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Posts Tagged ‘web mapping’

Quattro milioni di verbali (open …) su una mappa


Tra i vari canali social che seguo ho trovato in questi giorni questo bel riferimento, il progetto Infrazioni  ….

infrazioni

… che usando dati i open delle infrazioni stradali della città di Torino ha realizzato una bella web gis application interattiva con cui si possono visualizzare ed interrogare i dati (potete divertirvi a cercare i luoghi, e i periodi, ove si registrano il maggiore o minore numero di infrazioni per tipologia ….diciamo che chi è di Torino intuisce rapidamente la natura dei due grossi cerchi in alto a sinistra ed in basso a destra della mappa …. 🙂 ).

Al netto dell’interfaccia  (realizzata con MapBox …), che è sicuramente curata, con buone prestazioni e di facile utilizzo, il grosso valore aggiunto è il riuso di dati aperti messi a disposizione da parte di una P.A., rappresentando una bella sinergia, un approccio “win-win” che sempre di più si spera di vedere.

I dati delle infrazioni infatti sono disponibili open data sul portale degli open data del Comune di Torino (e disponibili per più anni, dal 2011 al 2015 …), ma questo non è l’unico dataset utilizzato, in quanto i dati sono stati relazionati sul territorio utilizzando i dati della toponomastica comunale, anch’essi disponibili sul medesimo portale (a tale proposito, come elemento di miglioramento, si potrebbe suggerire al Comune di Torino di integrare già dalla fonte, vale a dire dalle generazione del dato delle infrazioni, la relazione spaziale, diretta o indiretta, con ìl numero civico o l’incrocio corrispondente usando la propria toponomatica al fine di rendere  così i dati relazionati strettamente ed in modo tra loro coerente. Credo che questo avrebbe fatto risparmiare parecchio tempo ai realizzatori del progetto …. se poi proprio volessimo esagerare, avere i medesimi dati disponibili come open services …. male non farebbe …).

E’ comunque un esempio “virtuoso” di collaborazione tra P.A e “privati /cittadini” che vale la pena di segnalare ed applaudire …. bravi tutti!

Apple WWDC 2012: novità anche sul fronte mappe


Durante il WWDC 2012, tra le altre novità, Apple ha presentato ufficialmente la sua soluzione di mapping per il mobile

La parte relativa alle mappe inizia intorno al minuto 98.30.

Fonte: Apple

Apple vs Google nel mondo del mapping: ci siamo …


Già in due precedenti post (qui e qui) avevo anticipato che Apple si stava dotando di una propria soluzione di web mapping allo scopo di eliminare la dipendenza attuale dalle Google Maps.

Il rilascio di IOS 6 Maps è previsto per quest’estate ma iniziano ad apparire le prime indiscrezioni e immagini.

Nel seguente post, apparso su BGR, sono riportate alcune caratteristiche della nuova soluzione corredate da alcune immagini in anteprima.

E Big G che fa? Resta alla finestra?  Non sembra, anzi cerca di passare al contrattacco visto che per il 6 di Giugno, quindi la prossima settimana, ha indetto, direttamente da  Brian McClendon, Vice President of Google Maps and Google Earth, un incontro con la stampa specializzata con il seguente obiettivo: “…. Will give you a behind-the-scenes look at Google Maps and share our vision. We’ll also demo some of the newest technology and provide a sneak peek at upcoming features that will help people get where they want to go – both physically and virtually.”

Ci dobbiamo quindi attendere un po di novità sia da parte di un nuovo attore (e di che peso !), che entra nel mondo del mapping sia da parte di colui che cerca di mantere quello che è stato sinora un primato, situazione che dovrebbe portare ad un continua rincorsa tra i due contendenti.

Fonte: Spatially Adjusted

AGGIORNAMENTO 03/06/2012

Ecco un nuovo video che illustra le caratteristiche  di IOS6 Map

Per i siti web dell’Unione Europea viene raccomandato l’utilizzo di Open StreetMap


Nel weekly summary su OSM di questa settimana, tra le varie notize riportate, mi ha colpito quella in cui per i siti dell’Unione Europea viene suggerito l’utilizzo di Open StreetMap.

