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FOSS4G 2015: mondiale in Corea del Sud (Seoul) ed europeo in Italia (Como)


Sono state decise le sedi di FOSS4G 2015: l’evento mondiale si terrà in Corea del Sud, a Seoul, dal 14 al 19 Settembre 2015 presso il COEX Convention & Exhibition Center, mentre quello europeo si terrà in Italia, a Como, dal 15 al 17 Luglio 2015 presso il Politecnico di Milano in Como.

foss4g2015_c

FOSS4G2015-EU

 

 

 

Un tranquillo week end …… con gli open data: Spaghetti Open Data 2014 (#SOD14)


Dal 28 al 30 Marzo 2014 a Bologna si è svolto l‘annuale raduno di Spaghetti Open Data (#SOD14).

sod14

Mi sono perso il primo giorno per ragioni di lavoro ma sono riuscito a seguire completamente gli altri due: è stato il mio primo SOD e devo dire che è stato, per varie ragioni, davvero interessante.

Provo a fare un breve resoconto anche se so che questo non renderà giustizia e non riusicrà a trasmettere l’atmosfera dell’incontro.

Dove si è svolto ….

Sede di Working Capital (Telecom Italia) che si trova qui

SedeWorkingCapitalBologna

Location molto carina in pieno centro e in cui tutto ha funzionato a puntino, compreso il wi-fi messo a disposizione per tutto (credo > 100 persone), quindi doverosi complimenti all’organizzazione (ce ne si dimentica sempre, ma senza questo sarebbe stata dura …. e non volevo lasciarlo nei titoli di coda ….)

Su cosa ho lavorato …

Eh si a SOD14 si è …. lavorato … e di sabato! E gratis .. o meglio, a proprie spese! E si fa pure levataccia per arrivare in tempo!!

Il primo giorno infatti è stato dedicato a diversi hackaton: io ho partecipato a quello Open Data Census delle città Italiane, ma assicuro che c’era l’imbarazzo della scelta. Abbiamo lavorato  a coppie (a proposito, grazie Nicolò Gnudi per la collaborazione e la pazienza …), per aggiornare la situazione del censimento che prova a “misurare”, sulla base di alcuni indicatori individuati da OKFN, il livello e la qualità della pubblicazione di dati open nelle città italiane. Io e Nicolò ci siamo concentrati su Ferrara che ad inizio hackaton era  poco o nulla documentata e a fine giornata stazionava al quarto / quinto posto della classifica … non male, soddisfazione di aver fatto un buon lavoro (senza barare …. 🙂 …).

Nota: giusto oggi è apparso in rete un post che cita l’analoga iniziativa lanciata nel Regno Unito: nel post viene citato letteralmente … “The project is still in its information gathering stage so, at the time of writing, only 6 cities have their data partially, or fully, entered. The census for Italian cities, for example, is looking more complete. Olè !!!!

Cosa ho imparato ….

Ho anche avuto modo di imparare parecchie cose. Il secondo giorno infatti è stato infatti dedicato a due mini-corsi: qui la scelta è stata davvero difficile e combattuta ed è stato un vero peccato dover rinunciare ad uno dei due. Alla fine ho optato per il Data visualization lab tenuto da Dataninja (Alessio Cimarelli) e Density Design (Giorgio Uboldi).

Per chi non ha potuto partecipare ecco il riferimento per le slide.

