stessi fruiamo di servizi di qualità migliore.

Cina: Baidu Maps vs Google Maps


Sembra che in Cina il confornto tra Baidu Maps e Google Maps nel mercato del mobile mapping stia volgendo a favore della soluzione cinese. Negli utimi tre mesi  il mercato di Baidu Maps è cresciuto dal 13.6% al 17.3% mentre quello di Google Maps è sceso dal 23.2% al 17.5%.

Fonte: Google Maps Mania

Previsioni meteo open (su OpenStreetMap ma non solo ….)


Interessante progetto che permette di avere in modalità open source dati e servizi meteo: si chiama Open Weather Map

E’ possibile ottenere i dati della zona di interesse in formato JSON (con licenza CC-BY-SA), e sono forniti esempi per l’integrazione di tali dati in OpenStreetMap, Leaflet e Google Maps

Fonte: OpenGeoData

 

Lo stato dell’arte e il futuro di Google Maps


Su Very Spatial è apparsa una interessante intervista fatta da Reuters ad Ed Parson Geospatial Technologist di Google.

Fonte: Very Spatial

Categorie:Google Tag: