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Una vecchia bici (da donna …), un tablet (in prestito …), un pò di tempo ed ecco come farsi lo StreetView del proprio Comune

30 agosto 2015 7 commenti

Quanti di voi già conoscono Mapillary? Quanti lo hanno già usato? Quanti vi hanno già contribuito? Se le risposte sono, “no”, “no” e “no” allora vi suggerisco di fare prima un giro informativo sul sito ufficiale del progetto, poi di tornare qui per capire come potete realizzare lo street view del vostro comune, quartiere, zona di interesse, ecc …

Citando Wikipedia riporto …. “… Mapillary (mapillary.com) è un servizio per condividere foto georeferenziate sviluppato da una startup, con sede a Malmö, Svezia. I suoi ideatori vogliono rappresentare il mondo intero (non solo le strade) con delle foto. Ritengono che per coprire tutti i posti interessanti nel mondo siano necessari un progetto crowd-sourced indipendente e un approccio sistematico alla copertura di aree interessanti. I servizi come Google, che utilizzano auto equipaggiate con speciali fotocamere, non riusciranno a coprire il mondo con dettaglio sufficiente. Secondo loro, la conoscenza locale è quasi imbattibile, e solo gli abitanti sanno cosa veramente sia importante quando si scatta una foto. Sono interessati alla copertura di qualunque posto all’aperto, e possono contribuiere a un sistema che rappresenta il mondo con un alto livello di dettaglio. La maggior parte della elaborazione di immagine è fatta lato server usando tecnologie Big data e di visione artificiale, rendendo la raccolta dei dati estremamente semplice per l’utente. Pertanto, Mapillary migliora con ciascuna nuova foto, perchè ogni nuova foto è messa in relazione con tutte le foto esistenti nel suo intorno. ……. I contributori possono installare la app Mapillary su smartphone Android o iPhone, sono noti casi di successo persino su dispositivi Kindle App Store, Jolla e Blackberry che possono eseguire app Android. Dopo la registrazione, l’utente può cominciare a scattare foto ….

Quindi in sostanza Mapillary è:

  • un sistema crowd-sourced per raccogliere fotografie georiferite nel mondo e realizzare un’alternativa al prodotto Street View di Google
  • un’app di semplice utilizzo con cui fare fotografie, o serie di fotografie, delle zone di interesse

Le immagini su Mapillary possono essere usate secondo la licenza internazionale Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 (CC-BY-SA). Un permesso speciale è concesso per derivare dati dalle foto per contribuire ad OpenStreetMap. Le tracce GPX possono essere usate senza restrizioni. La licenza è stata cambiata il 29 aprile 2014 da CC-BY-NC a CC-BY-SA.

Il sistema di stà rapidamente diffondendo in giro per il mondo …

Mapillary-world

…. sicuramente in evidenza l’Europa, in particolare dalla Germania andando verso nord ….


mapillary-europe

mentre in Italia è ancora poco presente ed in modo non strutturato.

mapillary-italy

Tuttavia è un sistema che, con davvero poco sforzo e praticamente senza necessità di nessun background tecnico (ad esempio è molto più semplice che non mappare su OpenStreetMap con ID o con JOSM ….), permette di produrre risultati interessanti ed immediatamente visibili, anche perchè i tools che Mapillary stà pian piano mettendo a disposizione (o ha in sviluppo ….), stanno migliorando ed aumentando così come pure la disponibilità di API ne permette un uso anche a terzi (canale ancora poco utilizzato a dire la verità, forse legato al fatto che deve aumentare la disponibilità di zone completamente e ben mappate).

Nella sostanza è sufficiente saper fare delle foto usando uno smartphone / tablet ed usare qualche piccola accortezza: la app di Mapillary permette di fare foto “singole” o “sequenze” (queste si possono catturare ogni 2 secondi camminando, andando in bicicletta, andando in auto, ovviamente in questi ultimi due casi è necessario fissare in un qualche modo il dispositivo ….).

Terminata la sessione di mapping, è possibile rivedere le fotografie, elminare quelle venute male e provvedere all’upload sul server: dopo qualche ora le vostre fotografie sono già disponibili ….. a chiunque!!

Mapillary fà in realtà molto di più ma non mi dilungo sui dettagli e, come detto in precedenza, vi rimando al sito.