L’annuncio è stato dato sull’Information Providers Guide il cui scopo (riporto direttamente dal sito … ) è ” ……The INFORMATION PROVIDERS GUIDE is for everyone who develops and publishes material on EU websites, including webmasters, editors, content providers, web developers and contractors. The guide covers all aspects of publishing on the EUROPA site, describing the relevant editorial, technical and presentation standards in force.
The rules set out in the IPG are compulsory in order to ensure a coherent and user-friendly service to the users. The IPG is freely available on EUROPA in English, and is a living document which is regularly updated.

L’artcolo non si limita a riportare solo una raccomandazione ma fornisce anche uno strumento, di libero utilizzo, che permette di costruirsi, con un semplice wizard basato su OpenLayers, gli snippet di codice che caratterizzeranno la mappa costruita dall’utente.

Nulla di così innovativo se si vuole, in quanto esistono diverse soluzioni di questo tipo anche più evolute, ma direi che in questo caso l’inziativa è degna di nota anche per la sua semplicità di utilizzo che permette di utilizzare semplici tecniche di web mapping anche a chi non ha conoscenza tecniche approfondite o che non ha concetti legati al mondo dell’informazione geografica così evoluti.

A livello tecnico le componenti software utilizzate sono:

Ecco l’elenco degli esempi

ed ecco un esempio di reale utilizzo

Fonte: OpenGeoData

Il geo-post di Natale


Ci siamo …..  è Natale!!!! Approfitto di questo post per fare gli auguri a tutti coloro che seguono questo blog, spero per trovare idee interessanti tra le cose che cerco di raccogliere, ma anche a tutti coloro che possono esserci capitati e ci capiteranno su per caso magari anche in questi giorni di festa.

Non si può “regalare” nulla da un blog se non parole, idee, opinioni con le quali, tra l’altro, non è detto che si debba essere tutti d’accordo, anche se lo scambio accresce un po’ tutti coloro che vi partecipano, e quindi come ideale “regalo di Natale” mi permetto di citare un avvenimento che mi è capitato qualche tempo fa legato a questo blog e al tema del mapping di “eventi”.

Si tratta di un progetto che si chiama “Mapping Kisses” che si prefigge come obiettivo quello di creare una mappa del mondo in cui si possono “taggare” i luoghi in cui ci si ricorda di aver baciato qualcuno.

Sono anni che mi occupo di GIS, web mapping, georeferenziazione, ecc … ma questa è una delle inziative e un esempio di applicazione tra le più “strane”  in cui mi sia capitato di imbattermi, ma al tempo stesso mi ha incurisoito quando la sua autrice, una studentessa italiana che vive a Londra, mi ha contattato per alcuni suggerimenti (per i dettagli ecco un’intervista con l’autrice).

Questa volta il post non parla di tecnologia, di strumenti, di piattaforme, di progetti, ecc … ma vuole dare una emozione leggera, in linea con il clima natalizio e magari, perchè no, fornire un’idea, quella di mappare il luogo dove quest’anno a Natale darete un bacio a tutti coloro a cui volete bene, genitori, amici, mogli, mariti, figli, ecc …

Tanti cari auguri di Buone Feste, Buon 2012 e un abbraccio a tutti !!!!!

Cesare

FOSS4G 2011: alcune note


Dal 12 al 16 Settembre a Denver si è svolto il FOSS4G 2011, la principale conferenza mondiale sul Free and Open Source Software for GIS.

Mentre lo scorso anno sono riuscito a partecipare, visto che la conferenza si è tenuta a Barcellona, quest’anno gli elementi salienti di questo evento ho cercato di raccoglierli dai post e articoli di coloro che vi hanno partecipato direttamente.

Ovviamente vi saranno delle lacune e magari anche delle possibili imprecisioni, ma credo che i trend di dove sta andando, o almeno indirizzando, l mondo open source GIS sia possibile ricavarlo.

INTRODUZIONE
La conferenza ha visto partecipare 900 persone metà delle quali provenienti dagli USA, circa 150 Europei e il Giappone come unico paese asiatico rappresentato (forse è questa la ragione per cui il prossimo anno la conferenza di terrà a Pechino?)

Il chairman della conferenza è stato Peter Batty, entrato di recente nel board di OSGeo, e che prima ha ricoperto il ruolo di CTO in due grossi attori commerciali del mondo GIS, Intergraph e GE Smallworld.

Batty ha esortato a mantenere la conferenza fedele alle proprie origini quindi maggiormente concentrata sugli aspetti tecnologici e meno sugli aspetti commerciali o di “marketing / vendita” (anche se poi, come trattato in seguito, si è ampiamente discusso di modelli di business applicati o da applicare al mondo open source).

