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Apple WWDC 2012: novità anche sul fronte mappe


Durante il WWDC 2012, tra le altre novità, Apple ha presentato ufficialmente la sua soluzione di mapping per il mobile

La parte relativa alle mappe inizia intorno al minuto 98.30.

Fonte: Apple

Open StreetMap e Google Map Maker: un interessante confronto

18 febbraio 2012 2 commenti

In un interessante post di Mikel Maron apparso su Brain Off viene fatto un confronto di quello che può essere fatto utilizzando Open StreetMap (OSM) e che, al tempo stesso e per varie ragioni, non può essere fatto utilizzando Google Map Maker (GMM).

L’articolo è sì “un po’ di parte” ma al tempo stesso evidenzia le opportunità che gli open data, gli strumenti ad essi associati e il crowdsourcing possono mettere a disposizione.

Mi permetto di riprendere buona parte del post, visto che non è farina del mio sacco, con il solo obiettivo di dare una più ampia diffusione.

L’Afghanistan non è una zona mappabile con GMM per ovvie ragioni politiche: alcuni ragazzi afghani utilizzando GPS, SmartPhones e Walking Paper stanno contribuendo a mappare Jalalabad e il suo circondario sfruttando il fatto che con OSM è possibile andare in diversa forma “sul campo” arrivando al limite a parlare con le persone per mappare correttamente la realtà dei luoghi mentre con GMM è possibile solo tracciare geometrie su una base formata da una immagine.

Ecco la differenza delle informazioni disponibili per Jalalabad in OSM e in Google Maps

Altro esempio è TapTapMap realizzata ad Haiti per mappare i percorsi degli autobus. In OSM ciò è possibile mentre in GMM no e in generale nel mondo Google è direttamente Big G che mette a disposizione queste informazioni raccogliendo i dati con accordi fatti direttamente con le agenzie / società di trasporto pubblico. (vedi tra l’altro i seguenti post 1 e 2   sul formato GTFS e sulle sue potenzialità di utilizzo). Ad Haiti, come in altri posti dove NON esistono autorità che mappino e controllino i percorsi, OSM rende possibile avere comunque una mappa di pubblica utilità semplicemente prendendo uno di questi autobus attivando il proprio GPS.

Un altro progetto che sicuramente non avrebbe potuto essere realizzato senza OSM è la Tourist Map della striscia di Gaza prodotta da una spin-off company dell’università che ha partecipato alla copertura in OSM della striscia di Gaza. Anche in questo caso, per ovvie decisioni politiche, questa zona non può essere mappata in Google.

Ecco un estratto della tourist map:

Ecco la differenza delle informazioni disponibili per la striscia di Gaza in OSM e in Google Maps

Infine una considerazione di tipo generale che sottolinea le differenze tra OSM e GMM: OSM permette di utilizzare fonti dati satellitari eterogenee come si è dimostrato nelle recenti tragedie nelle Filippine, Haiti, ecc .. mentre GMM utilizza esclusivamente sorgenti dati controllate da Google stessa.

Per chi fosse interessato a quelle che sono le iniziative umanitarie che vedono coinvolto OSM il riferimento è HOT, Humanitarian Open StreetMap Team

Fonte: Brain Off

Utilizzo del crowdmapping in ambito sanitario: il progetto AED4.us


Partendo dal presupposto che utilizzando uno smartphone sia possibile localizzare “risorse” di interesse nell’intorno della nostra posizione corrente, Lucien Engelen ha presentato al TED un’interessante proposta progettuale che mira, sfruttando il crowdmapping, a realizzare una mappa dei defibrillatori. Il progetto si chiama AED4.us

Ecco invece il video presentato ao TED

Di particolare interesse anche i commenti al video, in particolare quelli legati agli aspetti della privacy.

Fonte: TED

Segnalazioni sul territorio, disaster management, ecc ..: lo standard OGC GeoSMS può essere utile


Tra i vari standard proposti da OGC il GeoSMS è probabilmente poco noto e ancora a livello di “candidate”,  ma potrebbe rivelarsi particolarmente utile e interessante se utilizzato per raccogliere segnalazioni sul territorio in particolare se associato a dispositivi mobili dotati di GPS, come i sempre più diffusi smartphone e ad app dedicate che semplifichino la raccolta georiferita e multimediale di informazioni / eventi.

Ecco un piccolo video che illustra come e in quali situazioni  si potrebbe utilizzare e sfruttare il protocollo

Il seguente post si illustra come la  piattaforma Ushahidi intenda includere il supporto del protocollo all’interno della sua soluzione mobile così che possa essere  utilizzata in contesti diversi per raccogliere informazioni geo-taggate.