Partendo da questi presupposti ho provato a vedere cose riuscivo a fare nel mio piccolo comune cosa che, per chi interessato, può tranquillamente replicare per la propria area di interesse.

Ecco cosa ho utilizzato:

  • una vecchia bici da donna
  • un tablet (in prestito, nello specifico un IPAD Mini …)
  • un supporto per il tablet da montare sulla bici (per evitare che cadesse): unica spesa fatta (circa 30 Euro)
  • qualche ora libera per girare in bici per le strade del comune (si può anche ottenere lo stesso risultato andando a piedi o in automobile)

Ecco alcune immagini del miscuglio di tecnologie 1.0 e 2.0 …. 🙂

SAMSUNG

SAMSUNG

Il risultato finale è questo (cliccare sull’immagine per aprire Mapillary sulla zona …) ….

Mapillary-Carignano

Ed ecco qualche dettaglio ….

Carignano-1

Carignano-2

Carignano-3

Quindi posso dire (con un pò di orgoglio ?!), che ora il mio comune è praticamente uno dei pochi comuni Italiani  completamente mappato su Mapillary!

Ovviamente ora si può migliorare aggiungendo immagini di dettaglio dei punti di maggiore interesse e chiunque, oltre me, lo può e lo potrà fare ed il sistema migliorerà da solo.

Qualche dettaglio / suggerimento per chi volesse replicare:

  • cercate, nell’ambito del possibile, di evitare di fotografare persone, targhe automobilistiche, ecc … In ogni caso, una volta fatto l’upload delle immagini su Mapillary, è possibile controllare le proprie immagini ed intervenire, in post processing, editando le immagini “oscurando” (blur) parti di esse per rendere irriconoscibili volti, targhe automobilistiche, particolari, ecc … (Mapillary cerca di farlo per voi in modo automatico ma è comunque sempre consigliabile una verifica ed un intervento umano ….)
  • cercate, nell’ambito del possibile, di catturare immagini o sequenze in orari con poco affollamento
  • percorrete le vie in entrambi i sensi di marcia: se possibile anche catturando immagini lateralmente quindi l’optimum sarebbe percorrere una via in entrambi i sensi di di marcia catturando immagini frontalmente e poi, nuovamente percorrere la via catturando immagini letaralmente. Ecco un esempio di quello che si ottiene ruotando a 360° sullo stesso punto

DettaglioCarignano1

DettaglioCarignano2

DettaglioCarignano3

DettaglioCarignano4

Particolare interessante presente da qualche mese, è che Mapillary prova a riconoscere i vari segnali stradali presenti sulle vostre fotografie, permettendo così di avere la georeferenziazione degli stessi (ovviamente è bene anche qui fare un post processing per verificare la bontà del riconoscimento automatico

CarignanoSegnali

Al netto di iniziative “singole” come la mia, fattibili su aree mediamente piccole, Mapillary si presta a “eventi” di mapping di gruppo, ad esempio quello recentemente svoltosi presso l’area archeologica di Pompei che ha permesso di portare sulla piattaforma le immagini georiferite di una parte significativa dell’area archeologica visitabile.

L’esperienza è quindi replicabile presso altre aree di particolare interesse.

Lo stesso principio di potrebbe applicare coinvolgendo le scuole, magari nei periodi delle loro gite scolatische o in aree di particolare interesse che si voglia valorizzare coinvogendo gli studenti, magari associandovi dei meccanismi di “gaming” per rendere la cosa più interessante.

Da provare ……. in fondo basta veramente poco!

Crowdmapping: se ne parla sempre più spesso


Seguendo sulle rete le news legate al mondo GIS e i suoi dintorni,  in questi ultimi tempi emerge in misura crescente l’interesse sul fenomeno del crowdmapping.

Iniziano ad esserci esperienze o tentativi di un maggiore coinvolgimento della componente volontaristica da parte di Enti, Pubbliche Amministazioni, ecc .. nel processo di raccolta e condivisione distribuita delle informazioni georiferite.

Le modalità sono le più diverse ed eterogenee, ma il segnale comune sembra essere quello che due mondi, quello delle istituzioni pubbliche che “ufficialmente” detengono i dati e il mondo del VGI (Volunteered Geographic Information) in generale, inizino a parlarsi cercando collaborazioni ed interazioni.