Dal suo punto di vista lui ha dichiarato che non vede significative differenze in termini di costi tra software proprietario e software open source: occorre bilanciare, infatti, tutta una serie di aspetti, che vanno dai costi di licenza / manutenzione vs i costi di sviluppo, i costi e il livello del supporto (spesso più efficace nel mondo open source), ecc … ..

Anche lui come sempre più spesso viene proposto (vedi note ESRI UC 2011), suggerisce un approccio “misto” di tecnologie commerciali e open source cercando di andare a cogliere il meglio che i due mondo possono offrire per raggiungere gli obiettivi di progetto.

Lo stesso è stato sostenuto da Dale Lutz che ha portato l’esperienza di come un’azienda commerciale come Safe Software leader di mercato nel mondo degli ETL Spaziali faccia uno di un mix di prodotti propri e della comunità open source per perseguire i propri obiettivi e mantenere la posizione di mercato raggiunta, con particolare attenzione nel loro caso ai license agreement da rispettare nel momento in cui Safe vende i propri prodotti.

ASPETTI GENERALI

Modelli di business— Sembra che al di fuori degli aspetti tecnici uno degli argomenti maggiormente dibattuti siano stati i modelli di business. Paul Ramsey ha dedicato l’intera sua presentazione a questo argomento e ha sostenuto che l’open source NON è un modello di business bensì una tattica d business, un modello di far software e di distribuirlo abilitato da modelli di licenza particolari.

Conferenza FOSS4G o Conferenza OSGeo?— Sembra che si sia dibattuto se continuare a promuove l’organizzazione OSGeo o la conferenza FOSS4G. Entrambe infatti hanno assunto notorietà ma si avverte un po’ di confusione legata al fatto che gli obiettivi di entrambi sono simile sovrapposti, promuovere il software GIS open source come valida alternativa ai prodotti commerciali. Potrebbero quindi esserci anche novità in merito (prevale uno dei due sull’altro? Nuovi brand? Vedremo).

ASPETTI TECNICI

Mapnik — Sembra che ogni sessione di presentazione avesse un qualche componente di Mapnik coinvolto. Questo strumento sta diventando una sorta di “must” nel panorama degli engine cartografici del mondo GIS, quindi sembra che Mapnik sia la scelta inevitabile per chiunque desideri produrre mappe di qualità nel mondo open source.

Map Tiling— Al netto delle soluzioni per implementare il concetto sembra essere stato un aspetto ampiamente condiviso. Le nuove tendenze vanno ora nella direzione di gestire i map tiles direttamente in un database ad esempio con soluzioni che vedono coinvolte SQLite e MapProxy. Anche Apache ha presentato sull’argomento un modulo chiamato MapCache con un benchmark e la sua possibilità di integrazione nello stack di MapServer. Una soluzione interessante è quella proposta da NodejsMapnik (ebbene si, ancora lui), che si presenta come una soluzione di sviluppo javascript server-side particolarmente interessante per architetture SOA. Perle necessità di autenticazione rendering distribuito, styling e tiles in un ambiente server non-monolitico questa sembra essere una buona soluzione. L’unico punto debole, non secondario però, è il diverso grado di maturità e stabilità delle due componenti della soluzione, Mapnik sicuramente più stabile rispetto a Nodejs che sta evolvendo molto più rapidamente.

GeoNetwork— E’ stata presentata la versione 2.8 di GeoNetwork la cui caratteristica saliente è di separare la componente client da quella server, oltre a migliorare la parte di editor di metadati. Sarà resa disponibile anche la possibilità di caricare shapefile on-the-fly come layer (sarebbe interessante vedere la funzionalità in azione e quali siano i limiti imposti sulla dimensione dello shapefile, per verificare quanto sia effettivamente utilizzabile questa funzionalità in casi d’uso reali).