Fonte: Ushahidi Blog

Social Networking, geo-localizzazione e privacy: scegliamo consapevolmente?

9 ottobre 2011 2 commenti

Creepy è un pacchetto software per Windows o Linux (in corso in porting per MacOS), il cui obiettivo è quello di analizzare le “tracce” lasciate da un individuo sui servizi di social networking utilizzando l’informazione pubblica resa disponibile riportando su una mappa l’insieme delle loro geo-localizzazioni.

E’ possibile, infatti, inserire uno username Twitter o Flickr (o utilizzare l’utility di ricerca predefinita), utilizzare il bottone “Geolocate Target” e Creepy, sfruttando le API pubbliche offerte dai servizi di social networking recupera, ogni foto o tweet che sia stato pubblicato da quello username analizzando per ognuno di questi un elemento cruciale dell’informazione: la localizzazione dell’utente nel momento in cui la foto o il tweet è stato pubblicato.

Mentre il settaggio della geo-localizzazione su Twitter è opzionale, per le immagini acquisite con uno smartphone questo, in modo completamente trasparente all’utente, registra l’informazione della localizzazione nel campo EXIF dell’immagine. Creepy individua le foto, effettua il download, e ne estrae l’informazione della localizzazione (nota: ok ci sono tool che permettono di eliminare l’informazione della geo-localizzazione dall’immagine della fotografia ma quanti, soprattutto tra i più giovani che sono la base degli utenti dei social network, li utilizzerebbero?)

Terminata l’elaborazione il prodotto presenta una mappa che visualizza ogni geo-localizzazione trovata.


Mentre la singola localizzazione di un tweet o di una fotografia potrebbe non dire molto, il vedere l’insieme di tutte queste informazioni su una mappa rivela molto di più. Leggi tutto…

Sviluppo di applicazioni su piattaforma mobile: quali soluzioni?

8 ottobre 2011 1 commento

La sempre più ampia diffusione di dispositivi mobili, siano essi smartphone o tablet (vedi i dati riportati del numero di possessori di smartphone nel mercato USA nel mio recente post), apre grandi opportunità a tutti coloro che hanno come business quello di creare applicazioni con cui offrire servizi da “consumare” attraverso questi dispositivi.

Si stima, infatti, che il mercato del mobile entro pochi anni supererà (sostituirà?), quello dell’attuale personal computer, ampliandone e diffondendone l’uso e quindi la potenzialità di usare, fruire e consumare servizi siano essi gratuiti e/o a pagamento.

Le applicazioni e servizi offerti per il mobile devono affrontare una sfida molto difficile: fornire informazioni / tools tenendo in considerazione gli aspetti legati a chi, dove, quando e cosa un utente sta facendo, operare nelle condizioni più “ostili”, distribuirle il più rapidamente possibile, a costi sempre più bassi e competitivi ad una comunità di utenti con aspettative sempre più ampie.

Chi debba realizzare le applicazioni / servizi di riferimento deve al tempo stesso tenere in forte considerazione e dimostrare di saper governare al meglio, l’eterogeneità del mondo mobile che è amplissima: dispositivi, sistemi operativi, linguaggi di sviluppo, diverse UI, tipologia di applicazioni (web app? app native?), ecc …

Più quanto realizzato è in grado di operare in modo indistinto sui diversi dispositivi e piattaforme (trasversalità), sfruttandone al tempo stesso le peculiarità (versatilità), maggiore e il potenziale di diffusione di quell’applicazione.

Non esiste al momento “la” soluzione e questo post cerca di analizzare quello che è lo stato dell’arte cercando di dare spiegazioni e motivazioni, evidenziando punti di forza e limiti delle possibilità attuali. Resta il mito del “write once, run everywhere” vedremo nel seguito se raggiungibile o meno.

Occorre poi considerare che questo mondo è in vertiginosa evoluzione e quindi potrei essere rapidamente smentito nelle mie affermazioni quindi, al netto delle cose qui affermate e dei riferimenti che riporterò, …. stay tuned!! Leggi tutto…

Augmented Reality: esempio di possibili applicazioni?


Su All Points Blog è comparso un bel video che illustra delle possibili applicazioni  della realtà aumentata.

Il filmato può sembrare molto di “marketing”  ma è ben fatto e le applicazioni illustrate in alcuni casi sarebbero in effetti trasformabili in applicazioni reali.

Ecco il video

Fonte: All Points Blog