Sicuramente il movimento degli Open Data ha contribuito a creare il terreno con l’humus giusto su cui basare queste collaborazioni, anche perchè una volta che i dati sono resi liberamente disponibili, occorre capire come gestire i processi di aggiornamento del dato stesso, che oggi potrebbero avere modalità e canali diversi rispetto  al recente passato, si pensi alla distribuzione dei dispositivi mobili in grado di raccogliere o comunque fornire supporto ed essere abilitanti per la raccolta / aggiornamento di molti dati, e all’esistenza di realtà / comunità come quella di OpenStreet Map in grado di avere una platea molto ampia di potenziali (ed entusiasti …), contributori.

In questo contesto riporto alcune delle iniziative che considero più significative.

HealthMap, la crowdmap per le emergenze sanitarie (fonte: Sardinia OpenData), è un progetto basato su Ushahidi che offre una mappa utilizzata per monitorare epidemie e informazioni sulla salute in tutto il mondo.

La mappa, gestita da un team del Boston’s Children’s Hospital,  rappresenta i tipi di malattia e luoghi in cui si manifestano, il numero di casi, gli avvisi e gli avvertimenti di eventuali epidemie

Lo strumento include anche informazioni sui sintomi della malattia, così come una serie di dati sulla salute degli animali e dell’ambiente.

I dati vengono estratti da diverse fonti aperte, relazioni dei testimoni oculari, aggregatori di notizie on-line e validati rapporti ufficiali. Le fonti includono dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Organizzazione mondiale per la salute degli animali, l’alimentazione e l’agricoltura (UN) e altri.

Attraverso un processo automatico, i dati vengono analizzati ogni ora, prendendo in considerazione le diverse tipologie di malattia e la loro posizione, che man mano vengono ritirate dal set di dati.

HealthMap è disponibile online e su dispositivi mobili, come Android e iPhone.

HealthMap anche creato l’applicazione Outbreaks Near Me, che fornisce le ultime segnalazioni di epidemie e malattie infettive. Inoltre, è stata creata anche Flu Near You, che tiene traccia della diffusione del virus dell’influenza chiedendo ai partecipanti di compilare sondaggi periodici sullo stato di salute. Infine c’è il Vaccine Finder che può essere aggiunto al tuo sito web sotto forma di widget.

Lo U.S. Geological Survey  ha attivato un programma denominato The National Map Corps (fonte: @pietroblu) che ha come obiettivo quello di espandere il coinvolgimento dei volontari nel migliorare la raccolta delle informazioni sia aggiungendo nuove features, sia correggendo dati esistenti usando The National Map database. I livelli informativi coinvolti sono scuole, ospedali, uffici postali, stazioni di polizia, ecc ….

Sono già stati fatti dei progetti pilota in Colorado che hanno avuto una durata di 10 mesi coinvolgendo 143 volontari che hanno operato su più di 6.400 strutture.

Ora il progetto saràò esteso ad altri stati americani quali: Arkansas, Alaska, Colorado, Delaware, Georgia, Idaho, Maryland, Michigan, Montana, North Dakota, New Jersey, New Mexico, Ohio, Oregon, South Carolina, Utah, Washington, West Virginia.

I dati raccolti grazie ai volontari saranno disponibili agli utenti “free of charge

La città di Chicago ha deciso di utililizzare GitHub per condividere i propri dati con gli utenti sollecitandone i fork per gli aggiornamenti.

github-chicago

L’utilizzo di GitHub per tale scopo è senz’altro di interesse e quindi degno di nota.

Questa iniziativa non ha intenzione di andare a sostituirsi al portale degli open data di Chicago,  ma è stata presentata come un esperimento per testare un modello collaborativo.

La scelta di GitHub è stata fatta in quanto lo strumento permette di fare download, fork e merge sui dati originali analogamente a come avviene per la gestione software per cui lo strumento è principalmente utilizzato.

E sin qui abbiamo esempi di crowdsourcing spontaneo, ma riporto anche un  riferimento di un caso di crowdsourcing diversamente spontaneo nell’utilizzo di tools di CAPTCHA per riconoscere o verificare un numero civico all’interno della piattaforma Blogger di Google all’atto della conferma di commenti a dei post, cosa che ovviamente sembra essere un po’ per lo meno borderline rispetto ad un coinvolgimento consapevole da parte dell’utente.