A livello tecnico (angolo geek ….), e solo per punti:

  • la soluzione per la presentazione delle slide: basata su Reveal.js (open source)
  • datawrapper : per fare grafici dinamici “al volo” e poi fare embedded in pagine HTML
  • crossfilter: libreria javascript per fare dsahboard fatta su D3.js
  • Gephi: libreria per rappresentare reti (Sigma.js per esportare su internet)
  • Umap:  per fare geocoding su OSM
  • RAW:  prodotto italiano realizzato da Density Design. Basato su D3.js ed Angular.js. A breve sarà personalizzabile. Uno degli aspetti più interessanti che lo differenziano da altre soluzioni in cloud è che i dati che l’utente utilizzo NON sono mantenuti server side ma restano sul browser dell’utente. Esporta sia in formato raster sia in formato vettoriale, e questa è la caratteristica più interessante. L’idea del prodotto è quella di creare semilavorati sui dati rapidamente da elaborare poi successivamente: volendo, ma non è la sua finalità, lo si può usare per pubblicare. Esporta in diversi formati. Può essere utile per produrre il JSON da dare poi in input a D3,js. Nel corso di SOD14 è stato annunciato chea breve uscirà la versione 2.0.
  • D3.js: un’introduzione passo passo a questa spettacolare libreria javascript che permette di realizzare grafici, e non solo, dinamici lavorando interamente con il DOM nel browser. Segnalo queste librerie sempre basate sul prodotto:
    • NVD3.js – Grafici riutilizzabili

    • DC.js – Grandi dataset e dashboard composite
    • d3.chart – Framework per costruire grafici riutilizzabili
    • Rickshaw – Toolkit grafico per javascript
    • D3+Three.js – Data viz in 3 dimensioni!

Ma non è stato solo un raduno di “smanettoni” si è parlato e discusso, anche criticanmente ma in modo costruttivo, di cosa e come rappresentare dati: nei miei appunti è rimasto

Alberto Cottica (@alberto_cottica): la visualizzazione dei dati rappresenta la visione di chi la sta facendo, ma potrebbero essercene altre, anche, diverse

Alessandro Masserdotti (@ales9000): in realtà anche chi struttura i dati fa già una “visualizzazione” dei dati che rappresenta una sua visione

Alessio Cimarelli (@jenkin27): se ne esce documentando o spiegando chiaramente la metodologia, il ratio, che ci sta dietro: da usare NON nell’articolo del datajournalism ma da qualche parte perchè l’utenza è diversa.

Cosa ho visto ….

Tanta gente !!! Sicuramente più di un centinaio di persone

Cosa mi sono portato a casa …..

In ordine sparso (e alcune su cui riflettere …):

  • vedere di persona e stringere mani di chi sino a poco prima era una foto in un browser, un testo di una mail o di un tweet …
  • bello quel post sul tuo blog!”  ….
  • lavorare fianco a fianco con chi potrebbe avere la metà dei tuoi anni …..
  • cenare all’aperto alle 10 di sera il 29 di Marzo !!!! ….
  • che tanta gente si faccia dei chilometri e spenda gratuitamente uno dei primi week end di primavera per “lavorare” sui dati open, per insegnare ad altri, per scambiare idee e opinioni …
  • il rammarico di non aver potuto partecipare a più cose sia a livello di hackaton (es. Gli OpenData per liberare l’Energia Potenziale dei beni confiscati alle mafie) ,  sia a livello di corso (es. Tutorial su Web Semantico e Open Data). …..
  • vedere che in giro c’è tanta gente brava, che ne sa e con una gran voglia di fare …. questo lascia un po di speranza!!!

Ciao #SOD14 !!!!

Where Camp EU 2013: alcune note

20 gennaio 2013 1 commento

Dal 18 al 19 Gennaio 2013 si è tenuto a Roma Where Camp 2013 presso Porta Futuro: riporto alune note della mia partecipazione che non saranno esaustive di tutti gli interventi ciò dovuto al fatto che il mio inglese è … diciamo …. un po “fuori allenamento”.

I partecipanti non erano moltissimi, orientivamemte tra i 30 e i 40: diciamo che Gennaio forse non è il periodo migliore per questi incontri e comunque la crisi si fa un po sentire per tutti. Ovviamente più nutrita la pattuglia italiana ma comunque discreta anche la presenza straniera

L’evento si è aperto con una presentazione di di Mark Killiffe sull’utilizzo di OSM in ambito umanitario in Africa, per mappare in zone degradate la presenza ad esempio di toilette: può sembrare a prima vista una cosa banale ed inutile ma occorre considerare che 3.41 milioni di persone all’anno muoiono per scarsa igiene dell’acqua. Non basta tuttavia mappare i punti ma occorre coinvolgere la popolazione per mantenere “vivo” il dato (situazioni di degrado e contaminazione, nuove toilette legate all’aumento delle popolazione, ecc ….).