PostGIS — Nel corso della conferenza è stato annunciato PostGIS 2.0 che arriverà nel corso del 2012. Già oggi l’estensione spaziale di PostgreSQL è ampiamente presente ed utilizzata nelle soluzioni presentate e con l’avvento delle novità che saranno rese disponibili dalla prossima release (ad esempio il nuovo supporto dei dati raster, supporto del 3D, nuove funzionalità per lo snapping o lo slipping delle geometrie, modelli topologici, ecc .. (presentazione di Regina Obe e Leo Hsu), PostGIS non avrà praticamente alternative come soluzioni di data base open source anche per la componente spaziale dei dati. In ogni caso inizia a passare il messaggio che, indipendentemente dal data base utilizzato, spostare logiche elaborative e di business dal GIS desktop verso il database (e in generale, server side con esposizione di servizi), aiuta a “liberare” le potenzialità della tecnologia GIS ampliandone l’utilizzo e favorendone il riuso. Sempre in ambito PostGIS una delle presentazioni di maggiore interesse sembra essere stata quella relativa alle soluzioni offerte da PostGIS per la replica dei dati. Questa funzionalità si basa completamente su quello che, sulla stessa tematica può offrire PostgreSQL 9.0 e precisamente la streaming replication, adatta per repliche di una intera istanza (come nel caso di high availability),e la table-based replication disponibile attraverso pacchetti terzi quali Slony e Skytools.

QGISQGIS come soluzione GIS Desktop viene usato praticamente da chiunque e rappresenta la principale scelta in questo campo. Anche altre soluzioni come gvSIG o uDIG mantengono un discreto ambito di utilizzo ma QGIS sta rapidamente guadagnando ampie fette di utenza. Combinando QGIS e Mapnik si possono creare cartografie di qualità altrimenti non così facilmente ottenibili.

JavaScript vs Flex / Silverlight — Ovviamente in un contesto di una conferenza open source no sorprende ma in questi contesti c’è uno scarso utilizzo di utenti Flex / Silverlight a fronte di un mappa base di utenza che fa affidamenti a Javascript (evoluto) / HTML 5. Da questo punto di vista le soluzioni basate su Flex / Silverlight vengono viste come soluzioni legacy.

Front End — Storicamente le interfacce grafiche dei prodotti GIS (sia web gis sia dekstop) hanno sempre peccato di una scarsa qualità delle componenti di front end sino ad arrivare a livelli di inutilizzabilità da parte di utenti ordinari e non tecnici. Questo perché, spesso, sono state pensate e realizzate da tecnici per tecnici. Lo dimostra per certi versi l’entrata in campo anni fa di un attore “pesante” ma estraneo a questo mondo come Google, che ha portato modelli e paradigmi completamente nuovi o oramai standard de facto adottati e di riferimento anche per gli operatori tradizionali del mondo GIS. Anche il fronte open source non è esente da queste considerazioni se si pensa alle interfacce di molte soluzioni FOSSG. Qualcosa sembra che si stia muovendo anche su questo fronte: i riferimenti sono Vizzuality e Development Seed

Cloud & Mobile — Cloud e Mobile sono due trend del mondo IT che interessano fortemente in modo GIS sia sul fronte commerciale sia quello open source. L’open source gis è di particolare attrazione per quelle aziende che sviluppano applicazioni cloud-based in quanto i tradizionali modelli di licensing possono essere economicamente molto onerosi quando si abbiamo necessità di scalabilità su diversi server.

Open Data — anche il trend degli open data interessano fortemente in modo GIS sia sul fronte commerciale sia quello open source sicuramente più il secondo vista la stretta vicinanza di concetti.

WFS — interessante presentazione che ha cercato di confrontare il WFS-Transactional con geoJSON utile per comprendere l’implementazione e le performance di questo standard con GeoServer / MapFish. Sono emerse aspetti sia sul formato GMS sia sulla mancanza di adeguata documentazione e la carenza di fruitori compliant sul mercato

GeoScript — il prodotto GeoScript di presenta come una libreria di geoprocessing basata su GeoTools utilizzabile in diversi ambienti di scripting (Javascript, Python, Scala e Grovy)

WPS — il protocollo sembra oramai aver raggiunto il livello di maturità stabilità da poter essere utilizzato in casi progettuali reali. E’ stata fatta una interessante presentazione in cui sono state comparate diverse soluzioni quali PyWPS, degree, 52 North, Zoo-Project, GeoServer, Constallation.

OpenLayers — è stata presentata in anteprima (nota: ad oggi ufficiale), la versione 2.11 di OpenLayers. Le principali novità riguardano la disponibilità i versione definitiva del supporto per il mobile già disponibli in beta dopo il Code Sprint di Losanna di qualche mese fa (vedi post precedenti).