 

Import party su OpenStreetMap a Mestre Venezia il 23 Febbraio.


Segnalo questa bella inziativa che è apparsa oggi sulla pagina Facebook di OpenGeoData Italia.

Il 23 Febbraio a Mestre Venezia si terrà un “import party” in occasione dell’OpenDataDay in cui si utilizzeranno gli open data del Comune di Venezia. Un interessante utilizzo degli open data geografici messi a disposizione da parte della P.A che vengono integrati nel più grande progetto di crowdmapping. Tra gli obiettivi c’è anche quello di cercare di realizzare un how-to in modo tale che l’iniziativa, se di interesse, possa essere replicata.

Fonte: OpenGeoData Italia

OpenStreetMap: chi fa cosa dove

30 settembre 2012 Lascia un commento

E’ finalmente stato realizzato un interessante e utile tool che permette di visualizzare su una mappa chi sta facendo cosa e dove su OpenStreetMap, permettendo anche di monitorare un’area per conoscere le attività in corso.

Il tool si chiama WHODIDIT

Nell’immagine, tratta dall’help dello strumentp sono evidenziate in sintesi le funzionalità offerte.

Decisamente utile!

Fonte: OSM Talk

Wired propone la mappa delle scuole a rischio sismico

17 settembre 2012 1 commento

E’ apparso oggi su Wired un articolo molto interessante sullo stato del rischio sismico delle scuole in Italia.

Al netto del contenuto dell’articolo, che suggerisco in ogni caso di leggere per avere un quadro, con tanto di numeri, di quella che è la situazione reale dello stato di sicurezza delle scuole, cito questa esperienza in qunato viene anche proposto come obiettivo quello di andare a realizzare la mappa delle scuole a rischio sismico con il libero contributo di tutti.

Una nuovo esempio di  crowdmapping “dal basso”  che cerca di sopperire alla mancanza di dati e informazioni liberamente disponbili.

Dalla lettura dell’articolo infatti emerge come questi dati non siano disponibili o, qualora lo siano, vengano forniti con reticenza e con modalità e formati che di certo non ne facilitano il loro utilizzo (si vedano le difficoltà che hanno avuto gli autori per arrivare ad un dato omogeneo e mappabile !!! ).

Viene ancora una volta evidenziata l’importanza di avere dati e informazioni in modalità open data.

Per i dettagli sulla mappa. per quello che ne ho potuto cogliere è stato utilizzato CartoDB.

Fonte: Wired

 

OpenStreetMap: un’analisi dell’attività dei contributori del progetto


Il progetto OpenStreetMap ha superato i 500.000 membri a fine 2011. Ma quanti sono quelli che contribuiscono attivamente al progetto? E questi, da dove provengono?

E’ stato recentemente pubblicato uno studio che dimostra che solo il 38% dei membri registrati ha eseguito almeno ,un’operazione di editing, e che solo il 5% contribuisce attivamente a lprogetto in modo produttivo, la maggior parte di questi sono in Europa (72%).

Fonte: OpenGeoData

OpenStreetMap: OpenStreetView e OpenBuildingsModel


Nel mondo OpenStreetMap riporto queste due interessanti iniziative, con diverso grado di evoluzione:

Il primo è OpenStreetView, è un progetto discusso al State Of The Map 2009 da John McKerrell e lanciato nel Settembre 2009.Gli obiettivi del progetto sono di creare un grande database con licenza open della fotografia a livello di strade. Le foto possono essere caricate nel sistema da chiunque si sia iscritto ed abbia un account. Tutte le foto devono essere moderate da un numero di persone (attualmente 3) per assicurare che siano appropriate al progetto. Una volta che la foto è stata moderata, sarà poi visibile dalle query API e verranno visualizzati sul sito da chiunque, che sia registrato o meno.

Per maggior dettagli: il progetto, per quanto interessante come idea, non sembra al momento avere avuto grosso successo.

Il secondo è OpenBuildingModels, che è un progetto seguito dal prestigioso Dipartimento di GeoScience dell’ University of Heidelberg, che si propone come repository open source di modelli 3D di edifici

Per maggior dettagli: il progetto è appena all’inizio (è disponibile una prima versione beta on line), e i primi modelli possono essere caricati, ma sembra essere molto promettente-

Fonte: Slashgeo