Il dato deve essere pubblico e open e da qui l’uso di OSM: è stata realizzata una piattaforma open source denominata Taarifa

Altra presentazione è stata su CartoDB (Sandro Santilli). E’ stato fatto un esempio di utilizzo usando query spaziali su POSTGIS (una delle caratteristiche principali del prodotto), dopo aver caricato su POSTGIS i dati open data degli hotspots wi-fi: ad esempio i punti che ricadono nei dintorni di Porta Futuro, o quelli che ricadono dentro le aree verdi, ecc .. ), con anche tematizzazioni sui risultati ottenuti, esmepio tematizzare diversamemnte gli hotspots trovati sulla base della loro tipologie o le aree verdi sulla base del numero di hotspots che vi ricadono dentro.

Tutto quanto è stato fatto facendo dei filtri spaziali sul layer POSTGIS: molto potente da questo punto di vista anche se serve comunque una buona dose di conoscenza tecnica (le query spaziali non sono proprio alla portata di un utente entry-level ….) da parte di chi usa il back end.

Altra cosa interessante è che è open source (licenza BSD), e quindi ognuno se lo può installare sui propri server.

Francesco Stompanato ha presentato una soluzione mobile per raccolta dati in ambito World Food Programme (WFP): dopo alcuni approfondimenti la scelta è caduta su Open Data Kit.

E’ stata poi la volta di Paolo Corti fare una presentazione di GeoNode. Il prodotto di basa su Django, GeoServer e POSTGIS come tecnologie di base. Ad oggi permette di fare upload di shapefile (occorre caricare i singoli file, altre soluzioni “concorrenti” permettono di caricare lo zip dello shapefile che forse è più comodo ….), e GeoTiff in futuro sono previsti altri formati. L’upload dello shapefile crea un layer POSTGIS e successivamente si possono caricare i metadati (ad oggi mi sembra di aver capito che si basa su GeoNetwork ma forse è in corso un’attività per usare pyCSW ….).

Il backoffice per fare authoring della mappa si basa su GeoExplorer di OpenGeo: è possibile fare anche editing dei dati via web.

E’ previsto il supporto di WMS esterni.

Il prodotto è open source e si può quindi scaricare da GitHub.: tra qualche mese dovrebbe essere rilasciata una nuova versione

E’ stata poi la volta di Michael Gould dell’ESRI Educational Community (da qualche anno in ESRI ma con un passato nel mondo GIS Open ….), che ha parlato a braccio di ciò che è ESRI, coma lavora, come si relaziona con il mondo Open Source ecc … Molte delle cose riportate erano notizie che chi segue un po’ i vari post sulle rete forse conosceva già (GeoPortal come prodotto open source, le estensioni di ArcGIS Dekstop per fare editing su OSM, ArcGIS Desktop Home Edition a soli 100 $ annnui, le recenti acquisizioni di GeoIQ e di Geoloqui, ecc … ), ma sentirli riassunti dalla viva voce di un autorevole esponente ESRI è stato comunque interessante. La notizia più “curiosa” è stata quella che ESRI paga i propri dipendenti su base oraria “anche quando sono fuori ufficio” (sostanzialmente si fidano della professionalità dei dipendenti ….): un modo un po inusuale di lavorare anche se immagino comunque per obiettivi.

Bert Spaan di Waag Society ha tenuto invece un intervemto su CitySDK Mobility, un progetto che ha visto coinvolti diversi partners europei (Amsterdam, Roma, Helsinky, Lamia, Lisbona, Istanbul, Manchester e Barcellona), in un contesto di smart city per la partecipazione e la mobilità.