ASPETTI LEGATI AI PROGETTI

National Broadband Map — Il progetto National Broadband Map è noto da mesi ed è stato realizzato dalla Federal Communication Commission (FCC). Rappresenta il più significativo esempio di quanto le tecnologie FOSS nel campo GIS siano oramai mature per progetti anche di grosse dimensioni e livelli di carico. La pila tecnologica utilizzata nel progetto è completamente basata su software open e nel primo giorno di pubblicazione sul web dell’applicazione ha ricevuto 158.123.884 contatti (!!!!!). Ma la cosa più importate che è emersa dalla presentazione si Michael Byrne che l’FCC è arrivata a questa scelta dopo una serie di benchmark attraverso prototipi che i hanno via via rassicurati che la scelta di andare verso l’open source era la corretta direzione in quanto nelle prove questo era quello che emergeva in termini di velocità, flessibilità e aspettative di traffico.

Open Street Map — Nell’ambito delle presentazioni fatte su OSM e il suo utilizzo nei progetti è emersa una interessante applicazione che permette di fare una verifica degli indirizzi tramite un’applicazione mobile. E’ stato anche ipotizzato l’utilizzo di OSM come data transfer catalyzer, nell’ambito della diffusione di INSPIRE. L’idea è che quando le amministrazioni nazionali e locali dovranno i loro dati nella infrastruttura geospaziale INSPIRE, queste potrebbero importare i propri dati nell’infrastruttura OSM poi trasformarli ed estrarli da SOM secondo le specifiche INSPIRE (mi sembra, viste le problematiche che già esistono all’implementazione operativa di INSPIRE un aspetto piuttosto futuristico anche se affascinante per certi versi)

Quebec Public Safety Ministry — il progetto utilizza uno stack applicativo completamente open source basato su MapServer, TileCache, PostGIS, GeoExt e OpenLayers utilizzato in una web application denominata G.O.LOC e per rendere disponibili web map services destinati al supporto del centro di emergenza 9-1-1. Un altro esempio del livello di maturità raggiunto dalla tecnologia FOSS4G.

CONCLUSIONI

Per quanto la conferenza sia nata e prosegua su un filone tecnologico, iniziano a trattarsi anche modelli di business in quanto le realtà produttive che non siano gli attori medio – grandi presenti alla conferenza stessa, devono trovare modalità di sostegno economico per le loro attività e per proporre i loro prodotti / soluzioni / servizi.

Sembra che non ci sia una crescita in termini numerici di questi attori che riescano a fare business basandosi e offendo prodotti open source legati al mondo GIS. L’evidenza sembra sia emersa proprio dal piccolo numero di esibitori alla conferenza, messa ancora più in evidenza se non si contano in questo numero i grossi attori quali ESRI Safe Software, MapQuest e DigitalGlobe, queste ultime due localizzate a Denver.

Arnulf Christ, presidente di OSGeo, ammette che non è così facile o forse loro non sono stati così bravi a cercare di dimostrare i ritorni dell’investimento in open source. Per OSGeo la presenza di Peter Batty, sfruttando la sua esperienza fatta in realtà commerciali del mondo GIS può aiutare a sbloccare la situazione.

Infine la location per il FOSS4G 2012: Pechino!!!!

Fonti:
The guide to what was important at FOSS4G for people who didn’t go to FOSS4G 2011http://www.spatiallyadjusted.com
Sito della conferenza FOSS4G 2011
Elenco presentazioni FOSS4G 2011
The guide to what was important at FOSS4G fro people who didn’t go to FOSS4G 2011 – Spatially Adjusted
What to expect at FOSS4G 2011 – DirectionsMag
OpenGeo – FOSS4G day #0 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #1 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #2 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #3 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #4 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #5 – blog.opengeo.org
FOSS4G 2011: tiles, geonetwork, arcgis, geoscript, emergency apps and more … – slashgeo.org
FOSS4G 2011: Opening Plenary Session – apb.directionsmag.com
FOSS4G 2011: Opendata, OpenLayers, Mobile, Nodejs-Mapnik.OpenAerialMap
– slashgeo.org
FOSS4G 2011: Where Code Swaps Mix with Business; Well not taht much business – apb.directionsmag.com
The Free and Open Source Software for GeoSpatial (FOSS4G) Conference Wrap Up – DirectionsMag

Note sull’accuratezza di Google Maps

2 ottobre 2011 3 commenti

Sul sito www.gisetelerilevamento.com ho letto un interessante articolo che tratta dell’accuratezza di Google Maps che mi sento di consigliare come lettura per chi interessato questi argomenti.