L’obiettivo è quello di pubblicare dati per la mobilità come open data e fornire delle API specifiche per il loro utilizzo (trasporto e traffico).  Tutti i dati possiedono una proprietà (location), e sono strutturati ed esposti in modo multiplo (excel, csv, shapefile, drf, ecc …). La localizzazione è si importante ma è un attributo (comune), a tutti gli “oggetti” e il progetto mette enfasi sugli oggetti, ognuno dei quali ovviamente avrà attributi descrittivi diversi

Il concetto di “mobilità” è, nel contesto del progetto, parecchio allargato perchè tratta le informazioni sui mezzi pubblici, le mappe, gli orari. il meteo, le informazioni in tempo reale sul traffico, sino ad arriavre ad includere le informazioni crowdsourced.

Il progetto utilizza OSM sfruttando i livelli informativi di interesse: strade, ferrovie, fermate autobus, metro, ecc ..  e supporta standard quali GTFS.

Altre presentazioni:

  • Topologia in PostGIS 2.0 (Sandro Santilli): introduzione alla topologia in POSTGIS 2.0 con un po di storia, cos’è la topologia, il modello concettuale
  • R: software per statistica molto potente e con una integrazione anche con le parti spaziali e di mappa
  • OSGeo Live (Luca Delucchi)

La prima giornata si è poi chiusa con un ampio dibattito a ruota libera su OSM e il suo futuro: qualità del dato, rinnovamento e differenziazione del sito (utente finale, mappatori, sviluppatori, ecc .. hanno esigenze diverse e ad oggi c’è un solo sitoe tutti si atterra lì), modelli di business (fare o meno una sorta di OMS Premium con dati di maggiore qualità/ certificazione? Chi lo fa?), ecc …

Il secondo giorno (con un po di defezioni ….) si è aperto con GeoAvalanche (Francesco Bartoli), una soluzione open source (GNU GPL v3), per raccogliere informazioni georiferite sulle valanghe. La soluzione è basata su una personalizzazione di Ushahidi e ha una componente server basata su GeoServer.

Si è proseguito con una anticipazione di quello che sarà GRASS 7 (Luca Delucchi). Lo sviluppo è iniziato nel 2008 con un gruppo di core developeers di 7-8 persone.

Dovrebbe essere rilasciato nel 2013 anche se non esiste ancora una data e una schedulazione, e comunque scaricabile e disponibile per test su Linux, Windows e MacOS

Drasticamente restrutturato: eliminato codice non utilizzato, miglioramenti e bug fixing, new features. Ecco un breve elenco di alcune caratteristiche:

  • eliminato Tcl/Tk GUI e sostituito ocn wxPython GUI
  • migliorata la parte sui dati vettoriali
  • migliorata la parte di scripting Python
  • librerie 3D raster
  • SQLite è il sistema di default come libreria db (no supporto parti spaziali per ora solo alfanumerici)
  • POSTGIS connection diretta per editing
  • supporto temporal GIS
  • supporto WPS: è possibile esporre processi in GRASS  così che questi possano essere agganciati da motori WPS (es, PyWPS)
  • GUI; map swipe
  • GUI: animation
  • Python: semplifica la programmazione e l’uso dei comandi
  • GUI: semplifica la user experience e l’uso dello strumento

L’ultimo intervento a cui ho assistito prima di lasciare il camp è stato quello di Laurence Penny che ha illustrato l’evoluzione delle mappe stradali / turistiche sin dai primordi passando per gli antichi romani, il medioevo, e pian piano sino ai giorni nostri. E’ stato possibile vedere anche alcuni esempi reali con guide turistiche di fine ‘700  o ‘800 scoprendo così che cose che ad oggi affascinano quali Street View o i navigatori per auto in realtà erano concetti e “implementazioni” già fatte più di 100 anni fa ovviamente su scala ridotta e con “tecnologie” completamente diverse.

Ecco un po di foto dell’evento: primo giorno e secondo giorno.

Aggiornamento (21/01/2013): corretti alcuni riferimenti ai nomi dei relatori su segnazione di Paolo Corti (grazie!) del quale vi segnalo anche il commento al post per ulteriori dettagli su GeoNode

ESRI User Conference 2012: i primi video della sessione plenaria


Sono stati pubblicati i primi video della sessione plenaria di apertura della ESRI User Conference 2012.


Fonte: ESRI

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ESRI GeoDesign Summit 2012: disponibili i video della conferenza


Dal 5 al 6 Gennaio 2012 si è svolto presso il quartier generale della ESRI a Redlands il GeoDesign summit 2012.

 

L’evento è di particolare interesse ed è rivolto a chi debba utilizzare i sistemi goegrafici nela pianificazione e progettazione.

Sono disponibili i video degli interventi.

Fonte: ESRI Video

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Augmented Reality: continua la strada per la definizione degli standard


Su GeoMobile Blog è stato pubblicato un post che riassume gli argomenti trattati nel Fourth International AR Standard Meeting tenutosi a Basilea il 24 e 25 ottobre 2011.

Utile per seguire l’evoluzione e la convergenza degli standard di questa tecnologia emergente.

Fonte: GeoMobile Blog

FOSS4G 2011: alcune note


Dal 12 al 16 Settembre a Denver si è svolto il FOSS4G 2011, la principale conferenza mondiale sul Free and Open Source Software for GIS.

Mentre lo scorso anno sono riuscito a partecipare, visto che la conferenza si è tenuta a Barcellona, quest’anno gli elementi salienti di questo evento ho cercato di raccoglierli dai post e articoli di coloro che vi hanno partecipato direttamente.

Ovviamente vi saranno delle lacune e magari anche delle possibili imprecisioni, ma credo che i trend di dove sta andando, o almeno indirizzando, l mondo open source GIS sia possibile ricavarlo.

INTRODUZIONE
La conferenza ha visto partecipare 900 persone metà delle quali provenienti dagli USA, circa 150 Europei e il Giappone come unico paese asiatico rappresentato (forse è questa la ragione per cui il prossimo anno la conferenza di terrà a Pechino?)

Il chairman della conferenza è stato Peter Batty, entrato di recente nel board di OSGeo, e che prima ha ricoperto il ruolo di CTO in due grossi attori commerciali del mondo GIS, Intergraph e GE Smallworld.

Batty ha esortato a mantenere la conferenza fedele alle proprie origini quindi maggiormente concentrata sugli aspetti tecnologici e meno sugli aspetti commerciali o di “marketing / vendita” (anche se poi, come trattato in seguito, si è ampiamente discusso di modelli di business applicati o da applicare al mondo open source).

Dal suo punto di vista lui ha dichiarato che non vede significative differenze in termini di costi tra software proprietario e software open source: occorre bilanciare, infatti, tutta una serie di aspetti, che vanno dai costi di licenza / manutenzione vs i costi di sviluppo, i costi e il livello del supporto (spesso più efficace nel mondo open source), ecc … ..

Anche lui come sempre più spesso viene proposto (vedi note ESRI UC 2011), suggerisce un approccio “misto” di tecnologie commerciali e open source cercando di andare a cogliere il meglio che i due mondo possono offrire per raggiungere gli obiettivi di progetto.

Lo stesso è stato sostenuto da Dale Lutz che ha portato l’esperienza di come un’azienda commerciale come Safe Software leader di mercato nel mondo degli ETL Spaziali faccia uno di un mix di prodotti propri e della comunità open source per perseguire i propri obiettivi e mantenere la posizione di mercato raggiunta, con particolare attenzione nel loro caso ai license agreement da rispettare nel momento in cui Safe vende i propri prodotti.