Tutti, infatti, usiamo, chi più chi meno, le mappe offerte da Google, ma pochi di noi, se non nessuno, si cura della loro precisione o accuratezza.

Quest’approccio va bene se l’uso delle mappe è di tipo generalistico, meno se l’utilizzo è di tipo diverso, più specialistico o tecnico, in cui le questioni su precisione e accuratezza non sono aspetti secondari.

Come cita correttamente l’articolo le “imprecisioni”, o meglio “l’incoerenza”, delle informazioni spaziali offerte da Google sono già evidenti usando le stesse informazioni spaziali disponibili in Google Maps: provando infatti a sovrapporre alla vista “satellite” le strade si possono notare disallineamenti tra la strada visualizzata dall’immagine raster rispetto alla stessa strada offerta dal layer vettoriale. Quale delle due è quella “corretta”? L’articolo cita quella vettoriale perché si tratta di un’informazione offerta a Google da aziende terze che sono le stesse che producono le mappe per la navigazione satellitare.

Non è che l’informazione della vista satellite non sia corretta, è solo che questa presenta della deformazioni radiometriche e geometriche dovute a vari fattori, che possono essere corretti o ridotti ma non eliminati del tutto.

Assodato questo, occorre sempre poi quantificare e l’articolo riporta una misurazione effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pavia. Lascio i dettagli alla lettura dell’articolo, riporto qui sono i numeri: la zona presa in esame è quella di Pavia e le misurazioni fatte hanno rilevato un errore sistematico di 16 metri verso est e di -1.6 metri verso nord.

Questo non sminuisce il valore e l’importanza della diffusione di Google Maps e i suoi parenti stretti quali Google Earth, Street View, ecc .. che grosso contributo hanno dato, continuano e continueranno a dare alla diffusione dell’informazione geografici (dati e funzioni), facendola uscire da un mondo di nicchia (cosa che gli attori classici di questo mondo non sono stati in grado di fare negli anni allo stesso modo e con lo stesso risultato), ma al tempo stesso mette un punto di attenzione sull’utilizzo di queste informazioni al di fuori di una finalità generalistica.

Estremizzando quindi non si può quindi pensare che, essendoci le mappe di Google i dati spaziali “certificati” non servano più o non le si debba mantenere, aggiornare e arricchire, perché spesso queste sono di qualità “migliore” rispetto a quelle generaliste. Mantenendo l’esempio dell’immagine della vista “satellite” di cui sopra, una ortotofo realizzata da una P.A ha una qualità uniformemente distribuita su tutto il suo territorio di competenza quindi anche nelle aree extraurbane. Ad esempio le aree dei capoluoghi o di alcune aree di interesse (es. aree olimpiche 2006 in Piemonte, la mia regione), generalmente hanno una buona qualità, ma, avete provato ad andare in zone più periferiche o di campagna? Ovviamente da un punto di vista di Google, la qualità decade.

Ovviamente poi si entra nella discussione per cui le mappe di Google sono “disponibili” mentre quelle della P.A “lo sono meno”, ma questo esula del presente post ce ne vorrebbe un altro che tratti OpenData, licenze d’uso, ecc ….

L’articolo da cui sono partito si chiude poi con alcune considerazioni, che condivido, sul fatto che Google Maps possa essere considerato o meno un WebGIS  (ammesso e non concesso che si riesca a definire in modo univoco di WebGIS ……). Anche qui rimando per i dettagli all’articolo qui cito solo una frase “….. Personalmente non credo che Google Map si possa considerare un GIS. Ritengo che sia più opportuno definirla una “mappa” per quanto evoluta possa essere. Un WebGIS dovrebbe essere in grado di realizzare analisi spaziali più o meno complesse e questo Google Maps non consente di farlo se non con la scrittura di codice ad hoc. ….. “. Aggiungerei, a livello personale, che anche con la scrittura di codice ad hoc attraverso le API fornite risulta difficile ottenere un WebGIS (di nuovo …. ammesso e non concesso che si riesca a definire in modo univoco di WebGIS ……), ma semmai una soluzione di Web Mapping decisamente evoluta.

Fonte: GIS & TLR