ASPETTI GENERALI

Modelli di business— Sembra che al di fuori degli aspetti tecnici uno degli argomenti maggiormente dibattuti siano stati i modelli di business. Paul Ramsey ha dedicato l’intera sua presentazione a questo argomento e ha sostenuto che l’open source NON è un modello di business bensì una tattica d business, un modello di far software e di distribuirlo abilitato da modelli di licenza particolari.

Conferenza FOSS4G o Conferenza OSGeo?— Sembra che si sia dibattuto se continuare a promuove l’organizzazione OSGeo o la conferenza FOSS4G. Entrambe infatti hanno assunto notorietà ma si avverte un po’ di confusione legata al fatto che gli obiettivi di entrambi sono simile sovrapposti, promuovere il software GIS open source come valida alternativa ai prodotti commerciali. Potrebbero quindi esserci anche novità in merito (prevale uno dei due sull’altro? Nuovi brand? Vedremo).

ASPETTI TECNICI

Mapnik — Sembra che ogni sessione di presentazione avesse un qualche componente di Mapnik coinvolto. Questo strumento sta diventando una sorta di “must” nel panorama degli engine cartografici del mondo GIS, quindi sembra che Mapnik sia la scelta inevitabile per chiunque desideri produrre mappe di qualità nel mondo open source.

Map Tiling— Al netto delle soluzioni per implementare il concetto sembra essere stato un aspetto ampiamente condiviso. Le nuove tendenze vanno ora nella direzione di gestire i map tiles direttamente in un database ad esempio con soluzioni che vedono coinvolte SQLite e MapProxy. Anche Apache ha presentato sull’argomento un modulo chiamato MapCache con un benchmark e la sua possibilità di integrazione nello stack di MapServer. Una soluzione interessante è quella proposta da NodejsMapnik (ebbene si, ancora lui), che si presenta come una soluzione di sviluppo javascript server-side particolarmente interessante per architetture SOA. Perle necessità di autenticazione rendering distribuito, styling e tiles in un ambiente server non-monolitico questa sembra essere una buona soluzione. L’unico punto debole, non secondario però, è il diverso grado di maturità e stabilità delle due componenti della soluzione, Mapnik sicuramente più stabile rispetto a Nodejs che sta evolvendo molto più rapidamente.

GeoNetwork— E’ stata presentata la versione 2.8 di GeoNetwork la cui caratteristica saliente è di separare la componente client da quella server, oltre a migliorare la parte di editor di metadati. Sarà resa disponibile anche la possibilità di caricare shapefile on-the-fly come layer (sarebbe interessante vedere la funzionalità in azione e quali siano i limiti imposti sulla dimensione dello shapefile, per verificare quanto sia effettivamente utilizzabile questa funzionalità in casi d’uso reali).

PostGIS — Nel corso della conferenza è stato annunciato PostGIS 2.0 che arriverà nel corso del 2012. Già oggi l’estensione spaziale di PostgreSQL è ampiamente presente ed utilizzata nelle soluzioni presentate e con l’avvento delle novità che saranno rese disponibili dalla prossima release (ad esempio il nuovo supporto dei dati raster, supporto del 3D, nuove funzionalità per lo snapping o lo slipping delle geometrie, modelli topologici, ecc .. (presentazione di Regina Obe e Leo Hsu), PostGIS non avrà praticamente alternative come soluzioni di data base open source anche per la componente spaziale dei dati. In ogni caso inizia a passare il messaggio che, indipendentemente dal data base utilizzato, spostare logiche elaborative e di business dal GIS desktop verso il database (e in generale, server side con esposizione di servizi), aiuta a “liberare” le potenzialità della tecnologia GIS ampliandone l’utilizzo e favorendone il riuso. Sempre in ambito PostGIS una delle presentazioni di maggiore interesse sembra essere stata quella relativa alle soluzioni offerte da PostGIS per la replica dei dati. Questa funzionalità si basa completamente su quello che, sulla stessa tematica può offrire PostgreSQL 9.0 e precisamente la streaming replication, adatta per repliche di una intera istanza (come nel caso di high availability),e la table-based replication disponibile attraverso pacchetti terzi quali Slony e Skytools.

QGISQGIS come soluzione GIS Desktop viene usato praticamente da chiunque e rappresenta la principale scelta in questo campo. Anche altre soluzioni come gvSIG o uDIG mantengono un discreto ambito di utilizzo ma QGIS sta rapidamente guadagnando ampie fette di utenza. Combinando QGIS e Mapnik si possono creare cartografie di qualità altrimenti non così facilmente ottenibili.

JavaScript vs Flex / Silverlight — Ovviamente in un contesto di una conferenza open source no sorprende ma in questi contesti c’è uno scarso utilizzo di utenti Flex / Silverlight a fronte di un mappa base di utenza che fa affidamenti a Javascript (evoluto) / HTML 5. Da questo punto di vista le soluzioni basate su Flex / Silverlight vengono viste come soluzioni legacy.

Front End — Storicamente le interfacce grafiche dei prodotti GIS (sia web gis sia dekstop) hanno sempre peccato di una scarsa qualità delle componenti di front end sino ad arrivare a livelli di inutilizzabilità da parte di utenti ordinari e non tecnici. Questo perché, spesso, sono state pensate e realizzate da tecnici per tecnici. Lo dimostra per certi versi l’entrata in campo anni fa di un attore “pesante” ma estraneo a questo mondo come Google, che ha portato modelli e paradigmi completamente nuovi o oramai standard de facto adottati e di riferimento anche per gli operatori tradizionali del mondo GIS. Anche il fronte open source non è esente da queste considerazioni se si pensa alle interfacce di molte soluzioni FOSSG. Qualcosa sembra che si stia muovendo anche su questo fronte: i riferimenti sono Vizzuality e Development Seed

Cloud & Mobile — Cloud e Mobile sono due trend del mondo IT che interessano fortemente in modo GIS sia sul fronte commerciale sia quello open source. L’open source gis è di particolare attrazione per quelle aziende che sviluppano applicazioni cloud-based in quanto i tradizionali modelli di licensing possono essere economicamente molto onerosi quando si abbiamo necessità di scalabilità su diversi server.

Open Data — anche il trend degli open data interessano fortemente in modo GIS sia sul fronte commerciale sia quello open source sicuramente più il secondo vista la stretta vicinanza di concetti.

WFS — interessante presentazione che ha cercato di confrontare il WFS-Transactional con geoJSON utile per comprendere l’implementazione e le performance di questo standard con GeoServer / MapFish. Sono emerse aspetti sia sul formato GMS sia sulla mancanza di adeguata documentazione e la carenza di fruitori compliant sul mercato

GeoScript — il prodotto GeoScript di presenta come una libreria di geoprocessing basata su GeoTools utilizzabile in diversi ambienti di scripting (Javascript, Python, Scala e Grovy)

WPS — il protocollo sembra oramai aver raggiunto il livello di maturità stabilità da poter essere utilizzato in casi progettuali reali. E’ stata fatta una interessante presentazione in cui sono state comparate diverse soluzioni quali PyWPS, degree, 52 North, Zoo-Project, GeoServer, Constallation.

OpenLayers — è stata presentata in anteprima (nota: ad oggi ufficiale), la versione 2.11 di OpenLayers. Le principali novità riguardano la disponibilità i versione definitiva del supporto per il mobile già disponibli in beta dopo il Code Sprint di Losanna di qualche mese fa (vedi post precedenti).

ASPETTI LEGATI AI PROGETTI

National Broadband Map — Il progetto National Broadband Map è noto da mesi ed è stato realizzato dalla Federal Communication Commission (FCC). Rappresenta il più significativo esempio di quanto le tecnologie FOSS nel campo GIS siano oramai mature per progetti anche di grosse dimensioni e livelli di carico. La pila tecnologica utilizzata nel progetto è completamente basata su software open e nel primo giorno di pubblicazione sul web dell’applicazione ha ricevuto 158.123.884 contatti (!!!!!). Ma la cosa più importate che è emersa dalla presentazione si Michael Byrne che l’FCC è arrivata a questa scelta dopo una serie di benchmark attraverso prototipi che i hanno via via rassicurati che la scelta di andare verso l’open source era la corretta direzione in quanto nelle prove questo era quello che emergeva in termini di velocità, flessibilità e aspettative di traffico.

Open Street Map — Nell’ambito delle presentazioni fatte su OSM e il suo utilizzo nei progetti è emersa una interessante applicazione che permette di fare una verifica degli indirizzi tramite un’applicazione mobile. E’ stato anche ipotizzato l’utilizzo di OSM come data transfer catalyzer, nell’ambito della diffusione di INSPIRE. L’idea è che quando le amministrazioni nazionali e locali dovranno i loro dati nella infrastruttura geospaziale INSPIRE, queste potrebbero importare i propri dati nell’infrastruttura OSM poi trasformarli ed estrarli da SOM secondo le specifiche INSPIRE (mi sembra, viste le problematiche che già esistono all’implementazione operativa di INSPIRE un aspetto piuttosto futuristico anche se affascinante per certi versi)

Quebec Public Safety Ministry — il progetto utilizza uno stack applicativo completamente open source basato su MapServer, TileCache, PostGIS, GeoExt e OpenLayers utilizzato in una web application denominata G.O.LOC e per rendere disponibili web map services destinati al supporto del centro di emergenza 9-1-1. Un altro esempio del livello di maturità raggiunto dalla tecnologia FOSS4G.

CONCLUSIONI

Per quanto la conferenza sia nata e prosegua su un filone tecnologico, iniziano a trattarsi anche modelli di business in quanto le realtà produttive che non siano gli attori medio – grandi presenti alla conferenza stessa, devono trovare modalità di sostegno economico per le loro attività e per proporre i loro prodotti / soluzioni / servizi.

Sembra che non ci sia una crescita in termini numerici di questi attori che riescano a fare business basandosi e offendo prodotti open source legati al mondo GIS. L’evidenza sembra sia emersa proprio dal piccolo numero di esibitori alla conferenza, messa ancora più in evidenza se non si contano in questo numero i grossi attori quali ESRI Safe Software, MapQuest e DigitalGlobe, queste ultime due localizzate a Denver.

Arnulf Christ, presidente di OSGeo, ammette che non è così facile o forse loro non sono stati così bravi a cercare di dimostrare i ritorni dell’investimento in open source. Per OSGeo la presenza di Peter Batty, sfruttando la sua esperienza fatta in realtà commerciali del mondo GIS può aiutare a sbloccare la situazione.

Infine la location per il FOSS4G 2012: Pechino!!!!

Fonti:
The guide to what was important at FOSS4G for people who didn’t go to FOSS4G 2011http://www.spatiallyadjusted.com
Sito della conferenza FOSS4G 2011
Elenco presentazioni FOSS4G 2011
The guide to what was important at FOSS4G fro people who didn’t go to FOSS4G 2011 – Spatially Adjusted
What to expect at FOSS4G 2011 – DirectionsMag
OpenGeo – FOSS4G day #0 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #1 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #2 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #3 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #4 – blog.opengeo.org
OpenGeo – FOSS4G day #5 – blog.opengeo.org
FOSS4G 2011: tiles, geonetwork, arcgis, geoscript, emergency apps and more … – slashgeo.org
FOSS4G 2011: Opening Plenary Session – apb.directionsmag.com
FOSS4G 2011: Opendata, OpenLayers, Mobile, Nodejs-Mapnik.OpenAerialMap
– slashgeo.org
FOSS4G 2011: Where Code Swaps Mix with Business; Well not taht much business – apb.directionsmag.com
The Free and Open Source Software for GeoSpatial (FOSS4G) Conference Wrap Up – DirectionsMag